Home Opinioni LEGALITA’ E EUTANASIA

LEGALITA’ E EUTANASIA

0

LEGALITA’ E EUTANASIA – III

Ma l’interrogativo etico più profondo viene dal cuore della questione. Chiedere l’eutanasia implica chiedere la sua legalizzazione, ossia che lo Stato riconosca il diritto di morire, determinandone le condizioni. Ossia che lo conceda. Il cuore del problema non è il presunto diritto del singolo da affermare nella scelta, ma il presupposto diritto dello Stato di concederlo. Riconoscimento è termine eufemistico, tanto più che la maggior parte delle eutanasie dovrebbero essere compiute da terzi, che potrebbero agire solo come esecutori autorizzati dall’autorità pubblica. L’idea che lo Stato diventi il soggetto abilitato a determinare le condizioni in cui l’uomo può scegliere di vivere o morire implica l’idea totalitaria che esso sia superiore al singolo nell’esercizio del suo stesso diritto individuale di vita o di morte. Ciò è contrario a qualsiasi forma di contrattualismo politico, e a qualsiasi concezione dello Stato basata sul diritto naturale. Ossia è contrario ai due filoni principali della filosofia politica moderna che è alla base della democrazia. Non a caso l’eutanasia nasce nei Regimi dittatoriali. Lo Stato può solo garantire i diritti esistenti, attuali: ossia può solo garantire la vita, finchè c’è, vietando di toglierla Quindi non può concedere a nessuno di uccidersi. Facendolo compirebbe una usurpazione.. Al massimo, potrebbe depenalizzare il reato, per ragioni pratiche, di commiserazione. In ragione di ciò, legalizzare l’eutanasia è una forma di schizofrenia giuridica, che sovverte i cardini del diritto dei Paesi civili, anche se, facendo una mistificazione verbale, i fautori della dolce morte la presentano come una battaglia per la civiltà. Coloro i quali chiedono allo Stato, in nome della neutralità morale, di concedere il diritto alla morte, in realtà patrocinano una concezione statuale “pesante” ed etica, in cui la comunità politica si fa carico di predeterminare le opzioni morali dei singoli in situazioni specifiche. Se è vero che ognuno, potendolo, è in grado di uccidersi, è altrettanto vero che lo Stato non potrà mai trasformare questo fatto in un diritto. Se non a prezzo della nostra civiltà giuridica. In alcuni Stati l’eutanasia è legale. Ma tale precedente non potrà sovvertire mai la realtà razionale del problema. Mantenere chiara la definizione dei contorni morali e quindi giuridici della questione è un fatto di civiltà, da salvaguardare anche in caso di imbarbarimento legislativo.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui