Home Opinioni LA MORTE E LA STRUTTURA PROFONDA DELLA VITA

LA MORTE E LA STRUTTURA PROFONDA DELLA VITA

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“Le sole grandi civiltà sono quelle che riconciliano
la vita con la morte. Bisogna che l’idea della morte
ritorni nel cuore della vita”. Octavio Paz
Tenterò un excursus su un tema centrale della nostra esistenza, il tabù moderno, la morte. Temiamo la morte perché non la conosciamo abbastanza. Bisognerebbe cominciare dalla Luce (metafisica) o, per gli agnostici, dai ‘fotoni’, un approccio questo utile non solo per il lessico. È al livello dei fotoni che potremmo trovare il concetto d’immortalità corporea, quella dell’anima è concetto, invece, abbracciato da teologi e filosofi e, ovviamente, dalle persone di fede. Una struttura fotonica sopravviverebbe alla fine biologica del corpo. Per l’aristotelico san Tommaso d’Aquino, il corpo è una struttura che inizia dalla cellula, mentre noi moderni lo concepiamo molecolare, atomico. Se svuotiamo il bicchiere di tutti gli atomi, abbiamo ancora il bicchiere pieno di fotoni. Da questi dobbiamo partire. La Bibbia ci soccorre laddove Dio disse: “Sia luce”. Partiamo da due cose, la Parola creatrice e la luce.
La Parola è l’immagine di Dio creatore di tutte le cose, ecco perché noi esseri umani riusciamo a inventare quasi tutto, mentre tutto o quasi ci riescono le Civiltà delle stelle. Dio disse: “Sia luce”. E nel Suo atto creatore, nella Sua Parola ha dato la Sua immagine a noi e si è attuata nella corporeità, e si modula nelle diverse forme degli Universi. E aggiungiamo. Si modula negli elettroni, nei protoni e poi successivamente nelle molecole e nelle cellule e via dicendo. Se noi abbiamo come punto di partenza il corpo, le molecole e l’atomo, è chiaro che tutto deperisca, muoia. Vediamo solo cadaveri che muoiono. Se invece tutto ha una struttura più profonda, perché ha il fotone, la cosa cambia aspetto. La struttura fotonica non si decompone. L’atomo si scioglie. Tutte le operazioni organiche si sciolgono, quella fotonica varia ed è quindi eterna, come la Parola di Dio che la crea, la mantiene creata in eterno e che tramite le Sue leggi la fa diventare tutto quello che diventa poi l’Universo. Compreso il nostro cervello che come struttura di fondo luminosa è capace di ritornare da capo. Possiamo comprendere l’immortalità del corpo per ora soltanto a livello del corpo-luce, cioè della struttura fotonica energetica che ha quattro dimensioni. Questo è un punto delicato.
Immaginiamo di voler entrare in contatto con un’astronauta che abita nella sua Base lunare, a 384mila km dalla Terra. Potrò mai parlare con lui attraverso un corpo organico come le corde vocali? No. Che faccio? Affido al microfono, agli elettroni, le mie vibrazioni foniche. Il microfono le trasforma, e le trasforma in modo tale che io non le sento. Se taglio il filo, mentre la mia voce ci passa attraverso per andare fino alla stazione spaziale, non sento niente. C’è bisogno di un apparecchio che le trasformi. Quando l’elettrone è arrivato alla fine del suo compito, dice: ‘io sono corpuscolo e come tale sono legato al filo. Tuttavia sono anche onda. Allora libero l’onda, cioè il fotone’.
Riesco a parlare con l’astronauta solo passando alla quarta dimensione. Perché? Il fotone è a quattro dimensioni.
Stando così le cose, la nostra struttura di fondo, di corpo-luce, di corpo fotonico, quando ha elaborato tutto quello che c’era da elaborare, come il genoma, il cervello, la vita e i sensi e così via, e ha ottenuto tutto un mondo a livello delle tre dimensioni spaziali, dice al corpo: adesso sei giunto al termine, perché ho già registrato tutto quello che mi ha trasmesso attraverso i sensi e adesso ho veramente la mia libertà a quattro dimensioni. Quindi dall’aldilà si comunica dalle quattro dimensioni, che sono tempo e spazio congiunti. Che sono appunto ciò che utilizzo per poter parlare con l’astronauta, come da esempio.
Nello stato attuale di vita terrena non posso percepire le 4D perché apprezzo solo l’Universo a tre dimensioni. A meno che non abbia una struttura che me lo traduca. L’astronauta di cui sopra, non sentirebbe mai la 4D che cammina verso di lui: ha bisogno della traduzione a livello ottico acustico cerebrale.
Cosa viene fuori da questa tesina? La nuova rivoluzione cosmologica del terzo millennio cristiano. La prima rivoluzione si chiamò copernicana. Cosa succede con la scoperta dell’atomo? Quello che disse Arthur Eddington. Si pensava nel ‘900 che l’Universo fosse una macchina gigantesca, oggi lo concepiamo come un grande pensiero.
Il codice genetico e i fotoni fanno parte del genoma, quell’insieme completo del materiale genetico di un organismo, contenuto nel DNA e organizzato in cromosomi) di un organismo. Qui sta la soluzione. La parte del genoma che appartiene alle molecole e agli atomi non serve più. La parte che appartiene ai fotoni, alla modulazione di frequenza e alla logica dei fotoni, all’anima dei fotoni e allo spirito dei fotoni, quella invece resta. Noi siamo fatti di una struttura che possiamo chiamare “logofotonica” perché fatta dal logos, che è la realtà spirituale, e dal fotone, che è la realtà fisico-energetica.
Se contemplo il Crocifisso, mi chiedo chi sia questo Dio che ci crea esseri umani per poi farci dèi? È colui che dalla croce ci suggerisce che il dominio del corpo organico termina a questo livello, con morte e sepoltura. Poi inizia la dominanza dell’altro livello fotonico, il corpo di luce, la resurrezione.
 
BIBLIOGRAFIA UTILE
Jean Charon – Morte, ecco la tua sconfitta
Luigi Borello – Come le pietre raccontano
Bedford & Kensington – L’esperimento Delpasse
Ernesto Bozzano – La crisi della morte
Frank J. Tipler – La fisica dell’immortalità
Elisabeth Kubler Ross – La morte è di vitale importanza
Fritz-Albert Popp – Nuovi orizzonti in medicina

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  • Redazione

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