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LIBERTÀ DI INFORMAZIONE O IMPUNITÀ DELLA DISINFORMAZIONE

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di Eugenio Baresi*

Il politicamente corretto secondo i desideri dei supponenti corretti che solo loro hanno il privilegio di rappresentare i principi correnti: ecco quelli che oggi tracotantemente pretendono di rappresenta la libertà di stampa.

Ovvio e però la rappresentano secondo la loro parte.

Essendo un democristiano ben conservato mi risulta facile non tanto non dimenticare, ma ricordare come questo metodo dell’allarmato vittimismo accompagnato dalla feroce invettiva non sia un innovativo metodo per certa parte.

Lasciando perdere lo schieramento “testugginoso” dei notissimi giornali che hanno nei loro “firmanti” quotidiani un vigoroso amplificatore, quello che indigna sono le televisioni.

Indigna perché i giornali sono scritti dai giornali, non ho sbagliato con questo termine, mentre le televisioni dovrebbero essere la vetrina delle diversità.

Accade che in tutti i programmi ci siano i soliti, del solito circo, che si ripetono le solite convinzioni, che insegnano le loro illuminate competenze… invero spesso molto modeste.

E anche dicono di indagare con quella nobile dicitura di “giornalismo d’inchiesta“.

Stranamente, essendo forse oppressi, sempre e con insistenza indagano da un lato.

Solo, e ma, oltre che stranamente, quel lato è quello che li opprime secondo la vulgata che loro raccontano.

Mi parrebbe un nemmeno troppo piccolo corto circuito logico.

Un’oppressione inefficace… visto che spopolano quotidianamente e diffusamente.

Mi pare allora innegabile che la plurima affermazione di un vulnus alla libertà che ogni giorno a reti unificate viene proposto sia alla fine esso stesso un vulnus alla democrazia.

Il buon Macchiavelli considerava la menzogna quasi etica e 

strategica, ma riferita al fine del buon governo.

Purtroppo più recentemente, nel dramma della corruzione morale e politica, la menzogna è diventata artificio, allorché ripetuta, per convincere ad intendere il falso come verità.

È diventata uno degli ingredienti sostanziali della informazione disinformante.

Insomma un artificio utile non per favorire il buon governo dei protagonisti della Storia quanto piuttosto utile per imbrogliare quanti restano protagonisti nel subire la Storia.

*ex parlamentare e segretario della Commissione Stragi

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  • Redazione

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