
di Lucio Leante
Non ci aspettavamo certamente dal loden di Mario Monti un qualche fuoco d’artificio di intelligenza e di brillante realismo politico. Non ci aspettavamo certo che il grigio senatore rompesse con la cappa di conformismo ideologico euro-federalista e, in sostanza, subalterno all’asse franco-tedesco e alla linea (ora sconfitta da Trump) del partito democratico americano.
Ma con un suo recente articolo sul Corriere, il senatore a vita ha battuto ogni record di conformismo e di solerte appiattimento sull’anti-trumpismo militante in chiave euro-federalista diffuso dalle sinistre e dai leader attuali francese tedesco ed inglese, nostalgici della guida di presidenti americani della sinistra dem come Obama e Biden che tanti disastri hanno inflitto all’Occidente, all’Europa ed al mondo intero.
Monti, nel suo editoriale sul Corriere del 25-26 ottobre (“Trump, la Ue e il ruolo di Meloni”) non solo unisce la sua voce al coro delle sinistre europee che accusano ogni giorno il presidente americano Donald Trump di violare le regole dello stato di diritto, ma si spinge fino ad assimilarlo ad un autocrate addirittura evocando per lui un odore di fascismo. Nello stesso articolo Monti ha esortato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a prendere le distanze da Trump e anzi a passare “all’offensiva” contro di lui se vuole davvero “difendere l’Occidente” e se non vuole incorrere nelle stesse e ricorrenti accuse di autoritarismo parafascista. Il consiglio (a nostro avviso fraudolento) di Monti è quello di allinearsi e subordinarsi all’asse franco-tedesco (e alla sinistra dem americana) e comunque di non ostacolarlo. Meloni dovrebbe crinunciare al diritto di veto nazionale degli Stati nelle istituzioni europee e accettare il voto a maggioranza, sancendo così la piena egemonia franco tedesca (con ppoggio esterno inglese) in Europa anche a scappito degli interessi nazionali italiani.
A leggere l’articolo di Monti viene innanzitutto fatto di chiedersi se certi riveriti personaggi, come l’autore dell’articolo, abbiano un concetto chiaro di cosa sia davvero l’Occidente. Vien fatto anche di chiedersi se, nella foga di aggregarsi conformisticamente alle accuse (per la verità parecchio acritiche o per lo meno frettolose e premature) al presidente americano Trump, di “violare lo stato di diritto” e nella speranza di rivedere alla Casa Bianca un ritorno di un presidente democratico, global, green e woke, riescano a capire davvero cosa stia avvenendo oggi nel mondo, in Occidente e in Europa.
È infatti a dir poco sorprendente la tesi principale di Monti, secondo cui il vero e autentico Occidente sarebbe quello dei “predecessori di Trump”, cioè -udite udite!- quello di Joe Biden e di Barack Obama! E non certo quello di Donald Trump!
Udite, udite: secondo l’augusto senatore, l’Occidente autodenigratorio, pentitenziale ed autolesionista, l’Occidente aggressivo e neocoloniale neocon che tanti lutti ha addotto nel mondo, l’Occidente green che tante miserie ha già portato in Europa, l’Occidente global, woke e queer che tanti lazzi e sberleffi ha suscitato, con le sue folli e antiscientifiche tesi come quella del gender, in tutti i cinque continenti sarebbe il “vero Occidente”. Non si accorge il grigio senatore che quell’Occidente di Obama e Biden, da lui rimpianto è stato una negazione della tradizione occidentale cristiana e liberale? Una sorta di anti-Occidente e di folle parodia del vero Occidente?
“Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca – scrive Monti- si è verificata una vistosa spaccatura”. Il che è vero, ma in che senso, secondo il senatore? “Il presidente e il governo di quel Paese – scrive- si mostrano ogni giorno più insofferenti verso i limiti che l’ordinamento pone all’esercizio del potere, acquisito legittimamente alle urne, per evitare che divenga potere assoluto”. Per Bacco. Ma è davvero così? No!
Una balla ripetuta da più parti in Europa, non cessa di essere una balla. La democrazia americana è forte e lo stato di diritto è saldissimo negli USA. Si sa da sempre che è la stessa Costituzione americana che prevede per il presidente poteri di decisione quasi regali, limitati tuttavia da tutto un sistema di check and balance. Si ripete sempre negli USA un conflittuale e competitivo tira e molla del potere presidenziale con le istituzioni di contropotere, come quelle giudiziarie tra cui la Corte suprema, oltre che con la Banca centrale e con quelle civili mediatiche, culturali e universitarie. Quella perenne competizione è fisiologica negli Usa. Lo strapotere presidenziale è una vecchia questione da tempo discussa dai costituzionalisti americani che parlano della democrazia americana come di una “monarchia costituzionale ed elettiva”. È quello il sistema costituzionale liberale americano, piaccia o meno, e Trump non costituisce una novità eversiva, come sanno tutti coloro che conoscono la storia americana. La tesi della rottura con Trump dello stato di diritto negli USA è una vera balla ad uso degli sciocchi e di chi ha motivi politici per sostenerla a consumo dei primi.
Inoltre – secondo Monti- dall’avvento di Trump, gli USA avrebbero nientemeno che “abdicato al ruolo di leadership tra i Paesi a democrazia liberale, fondata sullo stato di diritto”. Questo sembra davvero un po’ troppo.
Ma davvero gli USA di Trump avrebbero abdicato alla leadership e alla difesa dei paesi europei? Non ci sembra proprio. È un’altra balla anche se diffusa ad arte da certi circoli euro-federalisti per promuovere attraverso il riarmo europeo una fittiza unità politica europea a guida franco-tedesca (soprattutto tedesca). Trump può essere accusato di varie oscillazioni e di intemperanze verbali, ma è tutto fuor che un cretino. Lo sarebbe se abbandonasse l’Europa alla merce’ della Cina e della Russia! Sa bene, ivece, che la Nato e la leadership americana in Europa è ancora e per il futuro prevedibile un interesse primario degli USA. Quello di Monti e di altri che ripetono la balla del presunto “abbandono” trumpiano dell’Europa è un wishful thinking, come rivela la sua domanda retorica successiva: “Gli Stati Uniti di Trump rappresentano ancora…la guida morale e politica dell’Occidente? – si chiede retoricamente Monti. “No di certo” è la sua risposta implicita, ma che è rivelatrice di un intento: quello di favorire le politiche di riarmo in Europa: visto che Trump ci ha abbandonati dobbiamo riarmarci fino ai denti…Putin incombe e non vede l’ora di invaderci. Balle, balle assurde.
Da queste balle il senatore a vita deduce che se Giorgia Meloni vuole essere davvero fedele a quanto da lei stessa dichiarato in Senato il 22 ottobre scorso (di voler cioà “lavorare per l’Occidente, tenendolo unito”) dovrebbe prendere – secondo Monti- le dovute distanze da Trump, passando addirittura “all’offensiva” (sic!). Contro chi? Contro Trump, ben s’intende. E perché?
Il nostro senatore a vita giunge fino a equiparare il presidente Trump ad un autocrate a motivo – scrive- dei suoi “tratti preoccupanti di affinità — sul piano dei principi e delle azioni — ai leader di regimi autoritari o autocratici”. E aggiunge maliziosamente: quelli “del presente e del passato”… “un passato -precisa in crescendo – che in Italia abbiamo sperimentato duramente un secolo fa”. Eccoci al punto! Poteva mancare, nella sua esibizione di conformismo europeista di sinistra, un riferimento al presunto “pericolo fascista”? Il suo riferimento al passato fascista suona come una minaccia: Come a dire (in maniera un po’ surreale): egregia Meloni, se non prendi le distanze da Trump darai ragione a chi dice di paventare un ritorno del fascismo in Italia. Monti come Elly Schlein! È una (mezza) notizia! Fantastico!
Meloni dovrebbe – secondo il senatore- innanzitutto accettare il voto a maggioranza nelle istituzioni europee e rinunciare così al diritto di veto sulle (prevedibili) decisioni contrarie all’interesse nazionale nazionale italiano, che la stessa presidente ha detto in Senato (giustamente) di temere. “I maggiori freni alla competitività europea derivano dai veti nazionali a misure come quelle indicate dal Rapporto Draghi”- argomenta Monti con aria professorale. Come a dire: in nome della competitività europea, l’Italia deve essere disposta ad accettare anche il sacrificio dei suoi interessi nazionali. Non sembra un po’ troppo?
Monti si spinge poi fino a rimproverare a Meloni di avere criticato i disastri (anche di competitività) dovuti al famigerato Green Deal. Secondo lui, “dimentica che il nostro Paese è tra quelli più esposti alle catastrofi derivanti dal cambiamento climatico”. Ma davvero? Speravamo davvero che Monti ci risparmiasse il solito “mantra”, una vera litania. che gli ecologisti radicali usano ripetere in ogni paese. Per la loro propaganda ogni paese sarebbe “tra quelli più esposti”! Dove, perché e quando? Che balla! Che noia questa retorica green che non vuole fare i conti con la realtà e con la vera scienza!
Monti riassume così le sue accuse a Meloni: Ella, rifiutandosi di rompere con Trump, “condanna la Ue a confrontarsi per sempre con gli Stati Uniti e le altre potenze con un braccio legato dietro le spalle, rendendo quasi impossibile l’adozione di una posizione unitaria”. Meloni romperebbe e impedirebbe l’unità europea su una linea di “confronto” con gli Usa di Trump! Per Bacco, non ce ne eravamo accorti! E poi: Monti non spiega per quali ragioni geopolitiche, di sicurezza e di realipolitik l’interesse italiano ed europeo sarebbe quello di “confrontarsi” con l’alleato americano. Dovrebbe farlo solo per le presunte violazioni dello stato di diritto negli Usa che a molti (tra cui chi scrive) sembrano solo sofismi e fumisterie ideologiche di nostalgici del potere dem alla Casa Bianca? Monti, come ogni leader di sinistra europea, attacca Trump per una sola vera ragione: vorrebbe semplicemente un ritorno di un presidente dem a Washington. Con un presidente americano dem si sentirebbe più a suo agio e più a casa sua. Possiamo impedirgli di sognare? No. Ma Totò direbbe: “senatore Monti, ma ci faccia il piacere!”
In conclusione – secondo Monti- Meloni, a cui riconosce – bontà sua- una voce “autorevole, ma afona” dovrebbe mostrare “maggiore fiducia nel ruolo propositivo e di impulso che l’Italia ha spesso avuto” e giocarlo “all’offensiva (contro Trump ovviamente, ndr) pensando che l’Europa siamo noi”. Siamo noi? Ma davvero, senatore Monti? Davvero in Europa ci sarebbe una tale unità di interessi ed intenti tra l’Italia e la Francia di Macron, la Germania di Merz e l’Inghilterra di Starmer? Gli interessi italiani ed europei sarebbero difesi dall’asse franco tedesco e da un potere dem ritornato alla Casa Bianca, come auspica Monti? Affermarlo sfiora il ridicolo.
E se vogliamo andare ancora più a fondo alla tesi principale di Monti: davvero l’autentico Occidente sarebbe quello di Barack Obama e di Joe Biden, di cui Macron, Merz e Starmer si mostrano oggi come i tardi e nostalgici epigoni e continuatori?
Quale sublime Occidente ci sarebbe stato con Obama e Biden? Quello delle guerre e delle invasioni neocon, delle rivoluzioni colorate e primavere arabe per esportare l’influenza americana con il pretesto di esportare la democrazia ed i diritti umani facendo strame del dirito internazionale e stragi di centinaia di migliaia di esseri umani? Quello dell’espansione della Nato nell’area post soviertica e persino in Ucraina (e Georgia) con l’obbiettivo di disgregare la Federazione Russa e che ha provocato una guerra in Ucraina e l’inflazione in Europa? Sarebbe il vero Occidente quello delle teorie queer e gender? Quello delle autoidentificazioni di genere, delle transizioni sessuali dei minori e delle gestazioni per altri dette anche uteri in affitto? Quello della guerra alla famiglia, alle chiese cristiane ed al sentimento patriottico? Quello della distruzione o decapitazione e imbrattamento dei monumenti? Quello degli inginocchiamenti e dei vari riti di contrizione davanti alle maestà idolatrate dell’Altro e del Diverso? Quello dell’invasione di immigrati e della abolizione dei confini e degli stessi stati-nazionali? Quello della transizione verde, cioè della catastrofe industriale in nome della salvezza del pianeta dalla fantasmatica apocalisse climatica? Non scherziamo! Eppure per il senatore Monti, come per Macron, Merz e Starmer. sarebbe quello il vero e autentico Occidente!
Ebbene sappia il senatore Monti che l’Occidente negli ultimi 25-30 anni, ha perso gran parte del suo prestigio nel mondo ed i suoi leader come Obama e Biden appaiono agli occhi di molti non occidentali come una banda di malfattori sanguinari, fedifraghi e menzogneri che hanno fatto strame del diritto internazionale e dei diritti umani che pure proclamano come loro principi. Sappia anche che, per effetto delle follie woke e green, quell’Occidente appare a molti nel mondo come una vera “nave di folli”!
Per fortuna le stesse popolazioni europee stanno prendendo coscienza dell’equivoco e si riconoscono sempre meno nell’anti-Occidente di Obama e Biden e nei suoi tardi epigoni franco-tedeschi e inglesi in procinto di essere avviati nelle soffitte della storia.
Sappiano anche che probabilmente il tanto deprecato Donald Trump, con tutti i suoi limiti e apparenti rozzezze, sta mettendo fine ai focolai di guerra accesi dai presidenti americani neocon e sta mettendo fine a quella vera rivoluzione geopolitica e culturale dem, global, woke e green che tanti danni ha inferto all’Occidente e al mondo intero.
Con lui l’Occidente potrà probabilmente ritornare alla sua vera essenza, che consiste nell’umanesimo integrale cristiano e liberale, rinnegato dalle pretese woke.
E infine: ha davvero capito il senatore a vita Monti di quale natura sia il gioco “europeista” degli attuali leader di Germania e Francia (con l’appogiio esterno della Gran Bretagna)? Essi, agitando la presunta minaccia russa, stanno tentando, con il riarmo europeo di rimediare ai disastri della transizione verde per riconvertire l’industria automobilistica e per drogare le loro economie con nuove massicce iniezioni di spesa pubblica (a spese dei contribuenti). Essi intendono anche con il riarmo nello stesso tempo massimizzare il divario di potenza tra loro ed i paesi minori europei meno solidi finanziariamente. Lo stesso obbiettivo sta visibilmente dietro la proposta tedesca di superare i veti nazionali con il voto a maggioranza.
In nome dell’unità europea, stanno cercando di stabilire una loro preponderante egemonia nell’UE. Un obbiettivo francese e tedesco (e in qualche misura anche inglese) che Monti condivide e favorisce. Peccato che non sembri favorire gli interessi italiani in Europa e in Occidente, secondo la stessa attuale maggioranza degli italiani.





