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LE INGENEROSE CRITICHE A TRUMP E AGLI USA

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Qualche giorno fa ho realizzato un articolo sul diritto internazionale marittimo, in cui non ho preso le parti di alcuno, anzi ho invocato un piano di pace che potesse essere offerto da tutta la Comunità internazionale e da parte dei grandi della terra ed ho solo offerto uno spunto giuridico sull’argomento tecnico, probabilmente non condiviso da molti, ma la democrazia e la libertà di pensiero è anche questo.

Silenzio da parte dell’Europa e di tutti i governanti europei.

Adesso non possiamo che rendere onore al Presidente degli USA Donald Trump, perché in totale contrarietà di alcuni suoi detrattori politici interni nel suo Paese ed anche ……….all’esterno, ha reso pubblico un piano di pace che va veramente verso quella direzione ossia di riportare un equilibrio politico internazionale e di pace in quei territori.

Concordo con il Presidente Trump su ogni punto e sul fatto che si deve evitare una “escalation” degli eventi e si deve veramente eliminare ogni forma di terrorismo ed aiutare la popolazione di Gaza.

In questo pensiero, nella realtà, il Presidente Trump ha recepito, integralmente, anche i valori e le indicazioni provenienti proprio dall’ONU con riferimento all’applicazione della Carta delle Nazioni Unite.

E’ sicuramente vero che ci sono premesse e rancori storici di confronto cruento tra le due parti, ma è altrettanto vero che nessuno come il Presidente degli USA ha mai preso una posizione così esplicita e pubblica a favore della pace in queste aree geografiche.

I primi due punti del trattato di pace, secondo il mio sommesso avviso, sono essenziali e richiamano il grande messaggio del presidente Trump a tutti i politici del mondo, sempre che lo vogliano ascoltare, in ordine a come si dovrebbe concretizzare la pace….: “ 1- Gaza sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non costituirà una minaccia per i suoi vicini; 2- Gaza sarà ricostruita a beneficio della popolazione di Gaza, che ha già sofferto abbastanza.

Più chiaro di così…….

Ed ancora lo stesso presidente Trump ha previsto al punto 8) un intervento dell’ONU quale soggetto intermediario: “…L’ingresso degli aiuti e la loro distribuzione nella Striscia di Gaza avverranno senza interferenze da parte delle due parti attraverso le Nazioni Unite e le sue agenzie, la Mezzaluna Rossa e altre istituzioni internazionali non associate in alcun modo a nessuna delle due parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta allo stesso meccanismo attuato nell’ambito dell’accordo del 19 gennaio 2025. Gaza sarà governata da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle municipalità per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali, con la supervisione e il controllo di un nuovo organismo internazionale di transizione, il “Consiglio di pace”, che sarà guidato e presieduto dal presidente Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato da annunciare, tra cui l’ex primo ministro Tony Blair. Questo organismo definirà il quadro di riferimento e gestirà i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, tra cui il piano di pace del presidente Trump del 2020 e la proposta saudita-francese, e potrà riprendere in modo sicuro ed efficace il controllo di Gaza. Questo organismo farà appello ai migliori standard internazionali per creare un governo moderno ed efficiente che sia al servizio della popolazione di Gaza e favorisca gli investimenti.

Questi argomenti e tali punti così come delineati dal Presidente Trump e quelli successivi sono inequivocabili sul fatto che se si vuole raggiungere un equilibrio politico ed una salvaguardia della pace duratura e una tutela degli interessi delle due popolazioni coinvolte, Israele e Palestina, vi devono essere delle concessioni reciproche.

Inoltre, da grande stratega politico quale è, il Presidente Trump ha indicato l’ONU quale soggetto intermediario a garanzia della realizzazione delle condizioni del piano di pace, e mi permetto di sottolineare che con questa ipotesi ha richiamato un dovere che era già insito nello statuto dell’ONU, all’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite e il Presidente Trump, doverosamente ed efficacemente, lo ha richiamato elevando anche le coscienze degli altri governanti che siedono presso l’assemblea dell’ONU.

Io credo che il Presidente Trump abbia dato una lezione di politica estera lungimirante a tutti i governanti del mondo e se questa proposta, condivisibile o meno in tutti i suoi punti, serve alla nobile causa di salvare altre vite umane fragili e deboli, evitando stragi, ben venga questo piano per raggiungere l’obiettivo.

Come in tutte le strategie e trattati internazionali e, se riflettiamo, sin dal termine della seconda guerra mondiale in poi, nessun trattato fu veramente perfetto.

Pensiamo con la memoria anche quello che fu delineato dopo la prima guerra mondiale ossia per citarne uno il Trattato di Versailles che fu, veramente, vissuto come una vessazione delle potenze vincitrici, ma l’evento che fece poi scatenare gli avvenimenti successivi fu offerto, e questo è la storia che ce lo insegna, si verificò quando gli stessi francesi , in risposta al mancato pagamento di alcuni debiti di guerra, occuparono militarmente la zona della Ruhr per due anni, provocando non solo un malcontento diffuso nella popolazione tedesca , ma un rancore che si diffuse nel corso degli anni successivi…..fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale.

Questa onda emotiva fu cavalcata da chi ben sappiamo e fece un disastro in tutto il mondo.

Non dimentichiamoci che molte famiglie, oggi, a causa di questa guerra che si protrae da differenti anni a Gaza, hanno perso figli, fratelli e sorelle e ………..chi è rimasto coltiverà per il resto dei suoi giorni animi non certamente positivi per il mondo che nulla ha fatto per fermare questi eventi.

Trump questo lo ha compreso ed ha infatti avviato questo piano di pace per ristabilire la armonia territoriale nella comunità internazionale.

Considero in questo momento il Presidente Trump una grande ancora di salvataggio per il mondo intero e ribadisco, può non essere condiviso il mio pensiero od il suo piano di pace, ma ritengo che, intanto, con tale piano si fermerebbe una guerra inutile per tutti e con danni collaterali enormi e con un alto numero di persone che verrebbero sacrificate, visto l’attuale numero di esseri umani di tutte le età deceduti……poi tutti i piani si possono modificare e migliorare nel tempo.

Basta la buona volontà e…………….. una vera volontà di raggiungere una pace internazionale.

Truump lo ha fatto e lo sta facendo e mi dispiace dirlo, contro chi non ci crede. …..ma onore a lui…..ed alla sua politica.

Come diceva Seneca: “ il coraggio conduce al cielo…………..la paura alla morte….”

Le premesse ci sono …..adesso ci vuole equilibrio e buon senso e coraggio nelle scelte……

Autore

  • Redazione

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