Home Opinioni IL FORMICAIO IMPAZZITO PLANETARIO E LA “MONTAGNA INCANTATA” DI THOMAS MANN

IL FORMICAIO IMPAZZITO PLANETARIO E LA “MONTAGNA INCANTATA” DI THOMAS MANN

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di Maurizio Ballistreri

Il mondo appare come un formicaio impazzito. Al conflitto che appare senza fine tra Russia e Ucraina e al genocidio israeliano a Gaza, si aggiungono i venti di guerra tra India e Pakistan, nazioni dotate di armi nucleari.

E alla palese inutilità dell’Onu, con l’inesistenza di ogni ordine mondiale, si aggiunge la politica di riarmo di un’Unione europea ininfluente a livello internazionale e che assomiglia sempre più alla rana della favola di Fedro, che tentando di assomigliare ad un bue, si gonfiò per poi esplodere.

Un’Europa che, purtroppo, si allontana dai valori del liberalismo, della tecnica e del progresso umano e civile, figlia delle rivoluzioni illuministe, in cui nel ‘900 si sono inseriti i diritti sociali promossi dalle socialdemocrazie, nell’anelito verso la “pace perpetua” di Kant negli anni difficili della “guerra fredda” tra Usa e Urss.

Per non parlare degli Stati Uniti, il cui il presidente Trump è palesemente in preda ad una prospettiva schizofrenica, tra isolazionismo e volontà imperiale.

Uno scenario irrazionale, in cui l’unico elemento di certezza, dopo la parata sulla Piazza Rossa a Mosca, per ricordare la sconfitta del nazismo, è l’asse tra la Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping, che rischia di creare di fatto la prima superpotenza mondiale per armamenti, innovazione tecnologica, produzione, energia, autoritaria ed aggressiva.

Uno scenario che richiama alla mente uno dei capolavori della letteratura mondiale del ‘900, “La montagna incantata”, di Thomas Mann, che descrive l’Europa del suo tempo prossima al cataclisma della “Grande guerra”, con lo straordinario confronto tra l’umanesimo progressista e liberale di Lodovico Settembrini, massone e seguace di Giosuè Carducci, e l’intransigenza, nichilista, reazionaria e rivoluzionaria al tempo stesso del gesuita Leo Naphta, nel sanatorio di Berghof a Davos, sulle Alpi svizzere. Mann, con i due intellettuali, rappresenta l’inverarsi della dialettica hegeliana degli opposti.  

Quanta attualità nello scontro di culture descritto da Mann si ravvisa nel nostro tempo, così segnato dall’incubo di una guerra planetaria – che potrebbe deflagrare se la Cina dovesse invadere Taiwan – dall’autoritarismo del tecno-capitalismo, dall’oscurantismo culturale, non ascoltando l’appello alla pace lanciato da Papa Francesco negli anni del suo pontificato e ripreso da Leone XIV.

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  • Redazione

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