
È decisamente pietoso ormai il lamento di chi continua a sentirsi orfano dell’opposizione al Governo Meloni o la inutile dichiarazione di essere di sinistra nonostante critichi l’opposizione che non fa il suo mestiere.
Mamma ti critico, ma sono il tuo bambino. Meglio diventare adulti.
Il problema, se ne prenda atto, è che i soggetti che dovrebbero essere l’opposizione, in una normale dialettica democratica, sono il prodotto (verdi e cespugli contigui) o si sono venduti tradendo la loro storia (socialisti ed ex comunisti) o, comunque, stanno dalla parte (ex democristiani di sinistra) del globalismo delle multinazionali e della finanza che sta crollando a causa della totale velleità con la quale è stato pensato ed agito. Le opposizioni non hanno nulla da dire perché non hanno idee, avendo venduto idee e brand da oltre trent’anni ad un sistema di potere che sta cadendo a pezzi.
Non si può essere opposizione quando si è potere che ha governato fino all’altro giorno.
Le opposizioni sono le forze politiche e ideali che hanno contrastato lo strapotere finanziario del globalismo, con le sue derive dittatoriali e privative della libertà e della democrazia, con le sue censure e le sue propagande assillanti, con le sue psycological operations delle quali siamo tutti rimasti vittime.
In Europa il potere, quel potere, ha governato per trent’anni con il sostegno dei socialisti che hanno fatto da punta di ariete per conto delle multinazionali e della finanza. Frans Timmermans non è un pericoloso esponente della destra, ma un socialista. Teresa Ribera, attuale commissaria alla transizione green, ossia il peggio del peggio, è una socialista spagnola.
In Inghilterra, che non è più Unione Europea, ma è Europa, sono al governo i laburisti, ossia i socialisti fabiani, i quali stanno attuando politiche demenziali lesive della democrazia e della libera espressione delle idee.
Sholz, che sta rovinando definitivamente la Germania, è socialista.
Sono anni che socialisti e verdi, con i liberali neocon, deprimono l’economia europea, delocalizzano le industrie, opprimono i cittadini con una pletora di leggi vessatorie, utilizzano schemi economici stile pianificazione sovietica anni staliniani.
L’attuale Commissione è stata votata da popolari, socialisti e verdi e vorrebbe andare avanti verso l’abisso, il fatto è che non ha più la maggioranza e che i popolari, finalmente, hanno capito che è cambiata l’aria.
Continuare a frignare perché non c’è l’opposizione alla destra cosa significa? Che si vorrebbe ancora un’Unione Europea alla Timmermans? O ci sono idee da mettere in campo?
Fatta questa ampia premessa sull’insopportabile lacrimatoio, il tema vero da affrontare è che la politica deve appropiarsi nuovamente del suo giusto e legittimo spazio. Questo vale in Italia come in Europa.
I fatti di questi giorni dimostrano che non ci siamo. Qui sì è necessario criticare, non tanto il Governo, ma le forze politiche che lo sorreggono e che hanno la maggioranza in Parlamento.
La Corte penale internazionale dell’Aja, una delle tante invenzioni a corollario del finto Stato dell’Unione Europea, che esprime un finto esecutivo (la Commissione), non solo non ha l’adesione della più grandi potenze, ma non gode, sicuramente, di molto credito. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha detto chiaramente che la Corte non è la bocca della verità. Il significato è chiaro: la Corte esprime pareri che non sono necessariamente la verità e pertanto valgono come opinioni.
La conseguenza è che se la Corte emette un mandato di cattura per un ufficiale libico che ha girato mezza Europa proprio quando approda in Italia, di quel mandato di cattura possiamo tranquillamente stropicciarcene. Quindi, lo Strato sovrano italiano si comporta nei confronti del noto signore secondo le sue leggi, i suoi interessi, le sue priorità.
Smettiamola di dare potere a organismi che dovrebbero essere eliminati per la loro evidente inutilità o, peggio, per essere degli ostacoli al normale rapporto tra Stati.
Veniamo alla seconda questione. Un giudice, sulla base di un’esternazione della Corte e di una denuncia di un avvocato, indaga il Presidente del Consiglio, due ministri e un sottosegretario.
Al di là della scelta di difendersi da parte degli indagati con la nomina di un avvocato, la questione è di ben altra natura e qui sì vanno criticati i partiti dell’attuale maggioranza.
La questione è l’indipendenza del Parlamento e del Governo dalla Magistratura. La risposta deve essere la piena restaurazione dell’immunità parlamentare, estesa ai ministri e sottosegretari non parlamentari e l’abolizione del tribunale dei ministri.
Provvedano le forze politiche che hanno la maggioranza in Parlamento.
Il Governo ha un solo giudice: il Parlamento. Il Parlamento ha un solo giudice: il popolo sovrano.
La Costituzione della Repubblica italiana recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Attenzione: il popolo è sovrano e la Repubblica è fondata sul lavoro.
Se la Repubblica è fondata sul lavoro, significa che il suo fondamento è messo in discussione quando si svendono attività produttive (vedi Iri), si delocalizza, si distruggono, come è stato fatto dai governi degli ultimi trent’anni, interi comparti produttivi.
Il fondamento della Repubblica è messo in discussione quando si seguono le politiche del finto esecutivo dell’Unione Europea, ossia la Commissione, che sta distruggendo attività produttive e posti di lavoro.
Il popolo sovrano ha votato a destra? Ci sarà un motivo? Si. Il motivo è che la sedicente sinistra si è posizionata esattamente nel solco della finanza e delle multinazionali e ha abbracciato anche tutte le idee folli a corollario: green, cancel culture, woke, gender e via discorrendo.
La sedicente sinistra ha sposato in toto la logica migratoria voluta dalla finanza e da George Soros, con l’appoggio di Papa Francesco.
La sedicente sinistra, quella che dovrebbe, secondo le anime belle del piagnisteo, fare l’opposizione, è diventata il partito dei cinesi.
Se la sedicente sinistra non può fare l’opposizione perché si è votata al camerierato della finanza e delle sue logiche, non può nemmeno tentare ad ogni piè sospinto di usare azioni giudiziarie per far crollare il Governo.
I partiti che sorreggono il Governo Meloni diano prova di uno scatto di reni: portino in Parlamento, con i mezzi più veloci, la totale restaurazione dell’immunità parlamentare e l’abolizione del tribunale dei ministri.
C’è una questione aperta che va affrontata con coraggio. L’attacco alla Meloni a ai suoi ministri ha sollevato alcuni tappeti e aperto alcuni armadi: polvere e scheletri sono usciti allo scoperto sui social che, ormai, sono difficilmente censurabili, come avrebbe voluto e vorrebbe la sinistra europea, che ha offerto alla censura anche i censori italiani. Gli scheletri riguardano gli agenti italiani di Stati esteri. Girano nomi e cognomi. Di un illustre personaggio si fa nome e cognome e si indica la sua appartenenza ai servizi della Cecoslovacchia comunista, con tanto di nome in codice. Se il vaso di Pandora si è aperto, ne vedremo anche altri.
L’Italia si cosparge di veleni, di mezze verità.
Un’operazione di pulizia, che spazzi via veleni, scheletri e strumenti di ricatto è la desecretazione.
Tutti gli atti che riguardano il secolo scorso dovrebbero essere desecretati, mettendo allo scoperto anche le liste degli agenti italiani che hanno operato per conto di potenze straniere in passaggi cruciali: Brigate Rosse, Volante Rossa, Delitto Moro, Delitto Pecorelli, Lodo Moro, Stragi, gruppi extraparlamentari degli Anni di piombo e via discorrendo.
Forse varrebbe la pena di chiedere spiegazione pubblica e trasparente a qualche Paese delle coperture date o di documenti ufficiali (vedi ad esempio quelli inglesi) che indicano per nome e cognome italiani agenti del Kgb.
Gli italiani che non hanno tradito il Pese hanno il diritto di avere dallo Stato il pieno scagionamento e questo è possibile solo se si desecreta il Novecento.
L’Italia non ha bisogno di un lacrimatoio, ma di un’opera di totale pulizia dai veleni.
La destra faccia opera di trasparenza e di verità. Se non ne sarà capace, l’opposizione a sé stessa la farà lei, così come la sinistra oggi è impotente perché, quando non ciancia a vanvera, si trova cortocircuitata a fare opposizione a sé stessa.
Chi ha rovinato e sta rovinando l’Europa? Anziché lacrimare, meglio rispondere alla domanda.





