
È ora che i giornali mainstream, le televisioni, i media di qualsiasi genere e specie, smettano di nascondere la realtà.
La realtà è che la finanza e le multinazionali si sono costruite un mondo di marchi taroccati per utilizzarli al fine di rimbambire le popolazioni.
Una volta c’era la pelle, poi è arrivato lo sky, finta pelle, poi è arrivato il vero finto sky.
Ebbene, la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), così come il Consiglio d’Europa, sono il vero finto sky, con in più il fatto che fingono di essere delle autorevoli istituzioni europee.
Oggi, con una tempistica che la dice tutta su chi sono e per chi operano, sono all’attacco dell’Italia governata da Giorgia Meloni.
Guarda caso, oggi, dopo che le cose stanno così da decenni, la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per inadempienza degli obblighi di “elaborare una strategia globale per affrontare la situazione della Terra dei fuochi, istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e stabilire una strategia di informazione pubblica” al fine di proteggere i 2,9 milioni di abitanti della zona “dallo scarico, l’interramento o l’incenerimento di rifiuti su terreni privati, spesso effettuato da gruppi criminali organizzati”. Lo si apprende da una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il caso “Cannavacciuolo e altri contro Italia” è stato presentato alla Cedu da quarantuno cittadini italiani e cinque associazioni poiché “nella zona è stato registrato un aumento dei tassi di cancro e dell’inquinamento delle falde acquifere”, si legge nella sentenza. La Cedu specifica nella sentenza che “ha rilevato, in particolare, che lo Stato italiano non aveva affrontato una situazione così grave con la diligenza e la tempestività necessarie, nonostante fosse a conoscenza del problema da molti anni anni, in particolare nella valutazione del problema, nella prevenzione della sua prosecuzione e nella comunicazione alla popolazione interessata”.
La Corte europea dei diritti dell’uomo è un organo giurisdizionale internazionale istituito nel 1959.
Non è un organo dell’Unione Europea. Vi aderiscono i membri del Consiglio d’Europa, che non è un organo dell’Unione Europea, il quale, come la Corte, ha sede a Strasburgo in Francia.
Sia il Consiglio d’Europa, sia la Corte, sono ampiamente influenzati dalle Ong e in particolare dall’Open Society di Soros. , influenzano sempre di più le politiche delle istituzioni europee.
Come riporta un report redatto dall’European Center for Law and Justice, le Ong hanno un’influenza sempre più marcata sulle istituzioni internazionali, in particolare nell’ambito dei diritti umani.

Il rapporto dimostra che almeno 22 dei 100 giudici permanenti che hanno prestato servizio presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – il Cedu, legato al Consiglio d’Europa – tra il 2009 e il 2019 sono ex funzionari o collaboratori di sette Ong molte attive nell’Unione europea. Ben dodici giudici sono direttamente collegati all’Open Society Foundations, la rete filantropica fondata dal finanziere liberal George Soros: altri sette fanno riferimento all’Helsinki Committee for Human Rights, mentre gli altri sono riconducibili ad Amnesty International, Human Rights Watch e Interighits.
Dal 2009 in poi, ci sono stati almeno 185 casi in cui almeno una di queste Ong è stata ufficialmente coinvolta. “Questa situazione – commenta l’European Center for Law and Justice – mette in discussione l’indipendenza della Corte e l’imparzialità dei giudici“. È necessario porvi rimedio, prosegue la relazione. “A tal fine, si dovrebbe prestare maggiore attenzione, in particolare alla scelta dei candidati per i posti di giudice, evitando la nomina di attivisti“. Come spiega il rapporto, le sette Ong da cui provengono i giudici nominati presso la Corte europea dei diritti dell’uomo agiscono dinanzi alla Corte “in casi importanti che possono stabilire dei precedenti” e spesso relativamente “alla libertà di espressione, al diritto di asilo, ai diritti Lgbt, alle condizioni dei detenuti“. I giudici-attivisti “agiscono, in particolare, per mezzo di contenziosi strategici, vale a dire utilizzando causa giudiziarie per raggiungere un obiettivo più generale di natura politica“.
Tale azione strategica è stata particolarmente efficace “nel promuovere i diritti delle persone Lgbt in Europa“, nonché in “materia di maternità surrogata“. L’Ong più influente è sicuramente quella del magnate George Soros, grande donatore del Partito democratico Usa. “L’Open Society Foundations – si legge nel rapporto –si è affermata come l’organizzazione più influente in questo settore. Attraverso la sua politica di finanziamento di altre organizzazioni, si è posizionata ai vertici di un’importante rete di Ong“. L’Open Society Foundations di Soros finanzia iniziative a favore della “libertà d’espressione, dell’educazione dei rom, nonché della liberalizzazione delle droghe, della prostituzione, dell’aborto, dei diritti dei migranti, delle persone Lgbt e dei rifugiati“.
Un’operazione che abbia si ispiri alla decenza, all’onestà, alla deontologia professionale dovrebbe ogni volta ricordarci che le condanne della Corte Cedu sono propaganda e non valgono nulla.
A questo punto, la rispoosta del Governo, dovrebbe andare alla radice: fare i conti, in Italia, con chi è sorretto, finanziato, ispirato da George Soros.
È ora di dire basta all’influenza di questo signore sugli affari del Paese e non solo.





