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L’EUROPA DEVE SVEGLIARSI

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di Giuseppe Augieri

Trump si è insediato due giorni fa, ma la sua elezione risale a due mesi fa: un tempo trascorso invano.
Questo il giudizio di esperti economici: «Eppure l’Europa non ha ancora elaborato il lutto per la perdita del mondo che fu. Non ha la benché minima idea di quale strategia adottare per dialogare con la Casa Bianca nei prossimi anni. E forse anche per questo il mercato teme che la “Trump economy”, come viene definita la politica economica della nuova amministrazione americana, alla fine farà più danni proprio al nostro continente che altrove.»
I segnali vi sono già tutti. Tra essi la risalita dei rendimenti sovrani in tutto il mondo a dimostrazione che il timore per una ripresa dell’inflazione sta prendendo il sopravvento. Eppure Lagarde, in Europa, prevede ancora un taglio degli interessi in due-tre riprese. Questo significa una sola cosa: che la Banca Centrale Europea sta decidendo di tollerare livelli d’inflazione anche leggermente sopra il target del 2%, pur di impedire la crisi nell’Eurozona. Dunque, la Trump economy per noi europei si tradurrebbe in una fase prolungata di stagflazione, mentre l’America andrebbe verso un surriscaldamento complessivo della sua economia.
Questa è una previsione: e le previsioni, quelle sui mercati finanziari ancor più, sono fatte per essere smentite. Ma che Bruxelles non abbia una politica capace di fiutare i trend globali e una classe dirigente degna di nota è difficile smentirlo.
Una prova: una prima risposta che proprio Lagarde sembra suggerire. Riguarda l’energia. La BCE suggerisce di proporre agli USA maggiori acquisti di gas (oltre che di attrezzature di difesa) in cambio di relazioni commerciali più stabili. Tutto questo nonostante l’aumento della domanda globale – soprattutto da parte di Cina e altri paesi emergenti – che rischia di mettere ulteriore pressione sul mercato energetico, mantenendo i prezzi alti. Cosa stragradita a Trump
Che cosa significhi questo per l’Europa, ma soprattutto per Germania ed Italia, può riassumersi così. Dopo il blocco dell’importazione del gas russo, che veniva pagato a meno di 20 Euro/MWh oggi dipendiamo dal gas americano, portato a noi con navi cisterna come GNL ad un costo che supera i 50 Euro/MWH. In America lo stesso gas costa 9 Euro. Al di là di possibili dazi, pensiamo di poter essere competitivi sul mercato USA? E quale sarà il riflesso sulla nostra economia?
Io però mi pongo un’altra domanda: la politica economica europea è affidata alla BCE? Sembra che quella della politica si riduca alle rodomontate di Francia e Germania (ed alle donchisciottate inglesi) che mostrano i muscoli perché intendono “assumere un ruolo di guida e garantire che l’Europa sia in grado di difendere i propri interessi”: e non sanno farlo neanche al loro interno. Imberti li chiama morti che non sanno di esserlo.
Se qualcuno ancora pensa che Meloni è da contestare per il suo rapporto con Trump, vuol dire che vive sulle nuvole.

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  • Redazione

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