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IL SERPENTE HA DUE TESTE (9) – IL MANICOMIO INGLESE

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Serpente a due teste

Segue da: IL SERPENTE HA DUE TESTE (8) – LE “FAUCI” DEL RETTILE VELENOSO

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/21070-il-serpente-ha-due-teste-8-le-fauci-del-rettile-velenoso.html

In guerra con i carri armati elettrici. Green British Asylum. Gli inglesi si sono bevuti il cervello o il serpente che da troppo tempo alberga sotto la torre di Londra sta demolendo quel che resta della credibilità di quello che fu un impero?

Secondo quanto riferisce il Telegraph, per il prossimo anno “il ministero della Difesa intensificherà i test sui veicoli elettrici sul campo di battaglia, presso la guarnigione dell’esercito di Bovington nel Dorset”.

Sempre secondo il Telegraph, da quando è entrato in carica il governo laburista guidato dal fabiano Keir Starmer ha dato più di 400 mila sterline in contratti a Magtec, un’azienda di difesa specializzata nell’elettrificazione dei veicoli.

Guerrafondai ed assertori del prolungamento della guerra in Ucraina per fiaccare la Russia, incuranti del fatto che ormai Kiev stia compromettendo il futuro di intere generazioni, gli inglesi si preoccupano delle emissioni e della salvaguardia del pianeta e pensano persino di produrre un casso armato elettrico.

Sembra che i vertici militari siano in leggero subbuglio (leggero, perché l’aplomb si impone) e che comunque considerino l’idea dell’elettrificazione semplicemente “uno sforzo folle”.

Si, folle. Produzione preclara del Green British Asylum, ossia di una banda di matti che, purtroppo, da troppo tempo, reggono le sorti non solo del Regno Unito, ma hanno anche influenzato la loro ex colonia, nuovamente colonizzata dal pensiero fabiano, oltre oceano divenuto woke.

Richard Kemp, riporta Francesco Borgonovo su La Verità, ex comandante delle forze britanniche in Afghanistan, afferma che “al momento la tecnologia semplicemente non c’è. E’ già abbastanza difficile mantenere i veicoli attuali riforniti di carburante, già di per sé è un’operazione enorme. Non riesco proprio a vedere come potrebbe funzionare con i veicoli elettrici. Combattere è un’attività estremamente difficile: renderla inutilmente ancora più difficile sembra un’impresa folle”.

Non sembra: è. E’ un’impresa folle del Green British Asylum.

Un’altra invenzione del manicomio inglese è quella che vede i servizi segreti inglesi (MI5, MI6 e controspionaggio) lanciare un programma di stage retribuiti per inserire forze giovani nel mondo delle barbe finte. E fin qui sembrerebbe che si sia quasi nella normalità, anche se sembra davvero strano che si reclutino agenti con stage. Siamo comunque ai limiti del ridicolo. I limiti sono invece superati quando si apprende che al ministero della Difesa hanno stabilito che i candidati non possono essere bianchi e di ceto medio-alto, con famiglie tradizionali britanniche nel loro albero genealogico.

Secondo il Daily Telegraph saranno ammessi solo “neri, asiatici, di origine mista o di una minoranza etnica”.

Motivo? “Aumentare la diversità” tra le barbe finte inglesi.

La dottrina woke esondata dal Green British Asylum ha intaccato alle fondamenta quello che vorrebbe essere un impero.

In guerra con carri armati elettrici e con un’intelligence formata con stage razzisti al contrario, che escludono gli inglesi che abbiano alle spalle una famiglia britannica e del ceto medio, l’armata del manicomio british è pronta a partire per Sala 20, dove un tempo, dalle mie parti, facevano l’elettroshock. Sempre di elettricità, in fondo, si tratta.

C’è un film del 2014, Stonehearst Asylum, noto anche con il titolo Eliza Graves, diretto da Brad Anderson che ben si adatta all’attuale situazione delle leadership inglesi.

Il film si basa sul breve racconto “Il sistema del dottor Catrame e del professor Piuma” di Edgard Allan Poe.

L’autore racconta un episodio da lui personalmente vissuto. Durante un suo viaggio in Francia Meridionale, decide di visitare una Casa di Cura per malati mentali, gestita da privati, di cui ha sentito parlare a Parigi. Accompagnato al nosocomio, sito in un vecchio castello abbastanza malconcio, da un occasionale amico, viene da questi presentato al direttore, certo dottor Maillard, che lo accoglie molto gentilmente e lo invita a pranzo.

Il narratore chiede al direttore di parlargli del metodo che ha reso famosa la Casa: il cosiddetto «metodo della dolcezza», consistente nell’assecondare il più possibile le manie dei malati, ma questi dichiara che il metodo è stato abbandonato per gli inconvenienti che causava e sostituito da quello di due eminenti studiosi (secondo il Maillard), certi dottor Catrame e professor Piuma.

Al pranzo la situazione si presenta molto strana: esso viene servito in una grande sala, le portate di cibi eccellenti disposte su un tavolo enorme in ordine piuttosto caotico e sono presenti numerosi ospiti ambosessi, vestiti in modo piuttosto stravagante, che il Maillard dichiara essere infermieri e collaboratori della Casa.

Stravagante è anche la conversazione: ciascuno degli ospiti cerca di parlare di un paziente ivi ricoverato in passato, che soffriva di una determinata mania credendosi qualcosa o qualcuno, ed in questa descrizione tende ad imitare il comportamento del paziente da lui descritto.

Al termine del pranzo si odono grida provenienti dall’esterno via via più forti ed irrompe nella sala una ventina di individui, cosparsi di catrame e piume, che risultano essere in realtà il legittimo direttore ed i suoi collaboratori, divenuti circa un mese prima prigionieri dei pazienti stessi a seguito di un ammutinamento organizzato proprio dal Maillard, ex direttore della Casa divenuto pazzo ed ivi ricoverato come paziente.

Nella versione filmica il protagonista è un giovane medico che intende fare pratica del nosocomio e, solo dopo varie vicissitudini, scopre che medici e infermieri sono dei malati mentali e che i veri medici e i veri infermieri sono segregati in prigioni sotterranee.

A volte la fiction anticipa la realtà e grandi scrittori come Edgard Allan Poe hanno il dono della profezia.

Stonehearst (Cuore di pietra) Asylum si è realizzato sotto i nostri occhi.

Che ci sia qualcosa che non funziona 

Il governo Starmer ha introdotto le “Safe Access Zones”: nel raggio di 150 metri dalle strutture sanitarie, si commetterà un reato se si cercherà di influenzare, anche con azioni silenziose, coloro che vogliono ricorrere all’interruzione di gravidanza. Nel mirino attivisti “per la vita” e integralisti cristiani.

Fin qui uno potrebbe anche dire che si deve lasciare in pace chi ha deciso di abortire, ma in Inghilterra l’aborto è consentito, fin dal 1967, fino alla 24esima settimana, ossia quando si è arrivati al compimento del sesto mese.

Per giustificare le norme e la tendenza a decriminalizzare l’aborto, il Governo inglese ha fatto ricorso alla solita “scienza”, in base alla quale: “Il feto non soffre se ha meno di ventiquattro settimane, dunque non esistono ragioni per cui il limite dell’aborto venga abbassato”.

Questa è la conclusione a cui sono giunti i ginecologi e gli ostetrici della Gran Bretagna dopo uno studio realizzato dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists che ora getta polvere sulle speranze della lobby anti-aborto che da anni sta cercando di ridurre il limite delle 24 settimane di gestazione come stabilito dall’atto sull’aborto del 1967.

“La posizione del primo ministro – ha detto un portavoce – è che si farà guidare dalla scienza e che attualmente non esistono piani di cambiare la legge”.

Gli scienziati del Regno Unito hanno stabilito che le connessioni nervose del cervello nell’utero non sono ancora sufficientemente formate per consentire la percezione del dolore.

Peccato che, e ne ho esperienza diretta, ci siano bambini che sono stati estratti dall’utero con taglio cesareo al sesto mese e che, opportunamente curati, siano ora sani e vivano tranquillamente la loro vita.

La logica inglese è quella dell’americana Planned Parenthood, che si batte in favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale, dell’accesso a certi servizi medici anche contrastando la libertà all’obiezione di coscienza.

Ne ho scritto in un precedente articolo. Dietro alle logiche abortiste estreme c’è il malthusianesimo fabiano.

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20964-il-serpente-ha-due-teste-6-limpero-inglese-in-tasferta-in-america.html

Di un certo interesse, per quanto riguarda il Green British Asylum sono alcuni servizi di Roberto Mazzoni, giornalista che scrive dalla Florida, il quale ci riferisce di un possibile progetta di falsa bandiera che, se fosse vero, sarebbe davvero un prodotto manicomiale.

https://mazzoninews.com/2024/11/30/progetto-alchemy-parte-1-intrigo-diabolico-mn-304/

https://mazzoninews.com/2024/12/03/progetto-alchemy-parte-2-nazificazione-delleuropa-mn-306/

E’, come tutte le analisi, da prendere con le pinze, ma in un mondo dove ormai l’alienazione è la regola e la realtà viene considerata alienazione, ossia in un mondo dove i pazzi dirigono il manicomio, come nel racconto di Poe, anche quanto viene riferito nei due video offerti da Mazzoni rientra nel novero delle possibilità da prendere in considerazione.

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Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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