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URSULA FA IL BIS E LA MAGGIORANZA SCRICCHIOLA

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di Carlo Di Stanislao

“Solo chi sembra stupido ha accesso alla Camera dei Comuni e solo chi è stupido vi ottiene successo”
Oscar Wilde
 
I miracoli di una poltrona. Sarà l’aria natalizia che sta arrivando, sarà il classico film “Una poltrona per due” che ogni anno viene riproposto, ma in Commissione Ue è arrivato il tempo del poltronificio Ursula. Dopo la nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo, per tenersi buona l’Italia e più in particolare Giorgia Meloni con il suo Ecr (Gruppo dei conservatori e riformisti europei), è arrivata la poltrona di consigliere per il clima per l’ex capogruppo dei Verdi al Parlamento Ue, Philippe Lamberts, che ha riportato pace e armonia in Commissione. Il classico finale dei film di Natale.  
 
Una nomina per cercare di sedurre i Verdi, dopo che la settimana scorsa è passato il nome di Fitto come vicepresidente. Una decisione che per i Verdi era talmente folle e contro l’unità delle grandi case europee che il co-presidente del gruppo, Bas Eickhout, non aveva firmato.
 
Con 370 sì, 282 no e 36 astensioni, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato con voto palese la squadra della nuova Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen. Il plenum ha votato la squadra di “ministri”, tra vicepresidenti e singoli delegati alle varie materie oggetto di legislazione europea, in tutto 27, che affiancheranno l’ex ministra della Difesa di Berlino nei prossimi cinque anni. 
 
La leader popolare tedesca ottenne a luglio, con un voto segreto, il mandato a formare la Commissione con 401 sì. 
 
La seconda Commissione von der Leyen è stata approvata con appena 10 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta degli aventi diritto, che è di 360 eurodeputati su 720. Un dato pari al 51,39% degli aventi diritto, il peggior risultato di sempre nella storia europea.
 
Insomma, da oggi inizia un nuovo corso. Con von der Leyen che potrà farsi forte di una «maggioranza à la carte» dove a dare le carte sarà sostanzialmente il Ppe, con S&D e Greens da una parte e Ecr dall’altra a fare da sponda. Un cambio di passo decisivo rispetto alla scorsa legislatura. Sul quale pesano anche i mutati equilibri all’interno del Consiglio Ue (dove siedono solo quattro leader socialisti, con Olaf Scholz e Pedro Sánchez alle prese con enormi problemi interni). E su cui inciderà davvero poco il dettaglio dei numeri.
 
Sicuramente al leader del PPE, Manfred Weber, avrebbe fatto comodo non avere tra i piedi i Verdi per tutte le questioni legate alla transizione verde. Soprattutto dopo i danni fatti dall’ultima Commissione, visto che si è puntato sull’ideologia e non sull’idea della neutralità tecnologica per poter realizzare la transizione verde. 
 
La nomina di Lamberts come consigliere per il clima, da parte del presidente della Commissione, è un chiaro segnale di volere una maggioranza più ampia possibile, anche se c’è da dire che l’appoggio dei Verdi non era essenziale per avere una Commissione operativa. La paura di Ursula era piuttosto quella di venire additata di aver dato vita ad una maggioranza troppo sbilanciata a destra. Da qui dunque le sue lusinghe al gruppo dei Verdi, che bisogna ricordare che così disinteressato non è.
 
Il motivo? Conviene anche a loro non lasciarsi sfuggire la possibilità di far parte, in modo concreto, di questa Commissione, soprattutto per poter continuare a mettere le mani sulla questione della transizione verde.
 
Particolarmente divertente poi la presa di posizione su Ecr, il gruppo della Meloni: «Non ci sarà nessuna cooperazione strutturata con l’intero gruppo di Ecr. Sappiamo che ci sono delegazioni di quel gruppo che hanno votato a favore della conferma di Ursula von der Leyen a capo della Commissione, ma per noi la chiave del futuro è la collaborazione tra i quattro gruppi democratici pro-europei – Ppe, S&d, Renew e Verdi -, che hanno una maggioranza forte e confortevole per non dipendere dai voti di Ecr». Unione non così scontata visto che una parte consistente del PPE e lo stesso Weber vogliono tenere la porta aperta a Ecr, soprattutto su questioni come la transizione verde o l’auto elettrica che stanno a cuore a coloro che davvero controllano la terra.
 


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  • Redazione

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