Home Opinioni L’AZIONE DEL GOVERNO È DA MIGLIORARE NON DA DEMONIZZARE

L’AZIONE DEL GOVERNO È DA MIGLIORARE NON DA DEMONIZZARE

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di Giuseppe Augieri

Sono mesi che sostengo una tesi che sembrerebbe sempre più essere dimostrata vera da fatti. Ho sostenuto e sostengo tre punti.

1) Il Governo attuale è tutt’altro che privo di una politica economica; 2) la parte “finanziaria” di questa politica è tutt’altro che da contestare; 3) il Governo è tutt’altro che isolato in Europa e nel mondo. Il tutt’altro è riferito al contenuto delle contestazioni mosse dalla opposizione. Come corollario, ancora qui lo ripeto, la parte peggiore e da contrastare è invece la politica di welfare: le scelte fatte sulla redistribuzione del reddito sono lacunose, si prestano quanto meno a miglioramenti, e non piccoli. E sono scelte per modificare le quali occorre non poco coraggio: hanno contenuti populistici dolorosi – elettoralmente – da smontare.
Ovviamente mi si è mossa l’accusa di essere pro-Meloni. Non intendo commentare l’ovviamente. Però il si della UE all’impostazione delle manovre ed il progetto di rientro dal debito che contrasta con il no all’Olanda, il quasi no alla Germania e il “broncio” con la Francia; la concessione dei 7 anni (anziché 5) per dispiegare i provvedimenti; il giudizio positivo sulla realizzazione del PNRR con la concessione della 6a rata; il giudizio premiante di Jefferies che si aggiunge a quello delle agenzie di rating dicono che quello che io sostengo è in comune con il pezzo di mondo che ci fa stare in piedi economicamente. Non sono io a sognare.
Ovviamente, anche qui senza commentare l’ovviamente, correndo dietro alla dimostrazione dell’indimostrabile, non si è avuto tempo e modo per fare l’opposizione a quello a cui ci si poteva opporre. Ed ora si è in ritardo. Se mai qualcosa, con o senza uno sciopero che considero sbagliato rispettando chi lo farà, potrà essere cambiato si tratterà di modifiche epiteliali e non di incisioni, come si sarebbe dovuto e potuto fare. Ormai l’incardinatura delle principali voci di bilancio e di manovra, dopo i consensi avuti, deve considerarsi intoccabile. E purtroppo le ingiustizie e le incongruenze resteranno, nella sostanza, tali.
Forse, non ovviamente, non sono io, al di là delle volontà e della buona fede, ad essere pro Meloni.

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  • Redazione

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