
di Mauro Del Bue
In Emilia-Romagna, per le elezioni regionali, ha votato solo poco più del 44% degli aventi diritto (esattamente il 46,30%). In una regione caratterizzata da partecipazione e sensibilità politica, in una regione nella quale si recò al voto per le politiche del 1976 oltre il 96% degli elettori, la maggioranza si é voltata dall’altra parte manifestando assoluta indifferenza per l’esito elettorale.
Solo poco più alta é stata la percentuale dell’Umbria (52,30), ove si profila, mentre si scrive il presente articolo, un testa a testa tra le due candidate del centro-destra, l’attuale governatrice Tesei, e del centro-sinistra, la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, che ha poi visto il successo della candidata del centro sinistra Proietti.
In Emilia-Romagna, dove nel 2020 aveva votato oltre il 67% si é verificato un crollo. Resta quindi il risultato scontato della vittoria del centro-sinistra e del suo candidato De Pascale, già sindaco di Ravenna con una percentuale che varia, secondo le proiezioni, dal 53 al 57% (alla fine il 56,75), mentre la candidata del centro-destra, la Ugolini, avrebbe conquistato una percentuale che oscilla dal 39 al 43% (alla fine il 40%).
Ho sempre pensato, con l’unica eccezione di Guazzaloca, che vinse a sorpresa a Bologna nel 1999, che qualsiasi candidato del centro-sinistra avrebbe vinto in Emilia contro qualsiasi candidato del centro-destra, anche se De Pascale mi sembra una brava persona e dicono sia stato un sindaco molto efficiente.
Resta però prevalente il dato sull’astensione che é sempre più marcata in Italia in ogni competizione elettorale. E due parole sulla tenuta della democrazia e sulla credibilità della politica le vogliamo spendere?
Se a votare non si reca la metà degli elettori, contrariamente a quanto accade negli altri paesi europei, e se l’Italia, dalle europee alle politiche e alle regionalo, l’Italia che deteneva il record europeo dei votanti, si colloca all’ultimo posto, qualche ragione ci sarà. Si parla di election day e sarebbe un bene.
Ma, scavando un po’ più in profondità, non é che l’elettorato abbia decisamente bocciato questo sistema politico ed elettorale costituto da liste di partito senza radici e da un proliferare di liste civiche e personali? Con un effluvio di movimenti e di candidature che sconcertano e confondono l’elettore? Parliamone. Restiamo in attesa di dati ulteriori.






