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LE SPIGOLATURE DI NINO ORLANDI

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di Nino Orlandi

Russia 1917. Con Lenin già capo del governo e Trotzky ministro degli Esteri, i bolscevichi ottengono alle elezioni per l’Assemblea Costituente solo il 24% dei voti, mentre ai socialisti va il 40%. A questo punto i bolscevichi sciolgono l’Assemblea Costituente e instaurano il regime a partito unico che per 70 anni delizierà il popolo russo. Ma l’apologia del comunismo non è reato. E i loro eredi danno anche lezioni di democrazia. A chi?

Il noto giurista Landini applaudito al congresso di Magistratura Democratica.

Una signorina americana dichiara: “Trump non è il mio presidente.  Infatti, lui è il presidente di quelli che lavorano.

Dottor Nordio, per cambiare le modalità di nomina dei membri del CSM non serve una legge costituzionale, basta una legge ordinaria. Un mese, due, massimo tre ed è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Non parlavate di estrazione a sorte, così da tagliare le unghie alle correnti?
“Che fa il gnorri, eccellenza? O non ricorda?
Ah, capisco! Il suo cervel, Dio lo riposi,
In tutt’altre faccende affaccendato,
a questa roba è morto e sotterrato”.
 
Dottor Nordio, può dimenticarsi di essere stato un magistrato? Per favore.
 
Sentivo la Maggioni, controfigura della Annunziata. Ha intervistato tale Bob Woodward, che ancora non ha capito perché la sua Kamala ha perso, e sputa veleno contro Trump e Musk. Ed ha in studio un professore universitario che pure lui non aveva intuito ciò che il mio amico Toni aveva capito almeno sei mesi fa.
Siamo circondati dalle vedove affrante di un mondo in cui, se non la pensavi come volevano, nell’ordine, il Partito, gli “intellettuali organici”, le “partigiane della pace”, gli LGBT, Greta, il New York Times, il Washington Post, l’altra stampa schierata e le TV di regime, eri un cretino, o un mascalzone.
Speriamo che, di quelle vedove, qualcuno si prenda cura, perché stanno diventando sempre più acide.
Il sindaco di Bologna ha protestato contro il raduno autorizzato di Casa Pound, accusando il governo di aver mandato nella sua città “300 camice nere”.
Si tratta dell’eredo-sovietico, ora PD, Matteo Lepore, quello che ha esposto al municipio, per affinità culturale, la bandiera palestinese, ma si è rifiutato, per incompatibilità con un paese civile, di esporre quella israeliana. E non ha detto una parola, come peraltro tutta la banda Schlein, contro la violenza dei centri sociali.
Sala, perfino il TAR ha bocciato l’invidia per Berlusconi.
 
PER NON DIMENTICARE CHI SONO QUELLI CHE HANNO LA “MISSIONE” DI SALVARE IL MONDO.
Cinque anni fa Evo Morales, già presidente della Bolivia, dopo aver cercato di vincere le elezioni con i brogli, facendo votare anche i morti, fu costretto a indire nuove elezioni dopo che la truffa era apparsa evidente. Non senza aver prima schierato l’esercito, aver fatto arrestare 100 persone, causato 3 morti e dichiarato che le proteste popolari erano un tentativo di “colpo di stato” lanciato da “gruppi antidemocratici”.
Vi ricorda qualcosa?
 
 
 
 
 

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  • Redazione

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