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SPIATI I CONTI CORRENTI. IL MANDANTE? “UN “SISTEMA”.

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SPIATI I CONTI CORRENTI. IL MANDANTE? “UN “SISTEMA”.

La notizia, riportata dal quotidiano Domani, è che la procura di Bari ha aperto un’inchiesta su un ex dipendente del gruppo bancario Intesa Sanpaolo il quale avrebbe effettuato oltre 6mila accessi “abusivi” a diversi conti correnti.

Banca Intesa, va notato, è la tesoriera dei conti dei parlamentari.

Nel mirino ci sarebbero militari e vip e soprattutto politici, a partire dalla premier Giorgia Meloni, da sua sorella Arianna, compreso anche l’ex compagno, il giornalista Andrea Giambruno, oltre che i ministri Santanchè e Crosetto, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il procuratore della Dna Giovanni Melillo.

Il bancario “curioso” avrebbe controllato anche le carte di credito.

Il funzionario è stato licenziato lo scorso 8 agosto dopo l’apertura di un procedimento disciplinare.

Attualmente gli inquirenti stanno cercando di comprendere il motivo legato a questi accessi illegali, senza per il momento aver trovato una risposta e tuttavia nessuno che non sia fesso può pensare che il bancario “curioso” abbia agito da solo, preso da una frenesia conoscitiva derivata, come pensa di far credere, da una sorta di malattia psichiatrica.

Chi è dunque il mandante?

Chi ha la potenza di attuare un simile monitoraggio?

Difficile pensare che sia un singolo personaggio.

Più facile pensare che sia un “sistema”.

Un “sistema” interessato a sapere cosa gira sui conti correnti, per capire se qualcuno gioca all’insider trading, o riceve finanziamenti da qualcuno, mazzette da qualcun altro, e via discorrendo.

Il “sistema” a quel punto ha in mano le carte per ricattare, fare pressione, boicottare.

Inquietante è il controllo delle carte di credito, in quanto il monitoraggio consente di vedere gli spostamenti del singolo spiato e tracciarne i comportamenti, con il solito proposito di ricatto, ma anche con possibili finalità di un attacco fisico personale.

Un “sistema” può avere una base territoriale? Non è impossibile. Tutto avviene in Puglia dove, è noto, opera la Sacra Corona Unita e dove ci sono intrecci vari tra la malavita e la politica, come dimostrano i vari procedimenti giudiziari scattati durante gli anni.

Un “sistema” può avere una base territoriale che risponde a qualcosa di più ampio, non necessariamente nazionale.

In una situazione del genere, oltre all’inchiesta della procura, dovrebbero scattare un’inchiesta parlamentare e un’azione decisa del Copasir.

La mole degli accessi, infatti, è enorme, realizzati tra il 21 febbraio del 2022 e il 24 aprile del 2024, e avrebbero più in particolare riguardato gli oltre tremilacinquecento clienti portafogliati di 679 filiali di Intesa Sanpaolo, sparse in tutta Italia.

Oltre agli esponenti della compagine governativa, risulterebbero essere stati violati i conti dei governatori rispettivamente di Puglia e Veneto, Michele Emiliano e Luca Zaia, del procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, di ufficiali dell’Arma e della Guardia di finanza.

Non basta cavarsela con un reato perpetrato da un bancario “curioso” affetto da disturbi psichiatrici. E’ necessario arrivare al “sistema”.

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  • Redazione

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