
Segue da GNOSTICISMO RIVOLUZIONARIO – DEBOLSCEVIZZARE LA SINISTRA ITALIANA CON IL RIFORMISMO – 1
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Quando, nel mondo della sinistra o che fu della sinistra, si parla di riformismo, sarebbe utile finalmente prendere atto che tra riformismo e ideologia c’è uno iato incolmabile, un abisso che distanzia inevitabilmente tutto ciò che è riformista da tutto ciò che è proposto, di volta in volta, come salvezza dell’umanità, salvezza del pianeta, salvezza di qualsiasi tipo.
Il riformismo è laico, pragmatico, teso a risolvere i problemi che di volta in volta emergono, puntando ad un equilibrio sociale (e non solo) che veda convivere i vari soggetti umani tra di loro, gli aggregati umani (nazioni, patrie) tra di loro, l’umanità con la restante parte di chi è ospitato sul pianeta e con il pianeta stesso.
In ambito geopolitico, riformismo è multilateralismo, rispetto delle altrui culture e storie, nel rispetto della propria.
Il riformismo è anzitutto esame della realtà, al fine di contribuire a mantenere equilibrio e convivenza.
La soteriologia (dottrina della salvezza), quando non è escatologica, è un’ideologia che nulla ha a che fare con la realtà e che alla realtà si sovrappone, volendola piegare a finalità che nulla hanno di reale.
Se vogliamo fare un esempio attuale, i socialisti riformisti (oggi quasi estinti o derubati del sostantivo), appartengono alla logica del pragmatismo, mentre gli eco-socialisti, come quelli che, associatisi al progressismo, propongono il Green Deal, appartengono al novero degli ideologi portatori di una sorta di soteriologia ecologica, i quali senza fare i conti con la realtà e con l’appoggio di un papa, come Francesco, che alla soteriologia escatologica ha sostituito quella del pianeta, vogliono imporre le loro idee al mondo. Idee che, peraltro, sottendono interessi concreti, come quelli della tecno-finanza, e che, pertanto, sono soprattutto la soteriologia delle banche, dei banchieri e di chi sta loro attorno.
Un esempio di come la politica possa essere piegata ad un’ideologia millenaristica e soteriologica ci viene dall’esperimento comunista bolscevico del secolo scorso.
Esperimento che ancora oggi scuote gli animi dei credenti, incapaci di rassegnarsi all’idea che quell’esperimento è fallito perché aveva al proprio interno l’origine del fallimento.
Nella sua opera di analisi degli gnosticismi rivoluzionari[1], Luciano Pellicani introduce alcuni concetti che riguardano il Partito comunista bolscevico, il Komintern, il caricarsi dell’esperimento sovietico, dopo il trauma della Grande Guerra, di speranze millenaristiche.
“Il Komintern – scrive Luciano Pellicani – fu percepito come un’istituzione carismatica. D’altra parte, erano gli stessi capi del comunismo sovietico che attribuivano al Komintern un vero e proprio ruolo soteriologico, presentandolo come il soggetto storico destinato a preparare la resurrezione dell’umanità”.
In questa prospettiva il Komintern era l’istituzionalizzazione della Gnosi rivoluzionaria e il Partito comunista bolscevico era inteso come il Paracleto (lo spirito santo consolatore) gnostico.
“Il Partito comunista – scrive Pellicani – risulta così essere l’istituzionalizzazione di un sapere di ordine superiore, scientifico e salvifico a un tempo. In un mondo stravolto dalla proprietà privata, che lo ha reso simile ad una gigantesca prigione assoggettata alla perversa legge della reificazione, c’è tuttavia una via di salvezza: essa è indicata dalla Gnosi dialettico- rivoluzionaria”. [2]
Marx e il marxismo leninista compiono l’immanentizzazione dell’eschaton giudaico cristiano.
L’eschaton è letteralmente “l’ultimo” ed è la fine, l’estremo, il limite, il termine, l’ultimo, ciò che viene a chiudere una storia.
L’eschaton è, nella teologia cristiana, il tempo “ultimo” prima della fine dei tempi, ma talmente ultimo da coincidere di fatto con questa fine, con il Giorno del Giudizio.
L’eschaton immanentizzato è il comunismo, il tempo ultimo, che conclude la storia e la consegna alla Gerusalemme terrestre, dove l’uomo, trasformato nell’uomo nuovo, è salvato.
Nei tempi attuali, l’eschaton immanentizzato è la fine della storia di Fukuyama, dove la nuova Gerusalemme terrestre è il pianeta green, con un’umanità transumanata. Gerusalemme terrestre governata dalle élite del progressismo liberista, che si avvalgono delle loro caste sacerdotali: i verdi dell’ecologia estrema e del climate change, gli eco-socialisti che collegano la nuova soteriologia escatologica immanentizzata del capitale finanziario con gli echi di un esperimento soteriologico passato e fallito, ma presente nei credenti.
La storia si ripete. Cambiano i soggetti, i messia e le caste sacerdotali, ma l’idea è sempre una: salvare il gregge sottomettendolo alle proprie ideologie e facendo i propri interessi.
La fine della storia di Fukuyama, pertanto, non è altro che la riproposizione dello schema bolscevico, del quale Luciano Pellicani scrive: “Un siffatto movimento, a dispetto del suo ateismo militante, aveva tutto per essere considerato la «terza grande religione giudaica», nata dalla fusione tra il tradizionale messianismo russo e il messianismo marxiano”. [3]
J.M.Keynes, in Esortazioni e profezie, scrive che il leninismo, “come altre religioni nuove, sembrava togliere ogni calore, ogni allegria o libertà alla vita quotidiana, sostituendo una monotona tetraggine sul volto dei suoi fedeli. Come altre religioni nuove, era privo di scrupoli. Come altre religioni nuove, era pervaso da ardore missionario e da ambizioni ecumeniche”. [4]
La vicenda del bolscevismo e del comunismo internazionale, pertanto, si propone, nelle analisi di Pellicani, come una religione nuova, dotata di masse di credenti, di un clero e di una gerarchia sacerdotale.
In questo quadro, ci ricorda Pellicani, L.Trockij, nel suo “La mia vita”, scrisse che “Lenin fu considerato come il capo di […] lunga gerarchia sacerdotale”. Stalin, già nel 1921, parlava del Partito comunista come di una “specie di Ordine dei Cavalieri Portaspada in seno allo Stato sovietico, del quale dirigeva gli organi e ispirava l’attività”.
A proposito del culto idolatrico di Lenin viene citato Nicoalj Suchanov: “Lo sforzo bolscevico era contenuto entro i limiti ferrei imposti dal centro spirituale che era all’estero, senza di che gli attivisti del Partito si sentivano del tutto sperduti; erano orgogliosi di trovarsi alla presenza di lui e i migliori tra essi si consideravano suoi servitori evoti e consacrati come i Cavalieri del Santo Graal”.
“Ancora più istruttiva – ci suggerisce Pellicani – la descrizione della natura ierocratica del Partito comunista fatta dal bolscevico GrigoriJ Pjatakov: «Secondo Lenin il Partito è fondato su un principio di coercizione che non riconosce alcun limite o impedimento. E l’idea centrale di questo principio di coercizione senza limiti non è la coercizione stessa, ma l’assenza di un qualunque limite – morale, politico e persino fisico – a qualunque punto si arrivi. Un simile Partito è capace di compiere miracoli […]. Un vero comunista, cioè un uomo che è stato allevato dal Partito e ne ha assorbito profondamente lo spirito, diventa egli stesso, in qualche modo, l’uomo del miracolo. Per un simile Partito, un bolscevico scaccerà volentieri dalla propria mente idee in cui ha creduto per anni. Un vero bolscevico ha sommerso la propria personalità in quella della collettività, il Partito, al punto da sradicarsi dalle proprie opinioni e convinzioni e di concordare onestamente con il Partito […]»”. [5]
Difficile non vedere la corrispondenza con il socialismo fabiano, del quale Orwell, che fabiano è stato, delinea le idee principali nel suo 1984, data non distantissima dalla progettazione del Nuovo ordine Mondiale, dalle invenzioni del World Economic Forum di Davos.
Forum economico mondiale che ora sposa l’intelligenza artificiale che per Klaus Schwab, è il volano per accelerare il sogno di un superuomo. Un sogno in cui in realtà l’uomo sarà sempre più soggetto al controllo dei grandi della Terra.
Il fondatore del World Economic Forum (WEF, Forum Economico Mondiale), Klaus Schwab, ha annunciato che il tema della riunione annuale del prossimo anno a Davos sarà Collaborazione per l’era intelligente. Lo ha reso noto sul sito ufficiale del WEF in un comunicato assai interessante per i contenuti espressi. Com’è noto a Davos si riuniscono gli ingegneri della coscienza collettiva, ossia tecnocrati che vogliono orientare la sensibilità globale verso obiettivi da loro stessi imposti.
Schwab, nell’annunciare che il prossimo tema del WEF sarà: “Collaborazione per l’era intelligente”, ha affermato che dopo la quarta rivoluzione industriale stiamo entrando nell’era dell’intelligenza artificiale, «un’era che si pone ben oltre la sola tecnologia. Questa è una rivoluzione sociale, che ha il potere di elevare l’umanità, o addirittura di frantumarla».
Siamo di nuovo di fronte ad una visione messianica e quindi nel fondo religiosa, dove il salvatore non è Dio, ma la tecnologia.
Le declinazioni della nuova religione sono l’ambientalismo, un’inclusività in realtà settaria e soprattutto, un controllo globale delle persone.
Il visionario Schwab vede nell’IA un volano per accelerare il sogno di un superuomo. Siamo pienamente nella religione salvifica del transumanesimo.
La teoria del gender predica la liquidità tra i sessi, il transumanesimo quella tra gli esseri umani e le cose. È l’idea dell’uomo nuovo, di bolscevica memoria, ma questa volta l’uomo nuovo è l’homo technologicus, snaturato dal punto di vista antropologico. Questa prospettiva rimanda anche a suggestioni gnostiche: grazie all’IA l’uomo si salverà, diventerà l’illuminato che vincerà malattie, fame e disuguaglianze. Il sapere tecnologico acquisisce un potere redentivo.
Gli eco-socialisti di marca fabiana e progressista sono già pronti a diventare il clero della nuova religione.
Se torniamo aPjatakof e alla sua idea di Partito, scritto con la P maiuscola, “è altamente significativo – fa notare Pellicani – che queste parola di Pjatakov siano dettate dallo spirito che animava la lettera nella quale Loyola descrisse la giusta disposizione mentale del gesuita nei confronti della Compagnia: «Nella mani del mio superiore devo essere come cera molle, una cosa dalla quale egli può esigere quello che gli piace […]. Ed io devo mettere ogni mia cura nell’eseguire esattamente e con zelo ogni ordine ricevuto. Devo considerarmi come un corpo morto, privo di discernimento o di volontà; essere come una massa di materia che passivamente si lascia mettere dovunque piaccia a chiunque, come un bastone nelle mani di un vecchio, che se ne serve a seconda delle sue necessità e lo mette dove meglio gli piace. Così devo essere io nelle mani dell’Ordine, per servirlo nel modo che esso giudica più utile»”. [6]
Nel secolo scorso la rivoluzione socialista e comunista si è esercitata in una sorta di chialismo secolare, dando luogo ad una quantità di credenti nel sol dell’avvenire.
Per chialismo si intende la credenza e l’attesa del regno di Cristo in Terra, prima del giudizio finale, riservato ai soli giusti e, secondo la maggior parte dei computi, destinato a durare mille anni.
Più recentemente il millenarismo socialista si è trasmutato nel millenarismo tecnologico, eco-socialista, transumanista.
L’intellighenzia degli intellettuali che prima si ritenevano la leadership della classe operaia si è trasformata nell’intellighenzia al servizio del capitale tecno-finanziario, dando luogo ad un nuovo chialismo: il transumanesimo.
In questo passaggio rimane fermo il progetto di modificare lo statuto ontologico della realtà da parte dei suoi attivisti più determinati, che Pellicani chiama gli intellettuali proletarioidi.
Crollato il sogno socialista millenarista, il socialismo democratico gradualista non ha avuto la carica sufficiente e nemmeno l’intenzione per determinare la nascita di un nuovo chialismo e così il millenarismo si è trasferito direttamente al transumanesimo della tecno-finanza e all’eco-socialismo progressista.
La nuova religione non ha nemmeno bisogno di un nuovo papa, in quanto lo ha trovato già confezionato nel gesuita Jorge Mario Bergoglio, che per l’eco-socialismo ha persino scritto un’enciclica.
La storia si ripresenta secondo la vichiana teoria dei corsi e dei ricorsi storici, ma qui non è la divina provvidenza che agisce, ma la volontà di potenza e il gusto diabolico del potere.
In un testo di Arthur Mandel, “Il messia militante, ovvero la fuga dal ghetto” (Arché), riferendosi al Jakob Frank, un falso messia ebreo, dichiaratosi reincarnazione di un altro falso messia ebreo, Sabattai Zevi, racconta che quando Jakob Frank si presentò come il nuovo messia, disse che era la reincarnazione di Sabattai Zevi perché lui era stato incapace di compiere la missione, poiché non aveva assaporato la “dolcezza del potere”.
Dietro ai nuovi messia, ai millenarismi, ai nuovi salvatori dell’umanità e del pianeta si nasconde solo una precisa volontà di assaporare la “dolcezza del potere”.
segue
[1] Luciano Pellicani, La società dei giusti, Rubettino.
[2] Luciano Pellicani, La società dei giusti, Rubettino.
[3] Luciano Pellicani, La società dei giusti, Rubettino.
[4] Keynes, citato in Luciano Pellicani, La società dei giusti, Rubettino.
[5] Luciano Pellicani, La società dei giusti, Rubettino.
[6] Ignazio di Loyola, Constitutions de la Compagnie de Jésus, citata in Luciano Pellicani, La società dei giusti, Rubettino-





