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LA PROVOCAZIONE DI RIZZO: DOVREMMO AVERE IL DIRITTO DI VOTARE NEGLI USA, VISTO CHE NON POSSIAMO FAR ALTRO CHE OBBEDIRE A LORO

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di Giorgio Cattaneo
 
«Perché non viene concesso anche a noi italiani di votare nelle presidenziali americane, visto che non possiamo decidere nulla che non stia bene agli Stati Uniti, di cui restiamo una colonia?».
Una provocazione firmata da Marco Rizzo a “Mediterranea”, kermesse poltico-culturale promossa a Sabaudia (tra gli ospiti il giornalista Andrea Pancani, l’analista geopolitica Greta Cristini e lo storico Giordano Bruno Guerri).
«Un giorno, a Napoli, che è sede del comando meridionale della Nato – racconta Rizzo – un alto ufficiale mi indicò una portaerei statunitense: da sola, mi disse, questa nave sconfiggerebbe la Francia. Ebbene: Gli Usa ne hanno dieci, da centomila tonnellate. E sono il principale motivo per cui finora il dollaro è stato utilizzato come valuta internazionale per pagare l’acquisto delle merci, in tutto il pianeta».
Continua Rizzo: «Il problema è che oggi sta nascendo un mondo multipolare. Molti paesi hanno iniziato a vendere e comprare merci usando le loro monete. Questo è il vero motivo per cui siamo assediati dalla guerra. I detentori del dollaro rappresentano un potere in declino, ma armato fino ai denti: ecco perché la situazione si è fatta davvero rischiosa».
Impossibile non ricordare il monito di Eisenhower quando lasciò la Casa Bianca: «Avvertì che a impossessarsi del potere sarebbe stato il complesso militare-industriale». La super-lobby vide crescere la sua influenza in modo esponenziale dopo la caduta dell’Urss. Fino a compromettere progressivamente la sicurezza mondiale. «Un ex diplomatico americano, Tim Marshall, ha scritto: mai organizzare provocazioni ai confini di una potenza atomica».
Che cosa sarebbe accaduto, si domanda Rizzo, se il Messico avesse schierato missili nucleari russi? «Ovvio: gli Usa l’avrebbero raso al suolo». Carta canta: «Se uno dà un’occhiata alla nuova geografia della Nato, scopre che la Russia è letteralmente accerchiata». Morale? «Siamo a un passaggio cruciale, pericoloso.
Dopo la caduta del Muro di Berlino, Francis Fukuyama parlò di “fine della storia”. Però sappiamo che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. E adesso, le elezioni Usa hanno l’aria di essere un drammatico spartiacque».
Non potendo votare per Trump, Rizzo si consola tifando per lui: «Intanto ha scelto come vicepresidente James David Vance, che viene dalla classe operaia e per fortuna è estraneo al mainstream del “politically correct”. Soprattutto, Trump non vuole un’escalation bellica: né con la Russia, né con la Cina».

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  • Redazione

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