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IL TONFO DELLE BORSE DI LUNEDI’, UNA RIFLESSIONE A FREDDO

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di Marco Pugliese

Mar Rosso e Giappone: un stormo di cigni neri

Lo scorso lunedì è sprofondata la Borsa di Tokio. Nel mondo della finanza, un “cigno nero” è un evento imprevedibile con conseguenze estreme che sfida le previsioni convenzionali. e crea una tempesta perfetta nei mercati finanziari.
La teoria del cigno nero, divulgata da Nassim Nicholas Taleb, s’applica perfettamente alla situazione attuale, che si espande a livello globale…

Il cigno nero si bagna nel Mar Rosso.

Nessuno avrebbe potuto prevedere che gli attacchi dei ribelli Houthi nel Mar Rosso avrebbero portato a una crisi di tale portata. Questo evento apparentemente localizzato ha rapidamente assunto proporzioni globali, cogliendo di sorpresa analisti e investitori, l’attacco IS in Oman invece certifica un nuovo attore nell’area che si propone come alternativa ad Al Qaida

Le conseguenze della crisi del Mar Rosso si stanno rivelando ben più gravi del previsto:

interruzione delle catene di approvvigionamento globali;
aumento significativo dei costi di trasporto marittimo;
pressioni inflazionistiche rinnovate;
tensioni geopolitiche esacerbate.

Come spesso accade questo cigno si porta dietro altro:
timori di recessione negli USA, preoccupazioni per una bolla tecnologica, instabilità valutaria con l’impennata dello yen, inversione della curva dei rendimenti.
Questa convergenza di fattori sta amplificando l’impatto del cigno nero, creando un effetto domino sui mercati globali, a partire dalla volatilità estrema: l’indice VIX, noto come “indice della paura”, ha raggiunto livelli non visti dalla pandemia di COVID-19.
Assistiamo poi ad una fuga verso la sicurezza: gli investitori si stanno rifugiando in asset tradizionalmente considerati sicuri, come l’oro e i titoli di Stato.
Oggi abbiamo assistico al disastro della Borsa di Tokyo, che ha vissuto il peggior tracollo dal 1987, un evento non previsto.
Sono enormi le pressioni sulle banche centrali: cresce la richiesta di interventi di emergenza da parte della Federal Reserve, mettendo in discussione le strategie di politica monetaria.
In atto un ripensamento delle strategie: le aziende stanno riconsiderando le loro catene di approvvigionamento globali, potenzialmente portando a cambiamenti strutturali nell’economia mondiale.
Le implicazioni di questo cigno nero sono vaste e potenzialmente durature:
potrebbe segnare la fine di un’era di globalizzazione senza freni
potrebbe accelerare la transizione verso economie più regionali e resilienti
potrebbe portare a una rivalutazione del rischio geopolitico nei modelli finanziari.

Questi eventi ci mostrano brutalmente la fragilità dei nostri sistemi economici e finanziari, attualmente troppo dipendenti da lunghe e complicate filiere di produzione in vari continenti.

Il grafico elaborato da OpenIndustria evidenzia come le crisi economiche tendano a precedere i conflitti e offre una visualizzazione  della relazione temporale tra crisi economiche e guerre.

 

Autore

  • Redazione

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