
di Angelo Ciccarella
Il tempo è prodotto dalla luce. Oggi la luce scarseggia, quindi il tempo si riduce.
Le idee girano più rapidamente, ma tutto rimane virtuale. È più complicato incontrarci, scambiarci impressioni ed esperienze direttamente. La rete è un mezzo controverso, sembra estendere le nostre facoltà, invece le riduce alla più istintiva percezione. Non pensiamo, raccogliamo solo immagini. Uso quotidianamente internet, ma non mi illudo di trasmettere qualcosa di significativo, che esorbiti dall’ordinario, se non ricorrendo a simboli. Il simbolo è il linguaggio più utile e significativo in questo tempo piccolo, perché giunge subito al centro di ognuno di noi e il centro è il cuore, che resta l’organo più ricettivo che abbiamo: tutto proviene dal cuore, nasce e lì si sviluppa. L’occhio del cuore vede lontano. Per riaprire la porta del Cuore dobbiamo ripristinare l’armonia tra il mondo in cui viviamo e il mondo che vive in noi. Quest’armonia ci porterà al contatto con tutti i punti dell’Universo e ci renderà nuovamente capaci di gustare (sapere) la vita, che poi sarebbe la porta per accedere alla Grazia. La conoscenza è viscerale, dice Scandurra.
Ci trasciniamo con lentezza verso un autunno freddo, molto freddo, perché dovremo tutti fare i conti con la realtà. E la realtà non fa sconti. Errava evidentemente padre Teilhard de Chardin, non ci troviamo affatto sull’orlo di una nuova fase dell’evoluzione, anzi, si va esaurendo lo slancio vitale della Civiltà, che precipita velocemente verso il caos. Oggi è assai più difficile discernere le autentiche manifestazioni dello spirito e l’insorgere della nostra interiorità, dai materiali dell’inconscio, dalle influenze dal basso astrale che ci inondano ininterrottamente. I più sensibili vivono tale criticità; separare il grano dal loglio è impresa sempre più ardua.
La fine è vicina? È possibile che il potere di pochi criminali, consolidato da secoli, possa venir meno? Basterebbe un sassolino nell’ingranaggio del sistema per bloccarlo… ma chi inserirà quel sassolino?
Diamo ascolto al nostro cuore, liberiamolo dal bisogno di possesso. Siamo come carboni. Dolori e sofferenze ci comprimono oltre ogni limite. Se impariamo a non identificarci col male, ci trasformeremo in diamanti così da ricevere direttamente la luce divina, inondando il mondo.





