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MENO MALE CHE CI SONO GLI AGENTI SEGRETI, QUELLI VERI

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di Savino di Scanno

Una notizia letta su Ansa ha fatto tornare più giovane di qualche decennio (anche più di qualche decennio) lo scrivente.
L’arrivo alla base militare statunitense di Andrews di Evan Gershkovich, l’ex marine Paul Whelan e della giornalista Alsu Kurmasheva, componenti di un corposo “pacchetto di scambio di spie” con i russi, sembra pari a circa 26 persone di varie nazionalità occidentali barattate con un numero non precisato di controparti russe fà tornare alla mente il famoso Check Point Charlie a Berlino Est, ai libricini Segretissimo letti al Circolo Ufficiali da imberbe “subalterno” sottocomandante di batterie di obici a traino meccanico, alle leggende su KGB e CIA, con l’immancabile “Ombrello Bulgaro” usato dai sicari dell’epoca.
A ciò aggiungiamo il Mossad.
Per chi scrive il Mossad rappresenta l’archetipo di un servizio segreto, inteso come massima espressione dello “spirito” di un popolo e di una nazione.
Il Mossad non guarda in faccia a nessuno, non ha amici ma il mondo intero è nemico, sono implacabili ed hanno la “memoria lunga”.
A leggere le cronache solo qualche giorno fa a Roma, che la geografia segnale essere ancora la capitale di Italia, i capi di CIA, Mossad, insieme ai pari grado egiziani e qatarini, si sono incontrati per discutere di Medio Oriente.
A seguire il Mossad ha eliminato il numero 2 degli Hezbollah a Beirut ed il numero 1 di Hamas a Teheran.
Sempre a seguire sui giornali italici  polemiche sul fatto che il Mossad si “arrogasse” il diritto di eliminare i nemici di Israele, forse perché per gli esimi giornalisti pensano che a Tel Aviv giochino a Risiko.
Ma siamo in estate, siamo ad agosto, e gli italiani sono impegnati per le ferie, giusto il fatto che “lavorare” è considerata una attività da svolgere come “ponte ” tra ferie e festività nel corso dell’anno.
Lo sport nazionale di quelli che Togliatti (si proprio lui, il “migliore”) considerava un popolo di mandolinisti, è essere i commissari tecnici di ogni cosa, come in ultimo la polemica sull’ incontro di boxe tra una nostra atleta ed un atleta che ancora non si è capito come identicare, se transex, ipersex, sex come vi pare, da  cui dotte argomentazioni su genetica, cromosomi, biologia umana e similia, da parte dei soliti tuttologi. Sarà il caldo.
Lo scrivente tornerà tra i suoi libri e riprenderà il libro di John Le Carrè, “La Talpa”, e rileggera’ le gesta di George Smiley del MI6 contro Karla, nella vita vera Misha Wolf.
Il tutto in attesa di leggere in autunno che i temuti servizi segreti marocchini, magari affiancati da temibili agenti del Burundi, avranno comprato per l’ennesima volta cospique componenti parlamentari della UE.
Meno male che esistono le spie, quelle vere, perché loro le donne, quelle vere, le sapevano sedurre….

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  • Redazione

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