di Eugenio Lo Gullo.
Fra i reati più comunemente perpetrati dai branchi a danno delle persone ricordiamo:
– Aggressione
– Omicidio Volontario Preterintenzionale Colposo
– Maltrattamento
– Percosse e lesioni
– Violenze psicologiche
– Abusi sessuali
– Atti di libidine violenta
– Corruzione a fini sessuali
– Ratto a fini di libidine
– Criminalità organizzata
– Prostituzione
– Lavoro minorile
– Mendicità
– Spaccio di stupefacenti
– Psicoviolenza ambientale
– Informazione violenta via social
– Messaggi subliminali
– Bullismo
– Umiliazione
In questo mosaico di violenza il tema ricorrente è la rabbia, la manipolazione da parte di politici e amministratori corrotti e senza scrupoli che usano ogni mezzo per farsi temere e per ottenere voti dalle classi più disagiate. Difatti, l’illusione di operare per una giusta causa, una lista politica comunale, per un candidato che promette posti di lavoro e soldi facili, spinge i più frustrati ad agire in un clima di percezione di impunità: “Tanto ci protegge il sindaco con i suoi avvocati”.
La violenza di branco è stata da sempre confusa, fin dalle prime forme istituzionali di assistenza, con la devianza minore, le bravate. Lo stesso codice Zanardelli conteneva, difatti, solo alcune indicazioni riguardo ai reati compiuti dai giovani mentre prevedeva puntuali classificazioni dei reati a loro imputabili.
Per evitare atteggiamenti aggressivi è necessario che l’adulto non crei violenza in famiglia e su se stesso. I membri del branco appartengono molto spesso a famiglie disagiate, multiproblematiche, patologiche, senza regole, di alcolisti, psicotici, borderline, di genitori che sono di gran lunga peggiori dei figli. Pertanto, si deve educare innanzitutto la propria coscienza, il proprio spirito, e poi i figli alla non aggressività non è semplice, ma costituisce un vigoroso strumento di prevenzione.
Nei piccoli paesi il branco si riunisce per noia, per lo sport, per condividere momenti di gioco, di uso di droga ed alcool come forme di rituale sociale. Le ragazze sono spesso dedite al consumo do droghe e in molti casi usano la loro sessualità come merce di scambio per garantirsi amicizia e protezione. Alcune di queste ragazze si atteggiano a leader, a vip, subito dopo aver raggiunto un buon successo economico per l’elezione del genitore ad amministratore. La rabbia repressa e la frustrazione di anni, la percezione di appartenere a famiglie di scarso valore sociale scatena, in caso di vittorie elettorali o successi economici, deliri di onnipotenza e la psicotica percezione di poter fare di tutto. I figli del branco vogliono ottenere denaro ad ogni costo e per loro non è importante come i genitori guadagnino il denaro. Contano i soldi, l’esibire il potere e nel branco si creano delle miscele sociali psicotiche e devastanti. I genitori corrotti ed i ladri generano delinquenti e potenziali mostri. La presenza delle autorità non basta. Solo le regole possono educare il branco. Il solo modo per fermarli è quello di colpirli uno per uno con azioni e pene severe. Ogni altra forma di tolleranza innesca meccanismi di onnipotenza e di impunità che porteranno dei piccoli delinquenti a trasformarsi in criminali veri.
In tutto questo “il pesce puzza sempre dalla testa” ed è quindi necessario colpire la testa, la corruzione ed i sistemi politici clientelari ed amministrativi marci che vogliono agire indisturbati. Abolire, quindi, l’abuso d’ufficio e le intercettazioni significa favorire ed incoraggiare queste azioni criminali, poichè se ne comuni vige la legalità, i giovani seguiranno esempi positivi e non negativi. Il lavoro straordinario delle forze dell’ordine non basta se il male non viene estirpato alla radice.
Alla luce di quando detto, se in come scritto giorni fa qualche amministrazione comunale, nonostante i milioni spesi e sperperati, sfratta una storica caserma dei Carabinieri, come si previene e combatte il crimine? Nonostante i Carabinieri hanno dimostrato una infinita competenza ed un coraggio da leoni nel combattere il crimine, i furti d’auto, lo spaccio di stupefacenti ed altri innumerevoli reati di ordine pubblico, dove vogliamo andare.




