Home Opinioni GENTILONI SMENTISCE GIUSEPPI. CONTE CHIEDERA’ LE DIMISSIONE DEL CONTE?

GENTILONI SMENTISCE GIUSEPPI. CONTE CHIEDERA’ LE DIMISSIONE DEL CONTE?

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di Giuseppe Augieri

Come sempre, quando qualcuno si permette di dire cose diverse da quelle sostenute dall’Avvocato del Popolo e suoi sodali, mi aspetto che arrivino le richieste di dimissioni.
E’ una risata amara quella che propongo. I 5Stelle sono offesissimi. Il PD come, oramai accade sempre, sta con il piede in due scarpe. La maggioranza gongola. “Il Giornale” scrive col grassetto quanto detto da Gentiloni: «C’è un po’ di retorica italiana sul fatto che abbiamo conquistato un sacco di soldi». E, confermando che la quantità di fondi destinati all’Italia è stata calcolata con un algoritmo inventato da due funzionari olandesi, smentisce il “mantra auto-celebrativo” di Conte: «Sono andato in Europa a battere i pugni sul tavolo, e ho portato a casa 209 miliardi, più di tutti gli altri». Insomma “Il Giornale” perde una buona occasione per stare zitto ovvero, meglio, di non prestarsi a campagne elettoralistiche su questa vicenda. Che va invece, per me, esaminata con occhio diverso.
Ho sempre sostenuto che l’auto-attribuzione di gloria da parte di Conte fosse esagerata, ma che fosse sbagliato non riconoscergli alcun merito. Ho sempre sostenuto che un vero capolavoro lo ha fatto, dopo di lui, Draghi negoziando – senza formule matematiche, dunque contrattando – le condizioni di garanzia per ottenere la somma stanziata, ma tutt’altro che erogata. (“Adesso basta”, rivolto ai rigoristi ed a Merkel ; «Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile» scrisse sul Financial Times).
Credo vada valutato, al netto delle immense sciocchezze dette dalla “opposizione”, il lavoro svolto, ed ancora in corso di svolgimento, da parte di questo Governo per ottenere variazioni ai progetti iniziali in modo da rendere effettivamente spendibili i fondi: che è poi la condizione non solo per ricevere i fondi stessi, ma anche per non essere costretti a restituirli. Questo senza contare che, senza gli investimenti che si stanno realizzando con questi fondi, perché ci sono stati erogati e perché sono davvero spendibili, staremo tutti con i piedi nel fosso
Il PNRR è, per molti, occasione di dibattito politico, inteso quest’ultimo nel senso di elettoralistico. Forzature ed esagerazioni hanno fatto perdere di vista, a mio parere, un segnale non negativo. Non mi azzardo a dire positivo. Che cioè l’occasione storica fornita dalla decisione europea di finanziare una possibile ripresa economica è stata, in definitiva, colta bene dall’Italia. Con tre successivi Governi, diversissimi per coloritura ed ideologia, il lavoro è continuato; ciascuno completando, non disconoscendo nei fatti ed anzi arricchendo il lavoro svolto precedentemente. Facendo qualche errore, forse, ma dando un senso di continuità ad una “politica”.
Svilire il tutto, immiserirlo con polemiche per potersi appuntare sul petto una medaglietta dice della mediocrità dell’attuale dirigenza politica. E, poiché ora avremo a che fare con la restituzione di queste somme, le metodologie per farlo, i vincoli e le condizioni da dover rispettare (il FMI ha suonato una sveglia, il Patto di Stabilità qualcosa ci dice) sarebbe interessante che questa continuità di azione si ripetesse. E’ troppo sperarlo?
 

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  • Redazione

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