
di Savino di Scanno
Il resoconto del FORUM PA 2024, a cura della FPA Digital 360, manifestazione in Roma in programma fino al 23 c.m. dal titolo “PA DIGITALE l’impatto delle nuove rivoluzioni tecnologiche sulle organizzazioni pubbliche”, sembra quasi rendere omaggio al recente rapporto CIDA-Censis, nel quale si rileva che il 75% degli italiani prevede un peggioramento delle condizioni di vita per le future generazioni, con l’ulteriore valutazione che per il 57,9% sempre degli italiani l’impegno e capacità non sono adeguatamente premiati, il che pone una pietra tombale sul nostro “ceto medio”.
Sempre riguardo al forum FPA sulla IA, riportando integralmente una dichiarazione dell’a.d. di FPA Gianni Dominici, lo stesso afferma che: “l’intelligenza artificiale sta tracciando i confini di un nuovo mondo di concepire il lavoro pubblico. L’ impatto nella PA sarà forte sia in termini qualitativi che numerici ed è destinato via via ad intensificarsi con i progressi delle soluzioni IA. Le professioni ad alta specializzazione come i ruoli direttivi, i dirigenti e i professionisti hanno un forte potenziale di collaborazione, mentre quelle poco specializzate e routinarie sono vulnerabili alla sostituzione, suggerendo la necessità di una riconsiderazione dei ruoli e di una riqualificazione per mitigare gli effetti (??ndr). La rivoluzione della IA rappresenta la “terza ondata” di trasformazione per il settore pubblico degli ultimi 15 anni, dopo la spending review e la pandemia”.
Vediamo ora i dati offerti dalla Ricerca FPA.
Il 57% dei circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, pari a circa 1,8 milioni di lavorator, è altamente “esposto” all’IA, AL contrario, il 28% è moderatamente impattato e solo il 15% ne subisce una influenza minima o nulla.
Nello specifico il 57% altamente esposto, vede nel suo sottinseme che l’80% di questo personale potrà beneficiare di una integrazione con la IA, ma di questa componente il 12% pari a circa 218 mila dipendenti pubblici sono a rischio sostituzione in quanto i loro compiti potranno essere svolti direttamente dalla IA. A ciò si deve aggiungere ancora un 8% ovvero circa 154 mila dipendenti prevalentemente del settore sanitario o diplomatico (così riporta la ricerca) trovarsi in una zona border line tra potenziali sinergie e rischi di sostituzione.
Circa i settori ove maggiore sarà l’impatto delle funzioni della IA le funzioni centrali e locali della PA saranno esposte dal 96,2% al 93,5% dei casi con a seguire l’istruzione e ricerca ove l’esposizione sarà del 72,6%.
Sempre riportando i dati del Forum, che sono visibili sui siti di FPA, su internet, il rischio sostituzione è particolarmente rilevante nelle struttura centrali della PA, dove tocca il 47,4% (92.859 unità), ma anche nelle funzioni locali (23,8% pari a 109.801 unità).
Se questo è il futuro previsto il famoso film “L’esorcista” diventa un cartone animato.
Si cercherà, attingendo al tempo delle esperienze e del lavoro professionale, di offrire una interpretazione che in ogni caso è prettamente personale ma maturata sulla frontiera della finanza.
L’interpretazione offerta è quella del “conto economico”. Con il “conto economico” tutti viviamo, professionisti, dirigenti, lavoratori, imprese, Stato, ma sopratutto le famiglie. Il “conto economico” è speculare al “conto sociale”, inteso come modelli sociali, consumi, comportamenti, mode, tendenze e molto altro che in sintesi si potrebbe scrivere cultura di un Paese.
Ebbene se siamo arrivati a determinare la possibilità reale che la IA possa sostituire il lavoro umano, fonte di sostentamento di famiglie, individui, società è necessario assumere posizioni nette di dichiarata avversità.
Non risulta dal Forum che la IA sia in grado di “poter pagare” gli studi dei figli, il mutuo o l’affitto di casa, le spese sanitarie, le vacanze, la libertà di decidere cosa sia più utile per la collettività o per il singolo. Ciò in quanto la IA andrà a incidere sul lavoro, che a volerlo ricordare è un fondamento riportato dall’articolo 1 della nostra Costituzione.
Purtroppo qualcuno è stato “bravo”, pianificando per anni ciò che stiamo vivendo. Si è distrutto il senso della famiglia rendendo il singolo un “unico disperato e narcisista” pieno di boria e di debiti. Come pure si è distrutto il merito, inculcando il principio che non serva a nulla allorché vanno sovente avanti incapaci, incompetenti anche ai vertici non solo della pubblica amministrazione, cosa che riguarda anche le imprese private e le libere professioni, avversando chi ha cercato di avversare questo andazzo.
Ma la domanda a questo punto è….ma chi sono i registi di tutto ciò?
Si leggono sui media (i primi ad essere a libro paga) i soliti nomi famosi, di quelli dagli intercalari nobiliari o doppi e tripli nomi. Si scrive di alta finanza, di alte personalità….ebbene è una cortina fumogena.
Bisogna seguire i soldi, unica cartina al tornasole utile. Bisogna seguire i serial killer sociali, quelli che hanno fatto carriere e soldi.
Chi scrive irride le teorie complottiste, ma conosce come funzionano le aziende e quale è il valore del denaro. Esistono “intelligenze raffinate” che non vedrete mai in televisione o sui giornali. Governano gli Stati. Governi, Sistemi Finanziari, pagano in contemporanea maggioranze ed opposizioni a loro piacimento. E non li trovate neanche a Davos ma li potreste vedere, ad esempio, nei film della “Umbrella Corporation”.
Secondo chi scrive finirà bene, perchè il diavolo fà le pentole ma mai i coperchi.





