di Sergio Restelli
Nel mirino dell’estrema destra il ministro della Difesa, Yoav Gallant, e le parole sullo stop a “un governo civile o militare israeliano nella Striscia dopo Hamas”. Ben Gvir chiede le dimissioni, la dura replica di Netanyahu. E l’opposizione attacca Scontro aperto nel governo israeliano sul post-guerra nella Striscia di Gaza. Il ministro della Difesa, Yoav Gallant, ha sollevato un caso sostenendo che “non permetterà” che si imponga “un governo civile o militare israeliano a Gaza dopo Hamas”.
Dichiarazioni che hanno subito fatto scattare il primo ministro, Benjamin Netanyahu, che ha affermato di “non essere pronto a sostituire Hamas con il Fatahstan”, riferendosi con quest’ultimo termine a Fatah, il partito di riferimento dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) in Cisgiordania. Israele si sta occupando da mesi della questione su chi governerà Gaza dopo Hamas”, le parole di Netanyahu in una dichiarazione video, dove ha ribadito che “fino a quando non sarà chiaro che Hamas non governa Gaza militarmente, nessuno sarà pronto ad accettare di governare Gaza per paura per la propria incolumità”.
Qualsiasi discorso sul “giorno dopo” non avrà senso finché Hamas non sarà sconfitto.”Non c’è alternativa a una vittoria militare”, ha detto ancora Netanyahu. “C’è solo un’alternativa alla vittoria: la sconfitta. Una sconfitta militare e diplomatica, una sconfitta nazionale. E il mio governo non sarà mai d’accordo su questo”. “Il ministro della Difesa Gallant oggi ha annunciato il suo sostegno alla creazione di non essere pronto a sostituire Hamas con il Fatahstan”, riferendosi con quest’ultimo termine a Fatah, il partito di riferimento dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) in Cisgiordania.
Ad attaccare, quindi, anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa, sostenendo che “dal punto di vista di Gallant, non c’è differenza se Gaza è controllata dai soldati delle Idf o se è controllata dagli assassini di Hamas – ha scritto sul social X – Questa è l’essenza della concezione di un ministro della Difesa che ha fallito il 7 ottobre e continua a fallire anche adesso. Un tale ministro della Difesa deve essere sostituito per raggiungere gli obiettivi della guerra”. Il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, ha intanto accusato il governo Netanyahu di aver perso il controllo, sottolineando che finché quest’esecutivo sarà al potere Israele non sarà in grado di vincere la guerra contro Hamas.
“Il governo ha perso il controllo – ha scritto Lapid sul social X – Ogni giorno a Gaza vengono uccisi soldati e loro litigano in televisione. Il gabinetto non funziona”. Hamas respingerà qualsiasi soluzione per il post-guerra a Gaza che la veda esclusa, ha poi sottolineato il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, secondo quanto riportano le tv satellitari arabe. Haniyeh ha anche incolpato Israele per lo stallo attuale nei negoziati che dovrebbero portare a un cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi.
Le richieste israeliane di modificare la proposta di cessate il fuoco “hanno portato i negoziati ad un vicolo cieco”, ha detto Haniyeh, ribadendo che qualsiasi proposta deve avere come obiettivo finale la fine della guerra a Gaza. Israele si sta occupando da mesi della questione su chi governerà Gaza dopo Hamas”, le parole di Netanyahu in una dichiarazione video, dove ha ribadito che “fino a quando non sarà chiaro che Hamas non governa Gaza militarmente, nessuno sarà pronto ad accettare di governare Gaza per paura per la propria incolumità”.
Qualsiasi discorso sul “giorno dopo” non avrà senso finché Hamas non sarà sconfitto.”Non c’è alternativa a una vittoria militare”, ha detto ancora Netanyahu. “C’è solo un’alternativa alla vittoria: la sconfitta. Una sconfitta militare e diplomatica, una sconfitta nazionale. E il mio governo non sarà mai d’accordo su questo”. “Il ministro della Difesa Gallant oggi ha annunciato il suo sostegno alla creazione di uno Stato terroristico palestinese come ricompensa a Hamas per il più terribile massacro del popolo ebraico dai tempi dell’Olocausto”, la condanna del ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich.




