Home Politica estera KHARKIV CITTÀ OSTAGGIO MENTRE PUTIN RILANCIA LA TRATTATIVA

KHARKIV CITTÀ OSTAGGIO MENTRE PUTIN RILANCIA LA TRATTATIVA

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Le truppe russe entrate nell’Oblast ucraino di Kharkiv sono penetrate per circa 6 chilometri in territorio ucraino, come riferisce Rivista Analisi Difesa.

L’area di operazioni nel nord dell’Oblast di Kharkiv è suddivisa in 2 settori: quello di Lyptsi, a ovest, e quello di Vovchansk, a est, città distanti tra loro poco meno di 40 km.

Nel settore Lyptsi le forze di Mosca hanno conquistato nei giorni scorsi i villaggi di Hlyboke e Lukyantsi, e il fronte si estende per circa 13 km, dal bacino di Travynske a ovest fino al confine con la Russia a est (nei pressi di Zelene).

In quest’area il principale obiettivo dei Russi è la cittadina di Lyptsi, distante meno di 5 km dall’attuale linea del fronte e meno di 20 km dalla periferia nord di Kharkiv.

Per quanto riguarda invece il settore di Vovchansk, il fronte è largo una quindicina di chilometri, e si estende da Buhruvatka a ovest fino alla periferia nordest di Vovchansk a est. Quest’area del fronte è inoltre divisa in 2 dal fiume Siverskyi Donets, che separa anche la parte nord di Vovchansk da quella sud.

Cartina Kharkiv

Nel corso dei primi 4 giorni di operazioni le forze di Mosca hanno preso il controllo dei villaggi di Ohirsteve (riva occidentale del fiume), Hatyshche e Pletenivka (situate invece sulla sponda orientale), e sono entrate nella zona nordovest di Vovchansk avanzando lungo la strada T2108: al momento in cui scriviamo si sta combattendo per il controllo della parte nord della città.

Il ritmo delle operazioni offensive russe nell’oblast settentrionale di Kharkiv, secondo ISW (Institute for the Study of War) sembra essere rallentato nelle ultime 24 ore e il modello dell’attività offensiva russa in quest’area è coerente con la valutazione dell’ISW secondo cui le forze russe stanno dando priorità alla creazione di una “zona cuscinetto” nell’area di confine internazionale per una penetrazione più profonda nell’Oblast di Kharkiv. 

Una zona cuscinetto ha un senso se serve ad allontanare dal confine russo, in particolare da Belgorod, possibili azioni delle milizie internazionali o di quelle dei dissidenti russi che operano con Kiev, ma non serve a molto riguardo alla possibilità offensiva di droni o di missili vari lanciato sul territorio russo dal territorio ucraino.

A cosa può davvero servire allora questa conquista territoriale dei russi in prossimità di Kharkiv? Con tutta probabilità serve a tenere in ostaggio la città, che conta un milione e mezzo di abitanti, con il semplice uso dell’artiglieria.

La tendenza attuale riguardante l’artiglieria è orientata verso la totale adozione di semoventi aventi gittate di almeno 20 km e calibri standard da 155 mm e 203 mm. Tuttavia, negli eserciti moderni, i sistemi d’arma, cannoni ed obici, montati su affusti ruotati o mezzi cingolati, permettono di colpire le linee avversarie fino a 40 kilometri di distanza.

Se si osserva la cartina, è del tutto chiaro che da Lyptsy a Kharkiv ci sono 20 chilometri e, pertanto, l’artiglieria russa, collocata nei pressi della cittadina, può colpire senza problemi la città capoluogo dell’oblast che è, tra l’altro, la seconda per quantità di cittadini.

Tenere in ostaggio Kharkiv ha un’importanza notevole sia dal punto di vista politico, sia da quello militare, in quanto, ad ogni attacco ucraino sul territorio russo, Mosca potrebbe colpire la città usando solamente l’artiglieria, senza sprecare missili e senza usare l’aviazione.

Un altro vantaggio dell’operazione russa è quello di distrarre forze da altri fronti, così come sta avvenendo.

L’Ucraina, infatti, ha inviato ulteriori rinforzi nella regione nord-orientale di Kharkiv.

Che Kharkiv sia un ostaggio nelle mani dei russi è anche un asset per un’eventuale trattativa.

Trattativa che riemerge come possibile dalle parole del presidente russo, il quale, in un’intervista scritta alla Xinhua alla vigilia della sua visita in Cina, ha detto: “Non ci siamo mai rifiutati di negoziare. Stiamo cercando una soluzione globale, sostenibile e giusta di questo conflitto con mezzi pacifici”.

“Siamo aperti al dialogo sull’Ucraina – ha proseguito Putin – ma tali negoziati devono tenere conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti nel conflitto, compreso il nostro”.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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