
di Marco Palombi
Questo articolo è ispirato a quanto discusso nel primo libro della serie “Atlante delle Debolezze: La fine della civilizzazione statuale e la lezione degli USA”, di Marco Palombi, in vendita su Amazon.
Immaginate che io investa 50.000 euro in un ristorante già esistente. Con quei soldi ci pagherò della pubblicità, e aggiungerò magari un dehors. Avrò un ritorno sull’investimento di circa un terzo di quel montante ogni anno, più o meno.
Ora, Immaginate che io investa 50.000 euro nello stesso ristorante, ma che la gente in giro dica che nel ristorante accanto si mangia carne di animali morti male e verdure coltivate con le polverine, e che la Regione dia altri 200.000 euro a questo ristorante per costruire un’altra sala, dove sfamare i dipendenti della Regione. Quanto sarà amplificato il mio ritorno? Dato che la regione vorrà solo rientrare del suo prestito – ma forse neanche, dato che promuove il food sostenibile in questo modo ed ha un ritorno elettorale – quanto guadagnerò per i miei 50.000 investiti?
Come ci riesco? Semplice: dissemino il web di messaggi positivi sulla coppa piacentina e negativi su quello che fa il ristorante accanto. Creo opinion polls, faccio fare un picchetto agli studenti delle elementari davanti al ristorante vicino, imbrattandolo di vernice rossa.
Ora, apriamo gli occhi su un orizzonte più ampio: il cambiamento climatico e le tematiche green, ad esempio.
BlackRock è il più grande fondo d’investimento del mondo, con un patrimonio gestito di 9.430 miliardi di dollari.
Questo colloca BlackRock al terzo posto in termini di volumi dietro soltanto al PIL degli Stati Uniti e della Cina, e con una dimensione doppia rispetto al PIL del Giappone. Ovviamente, essendo BlackRock una società privata, non è democratica: non risponde ne’ a cittadini/elettori, ne’ a altri principi se non quelli propri dello scopo di una società privata: fare soldi. .
Ora, cosa succede quando BlackRock sposa l’ideologia green?

BlackRock, nel suo documento programmatico, focalizza i suoi investimenti in aziende green o che possano diventarlo.
Le aziende green avranno soldi per lavorare e prosperare e ampliarsi. Le altre no. Si attuerà quindi una selezione dell’offerta di prodotti di qualsiasi tipo, diminuendo il novero delle società che potranno partecipare al mercato, aumentando di conseguenza il peso di quelle che, invece, vi partecipano.
E questo non sarebbe di per sé un problema, se questo divario non fosse amplificato da due fattori:
- L’opinione pubblica, che considera il green come risposta al terribile cambiamento climatico in atto
- Gli investimenti pubblici nel green.
Ecco spiegato l’esempio all’inizio di questo articolo…
Ecco spiegata la spinta Green? Oppure è una reazione spontanea ad un problema veramente sentito dai popoli?

Questi sono alcuni degli sponsor e delle agenzie che sono dietro Greta Thunberg.
Ma perché’ i grandi capitali, sia recenti che storici, sono così interessati a Greta? Forse per fare come nell’esempio del ristorante…?
I grandi capitali, le grandi famiglie capitaliste, non hanno limiti geografici: per natura, origini ed ambizione. Ed al momento, chi risponde meglio agli stimoli green e’ il ricco Occidente. Ma fermarsi all’Occidente sarebbe un tradimento a due mission: quella pubblica di fermare il cambiamento climatico e quella personale di dominare l’economia – e quindi le genti – di tutto il mondo.
Per ovviare a questo, entra in campo ancora una volta BlackRock.
Ricercatori di una divisione di BlackRock Inc. stimano che una riforma delle istituzioni finanziarie pubbliche potrebbe liberare fino a 4 trilioni di dollari in investimenti aggiuntivi per aiutare i mercati emergenti a fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici. In un documento pubblicato martedì scorso, l’Istituto di Investimento di BlackRock ha delineato come una riforma delle banche di sviluppo multilaterali (MDB), come la Banca Mondiale, potrebbe consentire loro di utilizzare meglio il capitale a loro disposizione.
Ciò giocherebbe un ruolo chiave nel colmare il cosiddetto divario di finanziamento climatico che attualmente affrontano i mercati emergenti, secondo BlackRock.
La proposta arriva poco prima che il vertice sul clima COP28 abbia inizio negli Emirati Arabi Uniti.
Larry Fink, CEO di BlackRock, che ha saltato il vertice del 2022 in Egitto, fa parte del comitato consultivo di quest’anno per la COP e parteciperà di persona alle discussioni a Dubai. Il più grande gestore di asset al mondo ha identificato la transizione globale verso un’economia a bassa emissione di carbonio come una delle cinque “mega forze che travolgono mercati ed economie”.
Tuttavia, continua lo studio, le nazioni che sperimentano l’aumento più rapido delle emissioni sono anche quelle che incontrano i maggiori ostacoli nell’accesso al capitale privato.
Con questo in mente, un obiettivo chiave dei colloqui COP28 sarà quello di elaborare cosiddetti modelli di finanza mista, in cui gli investitori privati ricevono incentivi per unirsi alle istituzioni pubbliche nell’impegnare capitale in progetti climatici, senza che le condizioni diventino troppo onerose per le nazioni debitori.
Per ora, gli investitori privati affrontano diversi disincentivi finanziari, ha detto BlackRock. “Alti livelli di debito pubblico in molti paesi EM rendono più difficile attirare investimenti diretti esteri nei settori dell’energia o della resilienza climatica, pensiamo”.
Le MDB, create inizialmente per aiutare a ricostruire un’Europa devastata dalla guerra negli anni ’40, stanno venendo ripensate per l’era dei cambiamenti climatici. Voci di spicco che chiedono una riforma includono il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro di Barbados Mia Mottley, con richieste di una revisione significativa destinata a svolgere un ruolo importante durante i colloqui COP28.
Gli autori del rapporto di BlackRock sostengono che le MDB devono essere in grado di “coprire le prime perdite” che probabilmente saranno associate agli investimenti in infrastrutture nei mercati emergenti, in particolare i progetti legati al clima. Fink ha precedentemente suggerito che istituzioni come la Banca Mondiale sarebbero più utili nella transizione verso l’energia pulita se agissero come assicuratori che riducono il rischio per gli investitori privati.
“Le esigenze di investimento per la transizione nei mercati emergenti sono enormi — e non vicine ad essere soddisfatte”, ha detto BlackRock. “Il finanziamento pubblico è stato inefficace nel mobilitare capitale privato su larga scala — ed è qui che le MDB e le istituzioni finanziarie pubbliche possono svolgere un ruolo”.
Le economie dei mercati emergenti costituiranno più della metà della domanda di energia e delle emissioni di carbonio entro il 2050, e sono destinate a “definire la velocità e la forma della transizione globale”, ha detto BlackRock. “Man mano che le riforme proposte prendono forma, vediamo il potenziale per il capitale privato di trovare nuove opportunità di investimento come parte del colmare il divario di finanziamento climatico nei mercati emergenti”.
Con gli enti finanziari sovranazionali a cui gli Stati fanno riferimento e che sono alimentati dagli Stati al proprio servizio, non ci sarà più limite all’esportazione dell’anti-democrazia neoliberalista.





