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UNA CONFERENZA DI “GUERRA”? NO!

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di Paolo Raffone

Mentre il Parlamento europeo ha votato con larghissima maggioranza perché i fondi del PNRR siano usati anche per il riarmo europeo e per l’Ucraina, leggo attonito un editoriale del 31 maggio del Corriere della Sera a firma Rampini “Ucraina, verso l’iniziativa di pace occidentale (e un futuro nella NATO)”.

L’ormai cittadino americano Rampini ci informa che le iniziative cinese e africana sono “fantomatiche”, mentre ora arrivano i nostri, gli occidentali, che addirittura prima del summit NATO di Vilnius del 21 luglio prossimo convocheranno una “grande conferenza di pace” in Europa. Immaginano un G7 forse allargato all’India e qualche Stato africano che, se verranno, parteciperanno ad una “conferenza di guerra” dove, infatti, non è invitata la Russia. Si, avete letto bene una “conferenza di pace” senza la partecipazione delle parti coinvolte?!

La base concettuale sarebbe il modello coreano del 1953 oppure, pare migliore, quello tedesco del 1955, cioè il riconoscimento “temporaneo” di una situazione territoriale di fatto, che secondo lo studioso di geopolitica Walter Russell Mead ci permette di “capire l’Ucraina di oggi se la pensiamo come Israele”[1]. Si noti che Israele è l’unico Stato al mondo che non è riuscito a darsi una Costituzione scritta e nemmeno una orale, come quella consolidata ed effettiva degli inglesi, e che, quindi, è l’unico Stato sovrano al mondo che esiste nell’indeterminatezza dei confini statali che non sono né dichiarati dalla sovranità né consensualmente stabiliti. Già questi presupposti dovrebbero essere sufficienti per capire la distopia che dall’America si vorrebbe imporre all’Europa! Perciò, i promotori di questa “pace” prediligono il modello tedesco poiché la Repubblica Federale di Germania divisa dalla “cortina di ferro” e dal “muro” non accettò mai la modifica dei suoi precedenti confini che furono “reintegrati” nel 1991.

Non basta. Il solerte Mead ci informa anche che “la nazione (ucraina) che emergerà da questa guerra di Putin sarà una nuova forza formidabile in Europa”. Rampini trova “verosimile” questo scenario: “Una specie di Israele nel cuore del continente: armata fino ai denti, addestrata al combattimento, con una società civile patriottica, una giovane forza lavoro hi-tech decisa a cooperare con le proprie forze armate, e una tenace cultura dell’autodifesa. Infine quest’Ucraina andrà a raggiungere il nuovo fianco nord-orientale dell’Europa – Polonia, Baltici, Norvegia Svezia e Finlandia, Regno Unito – cioè quell’alleanza de facto dei paesi più filo-americani, sospettosi verso il pacifismo italo-tedesco o verso le velleità autonomiste della Francia”. Inoltre, scrive Rampini, “in attesa di una formale candidatura alla Nato, l’Ucraina potrebbe essere protetta con la firma di diversi trattati di alleanza e difesa militare di tipo bilaterale, con paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Polonia (gli stessi che già adesso la stanno aiutando di più)”.

Va bene la real politik, ma questo scenario “verosimile” è un’ipoteca di lungo periodo (qualche decennio) sull’Europa che oltre alla nuova cortina di ferro in Ucraina vedrebbe un nuovo muro che separa la vecchia Europa da quella nuova dell’Est incentrata su Polonia e Ucraina con propaggini baltiche e nordiche oltre che sudorientali verso il mar Nero. Si tratterebbe di una nuova “sconfitta” dell’Europa (Germania, Francia, Italia, Benelux, Spagna, Portogallo e Grecia). Ad un tale scenario, che per l’Italia sarebbe più che catastrofico, ci si deve opporre con tutte le forze: 1) uscire immediatamente dalla NATO; 2) pretendere l’immediato ritiro delle forze americane e la chiusura delle basi americane sui nostri territori; 3) mettere le basi per una nuova Europa sovrana con un Trattato italo-francese aperto agli altri.

Il presidente Mattarella sarà in visita di Stato a Parigi il 7 giugno, cinque giorni dopo la festa della nostra Repubblica italiana. E’ un’occasione perfetta per rifondare la nostra sovranità europea, magari partendo dalla “vetta del Monte Bianco”!

 

[1] https://www.wsj.com/articles/putins-war-is-americas-opportunity-tech-sector-western-alliance-china-peace-aef34d53

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  • Redazione

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