
di Sergio Restelli
Dopo la sconfitta subita in commissione sull’emendamento sul terzo mandato, la mente di Salvini sta già pensando a cosa inventarsi successivamente. È una sconfitta tra tante, ma non la prima né l’ultima che ha dovuto affrontare. L’emendamento è stato affossato con soli tre voti a favore dei senatori della Lega e l’astensione di un senatore renziano.
Non c’è stato quindi il soccorso rosso del Pd, che avrebbe potuto aver interesse ad aprire la strada a una proroga per i governatori De Luca e Emiliano. Anche se i numeri non sarebbero comunque bastati. È ancora da vedere se la partita sia definitivamente chiusa o se Salvini sta già immaginando una possibile “coda” o un secondo tempo che potrebbe riguardare le riforme istituzionali.
Tuttavia, non c’è ancora un accordo definitivo sul premierato. La riforma è stata riscritta dalla ministra Casellati, ma il problema sollevato da Salvini non è ancora risolto. Ci sono proposte di Meloni, secondo cui il premier eletto dovrebbe avere il potere di sciogliere le Camere in caso di sfiducia (attualmente riservato al Capo dello Stato), e quella di Calderoli, che prevede un eventuale nuovo incarico a un esponente della maggioranza (cioè a un leghista) in caso di crisi di governo.
Entrambe le proposte sono chiaramente sbilanciate a favore di uno o dell’altro alleato della coalizione. Per quanto riguarda il voto di ieri, possiamo dire che è una vittoria non solo per Meloni, ma anche per la Schlein, che considera De Luca come un avversario diretto, ma anche, in modo meno evidente, Emiliano in Puglia.
Questi due governatori dovranno ora cercare un nuovo futuro, a meno di sorprese improbabili quando la materia arriverà nella Camera dei deputati. Lo stesso vale per Zaia in Veneto, che è stato avvistato spesso a Roma nelle ultime settimane, forse per discutere del proprio destino, e per Fedriga in Friuli, che è stato indicato come un possibile successore di Salvini se le elezioni europee non andranno bene per lui. È certo che in quattro regioni la partita si riapre da zero.





