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DIO, IL DIAVOLO E NOI MESCHINETTI

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di Angelo Ciccarella

Il lessico antroposofico non m’appartiene, anche perché non ho studiato tutte le conferenze dello Steiner; per cui mi abbevero alla fonte del Vangelo Eterno, magari ‘sine glossa’ alla maniera del santo d’Assisi, che non è poi esegesi così negletta. Testi sapienziali li ho pur frequentati, soprattutto ho sperimentato gli estremi dello spettro e non ho mai perso la fede e ho scelto sempre Dio, grazie al Cielo.
Ho ragione di credere che in ognuno di noi ci sia l’accesso alla via verso il Cristo e soltanto su questa via si compie la nostra trasmutazione, la teosomatica sperata.
Dove c’è resurrezione, lì c’è Cristo. Il cristianesimo è eterno, prima del mondo c’era così come ci sarà alla fine. Cristo non tradisce mai. Le chiese tradiscono, gli uomini tradiscono, Lui non tradisce.
Il mio personale percorso mi porta al Castello del Graal, che è nascosto ma presente. Per raggiungerlo bisogna aprire gli occhi dell’anima e, di questi tempi, Dio solo sa quanto è difficile. La via è aperta, comunque.
L’attacco dei demoni – il coefficente di santità, secondo alcuni – oscura il sentiero non di rado. Demoni dell’aria e incarnati troppo spesso ci incrociano e comunque qualcosa gli concediamo, la muraglia animica sovente trema. L’antico nemico inganna, promette a vuoto ma c’è chi gli dà retta. Se ci rivolgiamo a cuore aperto a Cristo, ogni ostacolo si dissolve. Beninteso, si dissolve nello spirito, perché nella vita di ogni giorno gli ostacoli perdurano e, come insegna la vicenda di Giobbe, persino aumentano. Inutile sottovalutare in nemico, ci ritroveremmo sotto assedio.
L’errore nostro è quello di dare importanza a cose che non ce l’hanno, al superfluo, alle gratificazioni illusorie, a sogni inconsulti per ottere i quali accettiamo di non vedere l’errore e ci corrompiamo.
L’eccesso è male. Quando vogliamo capire ogni cosa, di solito perdiamo tutto. Perdiamo preziosa luce vitale ogniqualvolta giudichiamo il prossimo. Impariamo a viaggiare leggeri. Molto sopporta chi spera. Ho provato salendo il monte della sapienza stati di aridità. Basta attendere senza fretta e il velo si rompe e un raggio della nostra amata stella inonda il corpo e l’anima. Durante il viaggio, capita pure di affrontare il deserto, sovente luogo in cui è in agguato il demonio: ma Dio non ci abbandona e allora tutto si appiana. Dobbiamo procedere con decisione e se deviamo dal sentiero, non facciamoci prendere dalla paura e dallo sconforto. Un segno lo incontreremo che ci indicherà la via. Chiunque cerca, trova. E a chi bussa verrà aperto. Se non giudichi nessuno, qualcuno ti verrà in aiuto. Sii vivo e cerca di amare che manco la morte ti coglierà alla sprovvista. Avrai dimora nel santo luogo. Gioisci, perché la lampada non è mai spenta.
 

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  • Redazione

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