Home Opinioni L’OCCIDENTE ASSERVITO ALLA FINANZA STA PERDENDO TUTTE LE SUE GUERRE

L’OCCIDENTE ASSERVITO ALLA FINANZA STA PERDENDO TUTTE LE SUE GUERRE

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L’ultimo numero di Limes titola: “Stiamo perdendo la guerra”. Il riferimento è alla guerra mondiale a pezzi, ibrida, asimmetrica, dove gli Stati Uniti sono perdenti, in quanto è perdente la logica assurda con la quale la maggior potenza militare del mondo è stata governata dalle élite Dem. Lo scrive Silvano Gabriele Danesi su Nuovo Giornale Nazionale, ripercorrendo il declino dell’impero atlantico.
Un disastro iniziato con l’idea folle, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, di essere l’unico soggetto politico, economico e militare in grado di dirigere il mondo. Lo farebbe anche attraverso un “esecutore in disuso” come Biden. E agirebbe per conto di una cupola finanziaria il cui front office sarebbe il clan Clinton-Obama, in buona compagnia con Il Gop dei Bush, abituato alle “porte girevoli”.
George Bush – ricorda Danesi – ha condotto la guerra in Iraq sulla base di menzogne ormai acclarate, distruggendo l’esercito di Saddam e aprendo le porte all’influenza sciita di Teheran. La risposta dell’esercito sunnita disperso è stata la formazione dell’Isis. Grande risultato. Poi è stata la volta dell’Afghanistan (obiettivo dichiarato, i Talebani e Al Qaeda). Altra catastrofe firmata Bush junior, trasformatosi in guru del fondamentalismo cristiano.
Le Primavere Arabe, promosse da Obama e Hillary Clinton, hanno destabilizzato il Medio Oriente. E grazie all’eliminazione di Gheddafi, in accordo con Francia e Inghilterra, la Libia è diventata un’area di guerra e di destabilizzazione del Magreb. L’Italia ringrazia. C’è voluto Donald Trump, con gli Accordi di Abramo, per rimettere un minimo di ordine in un Medio Oriente tornato, ora, ad essere uno dei focolai esplosivi della Guerra Grande.
Le Primavere Arabe? Finite con repressioni feroci. Fallimento totale di una strategia americana che, in questi anni – osserva Danesi – ha visto gli Usa ritirarsi dall’Africa, lasciando mano libera a Cina e Russia. Washington sembra colpita da cupio dissolvi o, forse, è preda di una classe dirigente collusa, come ormai sembra acclarato dai traffici della famiglia Biden con Cina, Russia e Ucraina.
Ora, tocca alla guerra per procura fatta dagli Usa alla Russia, con vittime intermedie la Germania e l’Europa. La sconfitta cocente è di questi giorni. La ritirata disastrosa da Avdiivka, secondo il New York Times, potrebbe essere costata a Kiev «tra 850 e 1.100 soldati catturati o dispersi». Anche in questo caso – dice ancora Danesi – è necessario risalire alle rivoluzioni arancione guidate da Victoria Nuland e da George Soros, durante la presidenza Obama e la vicepresidenza Biden.
La logica di ridurre la Russia ai minimi termini si è infranta a confronto con la realtà e, nel frattempo, la Russia si tiene la Crimea e il Donbass e l’Europa la destrutturazione della propria capacità produttiva industriale. Kiev si appresta a fare la fine di Kabul. La guerra gli Usa l’hanno persa, anche in Ucraina, per insipienza e stupidità ideologica. A perdere, chiosa Danesi, sarà l’intero Occidente, se non capirà che è necessario abbandonare le follie di una classe dirigente di ottimati e di asserviti alla finanza e alle multinazionali, ormai avvolta da sindrome pavloviana.
Danesi su Nuovo Giornale Nazionale:
https://www.nuovogiornalenazionale.com/…/16303-stiamo…

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  • Redazione

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