
di Francesco Pontelli
Come sempre l’Italia per ogni argomento si divide tra Guelfi e Ghibellini.
ed inevitabilmente ora avviene per il serial killer degli autovelox.
Persino un procuratore della repubblica ha avuto l’ardire di definire la simpatia di alcune persone nei confronti di fleximen espressa soprattutto sui social come una possibile apologia di reato.
Nello specifico, tuttavia, la statistica in potrebbe aiutare a dipanare la situazione attuale e magari offrire una lettura della attuale situazione.
Nel nostro paese sono operativi circa 11.000 autovelox (*) mentre in Francia risultano circa 3.700 ma istallati all’interno di un territorio con +45% superiore rispetto a quello italiano.
In considerazione del fatto che le comparazioni statistiche andrebbero fatte per sistemi omologhi, la comparazione tra Francia e Italia in relazione ai rilevatori e velocità ci porta a considerare i numeri come se l’Italia avesse la stessa superficie della Francia.
In questo caso, allora, gli autovelox sarebbero oltre 15.400. Mentre in considerazione se la Francia avesse la nostra superficie i rilevatori di velocità diventerebbero circa 2500.
In questa rinnovata analisi gli ultimi dati disponibili indicano come in Francia ci siano 2.947 morti, contro i 2875 deceduti sul territorio italiano. La differenza tra i dati, quindi, emerge come siano poco più del +2,5% i decessi nel paese transalpino.
Al contrario,la presenza di rilevatori di velocità in Italia è superiore del +75% rispetto a quanto avviene in Francia.
Queste due differenze percentuali tra decessi e numero di autovelox dimostrano come venendo meno l’effetto sui decessi in quanto l’infrazione non viene rilevata istantaneamente da una pattuglia.
Non è difficile comprendere se anche un ‘auto passa ad una velocità superiore al limite alla guida, gli effetti disastrosi causati da una persona alla giuda oltre i limiti consentiti di alcool droga con l’auto non revisionata e senza assicurazione rimangono tali e quali.
In ultima analisi, la simpatia che Fleximen ottiene non è per una sostanziale anarchia dei cittadini italiani, quanto nasce dalla consapevolezza di un utilizzo speculativo del concetto di sicurezza stradale complessivo di cui questi rilevatori sono espressione.
Le sanzioni erogate da ogni rilevatore di velocità rappresentano una riedizione contemporanea della medioevale decima applicata non sul raccolto sul semplice “transito”
(*) spesso affittati da società private, quindi con minori garanzie di equità sulla rilevazione della velocità.





