Home Opinioni CI VUOLE UNA ADEGUATA REGOLAMENTAZIONE SUI MERCATI FINANZIARI INNOVATIVI

CI VUOLE UNA ADEGUATA REGOLAMENTAZIONE SUI MERCATI FINANZIARI INNOVATIVI

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di Ugo Busatti

La macchina che si é messa in moto é estremamente potente, e non ci sará verso di fermarla se non interverrá la politica, quella che dovrebbe tutelare l’intreresse delle persone normali.
Le borse valori sono nate per favorire gli investimenti privati in attivitá industriali. Imprenditori cercavano soci per sviluppare una attivitá, che creava posti di lavoro e ricchezza diffusa. Tali attivitá erano rese pubbliche dalla trasparenza dei bilanci e in base al loro successo decretavano l’andamento di un titolo. Gli stessi imprenditori, per l’uso delle materie prime, erano soliti rivolgersi alle borse merci per fare delle “assicurazioni” sul prezzo del prodotto per consentire una certezza nella allocazione dei costi aziendali. Era tutto piú sano. I fondi di investimento investivano sulla base dei bilanci, e la societá marciava bene basata sulla produttivitá.
Oggi tutto ció é solo marginale. La speculazione é diventata selvaggia. La quantitá di strumenti finanziari si é moltiplicata in modo esponenziale, e le allocazioni dei capitali vengono decise dagli algoritmi che prevedono acquisti e vendite multiple anche all’interno della stessa giornata, per monetizzare anche minime variazioni che spesso essi stessi determinano con i loro movimenti. I mercati delle materie prime condizionano le economie nazionali, quelli dei prodotti finanziari condizionano le politiche economiche di interi Stati, come il meccanismo perverso dello spread dimostra. Su una stessa valuta (euro) ci sono diversi tassi di rendimento a seconda di un ipotetico livello di rischio del Paese. Il blocco dei finanziamenti trans-nazionali (un italiano non si puó finanziare in Germania per acquistare un asset), che esalta il fallimento evidente del progetto europeo, provoca un condizionamento sulla attivitá delle aziende dei diversi Paesi e tutto ció falsa la concorrenza.
Ora la SEC americana sta studiando se introdurre gli EFT sul Bitcoin. Ovvero se sará possibile speculare (non investire, non é il termine giusto) sull’indice e non sulla “moneta”. Ovvero fare scommesse sulla quotazione del Bitcoin, e guadagnare senza possederla direttamente, ma sul fatto che sale o scende, e di quanto sale o di quanto scende. Significherebbe dare l’ultimo “placet” a questa abominevole creature basata sul nulla, che consuma energia come interi Stati, e che é ormai da tempo sicuro rifugio di evasori e della delinquenza internazionale, oltre che dei terroristi.
Dato che sarebbe impossibile fermare questa macchina mostruosa, la politica invece che tassare gli appartamenti al mare, dovrebbe sovra-tassare gli speculatori in modo da scoraggiare questa vergogna, o quantomeno consentire che la ricchezza falsa prodotta ritorni in un benessere sociale.
Ma tutto ció non accade. Anzi, ci obbligano ad assicurare un veicolo fermo, ed a rivedere gli indici catastali.

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  • Redazione

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