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Manovrone, Pareggione, Centrone

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Manovrone, Pareggione, Centrone

Il “sinodo del cadavere” e le tre caravelle delle grandi manovre

Una frase attribuita al Divo Giulio, uno che di politica se ne intendeva, è perfetta per tentare di capire cosa bolle in pentola: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.

Pensare che tutto il clamore relativo all’affare Minetti sia una montatura predisposta ad arte per colpire il ministro Nordio è un peccato veniale.

Infatti, il sommergibile che aveva lanciato il siluro è stato affondato.

Rimangono vergognosamente, ignobilmente in attività i media della cosiddetta sinistra che vogliono a tutti i costi che la loro idea sia la realtà, perché ormai la cosiddetta sinistra vive di alienazione ideologica e confonde la realtà con le sue fantasie malate.

Il fatto, ossia la realtà, è che non c’è alcuno scontro tra Sergio Mattarella e Carlo Nordio sulla grazia a Nicole Minetti.

E per ridurre alla realtà le alienazioni vergognose e ignobili di chi continua a raccontarlo, soprattutto a sinistra, insistendo col copione del presidente contrapposto al ministro “complice” degli intrallazzi di Minetti e Giuseppe Cipriani, ci sono state le precisazioni del Quirinale che hanno chiarito che quando arriva una domanda di clemenza «accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia». E in questo caso il parere dell’autorità giudiziaria è stato «ampiamente e decisamente favorevole».

Poi, siccome su alcuni organi di stampa, e in particolare sul Fatto di Marco Travaglio, «sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava», Mattarella, «d’intesa con il ministero della Giustizia», ha ritenuto necessario «che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento». A questo punto, concludono dal Colle, bisogna «che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche».

È intervenuto anche il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa, che il 9 gennaio aveva firmato il parere favorevole per la grazia a Minetti. Si è detto pronto a cambiarlo «dall’oggi al domani», qualora emergessero elementi contrari a quelli raccolti sinora, ma lo ha fatto ribadendo la correttezza del suo lavoro: «Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato». Ha aggiunto che è la prima volta, «in quarant’anni di lavoro», che gli accade «una cosa del genere», e ritiene giusto ricontrollare tutto.

Il comandante del primo sottomarino è affondato con il suo mezzo dopo aver sparato un siluto a Nordio finito nel nulla.

Rimane invece in navigazione il sommergibile del peccato mortale.

Il Sinodo del cadavere

Insiste invece Travaglio, ipotizzando un Mattarella interessato a fare favori postumi al Cavaliere: alla trasmissione “Un giorno da pecora” spiega che «la grazia alla Minetti è stata data per riabilitare Berlusconi», «forse perché la Minetti si chiama così ed era amicissima del Cavaliere o perché a fine maggio riparte il processo Ruby Ter».

E qui, il sommergibile acquista tutta la sua missione e anche la sua impotenza, in quanto, a forza di lanciare siluri nella stessa direzione ha fatto strage della flottilla “Manovrone, Pareggione, Centrone” partita alla volta della elezione del successore di Sergio Mattarella.

Sparando siluri sotto la chiglia della corvetta “Berlusconiade” il sottomarino vorrebbe tentare di spostare Forza Italia nel “centro campo” per condizionare l’elezione del presidente della Repubblica nel 2029 e, come secondo obiettivo, per mandare all’opposizione Giorgia Meloni.

Dell’affare Minetti in questa chiave ne ho scritto in tre articoli dei giorni scorsi.

https://www.nuovogiornalenazionale.com/il-centro-campo-contro-il-campo-largo/

https://www.nuovogiornalenazionale.com/captatio-benevolentiae-per-grazia-ricevuta/

https://www.nuovogiornalenazionale.com/affare-minetti-trappolone-alle-istituzioni-della-repubblica/

Continuare a mettere in campo la signora Minetti e la sua grazia serve a mettere di nuovo all’attenzione della cronaca le vicende di Belusconi sollecitando, al fine di chiudere il clamore, Forza Italia a prestarsi alla spedizione delle tre caravelle: “Manovrone, Pareggione, Centrone”, messe in mare per la conquista del Quirinale da parte della cosiddetta sinistra e per impedire che sul Colle possa salire un esponente della destra.

Guarda caso, per tenere in pressing Forza Italia, che è senza dubbio il partito dei Berlusconi, è partito

un altro tormentone della barlusconeide, quello che vede Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti rinviati a giudizio per la vicenda dei circa 42 milioni di euro ricevuti da Silvio Berlusconi per mezzo di ben otto bonifici tra il 2014 e il 2024.

Dell’Utri, dopo la condanna per mafia, era tenuto a comunicare all’autorità ogni variazione patrimoniale, obbligo che secondo l’accusa avrebbe violato, non dichiarando almeno 10 milioni dei 42 donati dal Cavaliere.

Inizialmente il fascicolo di indagine si fondava sul principio dello scambio implicito: denaro in cambio del silenzio sulle stragi mafiose, con lo stesso Berlusconi indagato a Firenze.

L’aggravante di agevolazione mafiosa è poi caduta e resta la sola violazione degli obblighi di rendicontazione da parte di Dell’Utri. Insomma, una vicenda che rimanda, anche solo per via indiretta, allo “stalliere di Arcore” (il boss Vittorio Mangano, definito dallo stesso Dell’Utri “a suo modo un eroe” e omaggiato dallo stesso Berlusconi) e alla stagione delle stragi di mafia del biennio 1992‑1993.

Per farla breve, nel mare invaso dai siluri ribollono le tavole di legno del fasciame delle corvette della flotta berlusconiana. Alla deriva vanno la mafia, il Bunga Bunga, le olgettine, Ruby uno due e tre, il tutto per rimettere al centro della cronaca il nemico della sinistra che, nella libido demonizzante dei sacerdoti della sinistra radical chic vassalli della finanza globalista, non doveva morire, lasciandoli orfani, ma sono ormai affondate anche le tre corvette Manovrone, Pareggione, Centrone, i cui pezzi ormai galleggiano in superficie.

In questa lotta politica ammorbata da una hýbris insopportabile siamo ormai arrivati Papa Formoso e al Sinodo del Cadavere avvenuto nell’897.

Papa Formoso era morto nell’aprile dell’896 ed era stato regolarmente sepolto. Il suo successore, Papa Stefano VI, lo fece riesumare circa 9 mesi dopo. Il corpo (già in avanzato stato di decomposizione) fu vestito con i paramenti pontificali, messo a sedere su un trono papale e sottoposto a un vero e proprio processo davanti a un tribunale ecclesiastico. Stefano VI lo accusò di aver violato i canoni della Chiesa.

Il cadavere fu “condannato”: gli furono tagliate le tre dita della mano destra usate per le benedizioni, fu spogliato dei paramenti, la sentenza fu letta e il corpo fu gettato nel Tevere.

L’episodio è uno dei più macabri e grotteschi della storia della Chiesa medievale. Pochi mesi dopo, lo stesso Stefano VI fu deposto e strangolato in prigione e Formoso fu riabilitato dai papi successivi.

L’equivalente di Formoso è il lascito di Berlusconi, ossia il centrodestra italiano così come oggi lo conosciamo e la sua ultima metamorfosi: il governo di Giorgia Meloni.

Centro destra nel quale è in trasformazione proprio Forza Italia, dove Marina Berlusconi, forte di una fideiussione di circa cento milioni di euro a garanzia dei debiti degli Azzurri, sta chiedendo un profondo rinnovamento tra le fila dei maggiori esponenti del partito, volendo portare la creatura di suo padre nel centro moderato, a far da futuro ago della bilancia del prossimo governo.

Ed ecco che a mettere Formoso sul trono per il processo ci pensa uno dei media del gruppo Gedi, HuffPost Italia, acquisito il 100% nel 2021 e ora venduto nel pacchetto ai greci.

Nel marzo 2026, GEDI Gruppo Editoriale (che include HuffPost Italia, la Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital, m2o, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria Manzoni) è infatti stato venduto al 100% da Exor (famiglia Elkann) alla società greca Antenna Group (controllata da K Group).

HuffPost scrive che, come racconta lo storico centrista Marco Follini, nei corridoi di Camera e Senato ha cominciato a circolare il “fantasma del pareggio” tra centro destra e centro sinistra e sostiene che “a trovare il nome, non troppo originale per la verità, sembra sia stata Marina Berlusconi in persona. “Mi parlate di rischio di pareggio, di non vittoria alle elezioni. Non ci vedrei alcun dramma. Viva il Pareggione!”, avrebbe esclamato – scrive HuffPost – la capa di Forza Italia e di Fininvest parlando con qualche colonnello azzurro”

Contunua HuffPost che “a spingere la Cavaliera a tifare per il Pareggione sono diverse ragioni. La prima è il timore di ritrovarsi come alleato il generale Roberto Vannacci: si narra che Meloni, pur di fare il bis a palazzo Chigi, sia pronta ad allargare la coalizione perfino al leader di Futuro nazionale accreditato del 3 e il 4%. Una scelta che radicalizzerebbe a destra il governo e che renderebbe Forza Italia residuale, un simulacro dell’europeismo e del liberismo predicato da Silvio buonanima. La seconda ragione è legata alla speranza e all’ambizione di Marina di avere un ruolo centrale nella prossima legislatura. Di essere lei a dare le carte per la formazione di un nuovo governo, capace di scompaginare gli attuali schieramenti in nome dell’europeismo, dell’anti-trumpismo, dei diritti civili, di un ritrovato garantismo e del liberismo economico. La terza, forse la più importante ragione della Cavaliera: la “non vittoria” del Campo progressista o del centrodestra, aprirebbe la strada alla necessità di un accordo ampio per la scelta del successore di Sergio Mattarella. E la presidente Fininvest intende assolutamente essere della partita. Di più, qualcuno, tra gli azzurri, si spinge a dire: “Marina spera di esserne la protagonista…”.

Non sappiamo se Marina Berlusconi sia affetta dal mal del “pareggione”, come vorrebbe il media di Gedi che veicola le fantasie aliene della sedicente sinistra radical chic in sofferenza da dieta di potere, ma quello che è certo è che è partita una propaganda vergognosa e ignobile che assomiglia tanto al “Sinodo del cadavere”, si vedono agitarsi i soliti proseliti della mille iniziative centriste come rinsecchiti ossuti scheletri di danze macabre di mille disgrazie.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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