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Lucerna, la città della luce scelta per la pace tra Stati Uniti e Iran

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Lucerna, la città della luce scelta per la pace tra Stati Uniti e Iran

Il principale centro economico della Svizzera centrale sarà sede della firma dell’intesa tra i due Paesi in guerra

Mentre il G7 di Évian entra nella sua fase decisiva, un altro luogo si prepara a diventare il centro della diplomazia internazionale.

Venerdì 19 giugno gli occhi del mondo saranno puntati sulla Svizzera e, più precisamente, su Lucerna, scelta come sede della firma dell’intesa tra Stati Uniti e Iran e dei successivi negoziati destinati ad affrontare il dossier nucleare iraniano.

La decisione non rappresenta soltanto una variazione logistica rispetto alle ipotesi circolate nei mesi scorsi. È, piuttosto, un segnale politico.

La Svizzera conferma ancora una volta la propria funzione di spazio neutrale per il dialogo nei momenti più delicati della storia internazionale, ma lo fa attraverso una sede che possiede caratteristiche e significati differenti rispetto alla più tradizionale Ginevra.

La prima sorpresa riguarda proprio il luogo prescelto. Gli incontri non si svolgeranno nel centro urbano di Lucerna, bensì nel complesso del Bürgenstock, sulle alture che dominano il Lago dei Quattro Cantoni.

Una scelta che risponde certamente a esigenze di sicurezza e riservatezza, poiché il sito è più facilmente controllabile e isolabile rispetto a una grande città internazionale. Tuttavia, limitarsi agli aspetti logistici significherebbe trascurare la dimensione più interessante della vicenda.

Per settimane l’attenzione diplomatica si era concentrata su Ginevra, città che ha ospitato numerosi round negoziali sul programma nucleare iraniano e che continua a rappresentare il cuore della diplomazia multilaterale.

Proprio per questo, la scelta di una sede diversa sembra voler marcare una discontinuità simbolica rispetto al passato.

Ginevra richiama inevitabilmente la stagione dei negoziati che non sono riusciti a impedire l’escalation regionale; Lucerna, al contrario, consente di presentare l’intesa come l’apertura di una fase nuova.

Anche il Bürgenstock possiede una sua recente legittimazione internazionale. Nel 2024 ospitò la conferenza sulla pace in Ucraina, trasformandosi da esclusiva località alpina a piattaforma diplomatica riconosciuta a livello globale. Un precedente che ha probabilmente contribuito a rafforzarne la credibilità agli occhi delle delegazioni coinvolte.

Ma la scelta di Lucerna appare significativa soprattutto sul piano simbolico. Se Ginevra rappresenta la diplomazia delle organizzazioni internazionali, dei tavoli tecnici e delle grandi architetture multilaterali, Lucerna richiama una tradizione più antica di neutralità, mediazione e riconciliazione.

È una differenza sottile, ma importante quando l’obiettivo non è semplicemente negoziare un accordo, bensì accompagnare la transizione da una fase di conflitto a una prospettiva di stabilizzazione.

A rafforzare questa dimensione contribuiscono sia la storia sia la leggenda. Secondo una tradizione medievale, la città deve il proprio nome a una luce celeste, un angelo avrebbe indicato con una fiaccola il luogo dove edificare una cappella, dando origine a Luciaria, la “città illuminata”. Una narrazione che, nei secoli, ha legato l’identità di Lucerna all’idea di guida, incontro e orientamento.

Anche la memoria storica offre richiami significativi. Tra il 3 e il 5 marzo 1480, Lucerna fu teatro della cosiddetta Pace di Lucerna, l’accordo che pose fine al conflitto tra la Confederazione Elvetica e il Ducato di Milano.

Pur appartenendo a un contesto completamente diverso, quel precedente contribuisce ancora oggi ad alimentare l’immagine della città come luogo associato alla composizione delle controversie.

Non si tratta, naturalmente, delle motivazioni ufficiali che hanno guidato la scelta della sede.

Tuttavia, nella diplomazia contemporanea il simbolismo costituisce una componente essenziale del messaggio politico. Le sedi dei negoziati vengono selezionate non soltanto per la loro funzionalità, ma anche per ciò che rappresentano agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.

Esiste, inoltre, un ulteriore elemento raramente evidenziato. Mentre Ginevra è percepita come il centro della diplomazia multilaterale occidentale, il binomio Lucerna – Bürgenstock appare maggiormente associato alla tradizione svizzera della mediazione e della neutralità.

Per attori diversi tra loro come Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan, una sede meno identificata con le grandi organizzazioni internazionali potrebbe aver rappresentato un punto di equilibrio simbolicamente più condivisibile.

In questo senso, la vera domanda potrebbe non essere perché sia stata scelta Lucerna, ma perché non sia stata scelta Ginevra. La risposta sembra risiedere nella volontà di attribuire ai negoziati un significato che vada oltre la semplice gestione di una crisi, inaugurare una nuova stagione diplomatica in Medio Oriente.

Intanto, da Évian stanno emergendo i contorni di un nuovo assetto regionale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato il progetto di una missione navale europea nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta.

Una decisione che testimonia la crescente volontà europea di assumere un ruolo diretto nella protezione delle rotte energetiche e commerciali. Parallelamente, l’Unione Europea accelera il proprio sostegno all’Ucraina e rafforza il dialogo con i Paesi del Golfo.

L’incontro tra i vertici europei e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, conferma come la stabilizzazione del Medio Oriente venga ormai considerata una componente essenziale della sicurezza europea.

L’accordo tra Washington e Teheran va infatti ben oltre la cessazione delle ostilità. Il vero banco di prova sarà rappresentato dai negoziati sul programma nucleare iraniano, il dossier sul quale si misureranno la solidità dell’intesa e la capacità dei mediatori di trasformare una tregua in un equilibrio duraturo.

A volte, nella diplomazia, la scelta della sede non è un semplice dettaglio organizzativo. È parte integrante del messaggio. E la scelta di Lucerna sembra voler raccontare proprio questo, il tentativo di portare luce dove, fino a pochi mesi fa, prevaleva il rischio di una pericolosa escalation regionale.

Autore

  • Elena Tempestini

    Elena TempestiniElena Tempestini, giornalista, storica, speaker radiofonica, comunicazione, capo redattore di Idee di Governo.

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