Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dell’avvocato Emiliano Bartolozzi della Federazione Italiana Diritti Umani – Il contenuto dell’articolo non rispecchia la line del Nuovo Giornale nazionale ed è l’opinione dell’autore.
Già da più di un anno si parla di una “corrente” di generali e funzionari dell’esercito definiti “anti-Putin”. Le purghe non hanno tardato ad arrivare: Popov “Spartacus”, Vadim Shamarim, Vladimir Verteletskji, Jurij Kuznetsov, etc…. Tra arresti e rimozioni Putin procede apparentemente senza esitazione. Ma tali notizie hanno sbalordito l’intera Russia e ciò nonostante tutti i media siano sotto il rigido controllo del dittatore e non ci sia molto spazio per le voci di dissenso. La domanda che ci dovremmo fare è quindi questa: é cosi granitico il consenso verso Putin? Da un’analisi non superficiale io mi permetto di dire che forse si iniziano a vedere delle crepe, ed è sicuramente merito della resistenza e della controffensiva ucraina. In Russia è appena iniziato un processo di critica sull’operato dell’infallibile conduttore; un processo che vede delle prime voci di dissenso anche in TV (incredibile!) ma che vede coinvolta anche una parte dell’esercito russo.
Le colpe dello sfondamento delle linee di confine russe, da pare dell’esercito ucraino, è stata addossato ai generali c.d. “anti Putin”. A loro sono state addossate tutte le colpe. Ma i problemi che l’esercito russo ha dovuto affrontare negli ultimi anni hanno fatto aumentare i mal di pancia. Forse il popolo russo non conosce questi problemi, ma i militari si. Li vivono quotidianamente. Ricordiamoci un dato che i media italiani non evidenziano spesso: l’esercito russo ha perso tutte le principali battaglie di questa guerra. Ha perso a Kiev, ha perso a Karkiv, ha perso a Kherson ed ha perso nel Mar Nero. Un fallimento che supera di gran lunga quello degli italiani alla conquista della Grecia! Le poche conquiste che la Russia ha fatto in questa guerra sono state fatte nei primi gironi dell’invasione a tradimento (ricordiamoci che fino alla sera prima il ministro degli esteri russo smentiva qualsiasi piano di invasione). Altre piccole e insignificanti conquiste dell’esercito russo, sono costate decine di migliaia di morti. Per nulla, mi verrebbe da dire. Gli ucraini li prendono apertamente in giro, dicendo che la Russia è passata dall’avere il secondo esercito più forte al mondo, ad avere il secondo esercito più forte tra quelli presenti in Ucraina ed adesso il secondo anche in Russia.
Le TV (anche quelle di case nostra) posso fare tutta la propaganda pro-russa che vogliono, ma i fatti sono fatti e l’esercito russo lo sa bene. Ha vissuto le cocenti sconfitte sul campo, ha visto i morti per nulla, ha visto le ondate kamikaze sui campi minati sotto il fuoco dell’artiglieria nemica … senza che da Mosca si tenesse in alcun modo in conto il valore della vita dei propri soldati. Pertanto l’offensiva ucraina su Kursk potrebbe essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Qualcuno in Russia sta pensando ad un futuro dopo Putin ? E questo processo di cambiamento radicale, potrebbe iniziare proprio all’interno dell’esercito russo ? In altre parole, la possibilità che delle dinamiche anti Putin prevalgano nell’esercito russo non è più solo una speranza di noi occidentali, è un’ipotesi plausibile.
L’esercito russo ha iniziato a contrastare le decisioni prese dalla burocrazia moscovita e questo è dovuto, in gran parte, alle gravi perdite inflitte dall’esercito ucraino. Se una parte dell’esercito russo inizia ad avere dei dubbi sull’operato di Putin, sarà mai abbastanza forte da togliere il potere ai burocrati vicino a Putin ? L’evoluzione delle dinamiche nell’esercito russo potrebbero arrivare ad un punto di volatilità tale da essere incontrollabili. Il fatto ci siano dei generali russi, ormai indicati come “anti Putin”, che tengano delle riunioni riservate e che il capo dello Stato maggiore russo, Valery Gerasimov, abbia partecipato direttamente a queste riunioni, solleva molti punti interrogativi sul processo in corso. L’arresto di alcuni generali c.d. anti-Putin rappresenta la più grande indagine militare nella storia della Russia; essa è iniziata esattamente con la resistenza ucraina ed è esplosa con l’attacco ucraino alla regione di Kursk. La stampa ha scritto dei costanti confronti problematici di Putin con gli oligarchi (durante tutto il suo mandato) e della riluttanza di molti di loro verso l’operazione militare speciale in Ucraina, leggasi guerra. Sappiamo anche della vicinanza di alcuni oligarchi ad alcuni generali russi. Chi aveva rilasciato dichiarazioni contrarie alla guerra in Ucraina é stato eliminato da Putin in poco tempo, mentre la guerra continuava senza tregua. Quando Putin ha fatto svolgere delle indagini sui generali che hanno partecipato alle riunioni di cui ho detto sopra, ha ottenuto alcune informazioni che lo hanno probabilmente sorpreso. Si è infatti scoperto che alcuni di questi generali erano apertamente finanziati da alcuni oligarchi.
Questo era già accaduto con gli ex Wagner, coloro che, ricorderete, lo scorso anno avevano provato il più grande tentativo di colpo di stato anti-regime mai avvenuto in Russia dalla caduta dello Zar. Questo evento porta con sé molte possibili deduzioni. Quale era l’intento delle riunioni dei generali c.d. anti-Putin? È certo che Gerasimov , il Capo di Stato Maggiore dell’esercito russo, abbia avuto un incontro con questi generali e questo è un altro dettaglio importante che va registrato come indicatore che c’è la possibilità che lo Stato Maggiore russo intraprenda un’azione anti-Putin o quanto meno l’abbia valutata. L’esercito, in sostanza, incolpa Putin dei propri fallimenti e Putin incolpa l’esercito, il popolo incolpa i burocrati ed alcuni militari. Un gran tutti contro tutti, insomma. In effetti, se continua così, non si sa esattamente quale tipo di politica seguirà Putin da qui in avanti; probabilmente adotterà altre misure contro i generali dell’esercito russo, ciò facendo però, indebolirà ulteriormente l’esercito, riempiendolo di “signorsi signore” e condannandolo alla sconfitta inesorabile.
I militari russi reagiranno a questa situazione? Ricordiamoci che il generale Gerasimov era ed è una figura molto rispettata nell’esercito russo; é il teorico della “guerra ibrida”. Il fatto che abbia così tanta influenza sull’esercito era considerato, dai militari stessi, la soluzione principale a tanti problemi che si presentavano all’interno dello stesso esercito. Forse la fama di Gerasimov nell’esercito potrebbe oscurare quella di Putin con il popolo?
Gli incontri di alcuni generali e lo scopo dubbio di tali incontri indicano chiaramente l’esistenza di un grande problema. Anzi, direi più di uno. Per molti versi, i militari russi, chiamati con disprezzo “anti Putin”, avevano una consistenza numerica significativa, maggiore di quanto non si pensi. L’esercito ucraino spera che l’esercito russo faccia mosse più “decisive” se l’avanzata su Kursk continuerà con successo, come sta avvenendo mentre scrivo. Che leader è quello che non può garantire nemmeno la difesa dei propri confini nazionali?
Sembra che siano in corso altri arresti di militari russi. La ragione più basilare di ciò è che durante le ultime settimane, le tensioni anti-Putin stanno aumentando ed una crisi più grande si sta chiaramente manifestando. Putin ha commesso errori enormi in tutti i settori: militare e geo-politico per primi. Secondo i più accreditati analisti di guerra (non ci sono italiani tra loro), l’esercito russo, che è sempre stato politicizzato, negli ultimi anni di guerra lo è diventato sempre di più. Un crescendo di purghe e inserimento di fedelissimi molto collaborativi. Ciò è stato un vero e proprio innesco per lo scoppio di altri problemi, sempre più grandi. Se continua così, si prevede che l’esercito russo non sarà in grado di riprendere molte delle posizioni perse contro l’Ucraina e che la guerra finirà in questo modo, con un lento ma inesorabile declino russo misto a ondate kamikaze senza senso; i commenti degli analisti di guerra, sempre molto dubbiosi, sono in gran parte concordi su questo. Ciò dimostra che il processo di declino di Putin è effettivamente in atto ed ha aperto le porte di una nuova era, in cui la Russia dovrà anche affrontare problemi molto grandi che si è rifiutata, fino ad adesso, di vedere; in primis quello della democrazia. Termine schifato e dileggiato dai russi più di ogni altro.
Tornando alle scelte scellerate di Putin e delle conseguenze sul suo esercito, penso sia significativo portare l’esempio dei fatti avvenuti nel mar Baltico. Stendiamo un velo pietoso sulle continue sconfitte della Marina russa nel Mar Nero, costretta a ritirasi addirittura da Sebastopoli ! La Marina militare russa ha inanellato una serie di figuracce che hanno oltrepassato il limite del ridicolo. Cosa è successo? Mesi fa, una flotta di incrociatori russi salpata dal porto di Kaliningrad (piccola enclave russa in Europa) ha violato le acque territoriali svedesi. La risposta della coalizione baltica alle navi da guerra russe, colte con le mani nel sacco mentre piazzavano mine navali attorno all’isola svedese di Gotland, è stato un vero incubo per il Cremlino. Gli incrociatori russi, bloccati dalle forze aeree dei paesi della coalizione, sono rimasti sorpresi dai colpi di avvertimento sparati dagli svedesi. Preso dal panico uno degli incrociatori russi è finito su una mina messa dagli stessi russi poco prima! Ovviamente il Cremlino ha incolpato la Coalizione baltica per quanto accaduto; ma che ve lo dico a fare?
Tutto è iniziato nella regione di Kaliningrad, un territorio geograficamente esterno della Russia e con un confine diretto sia con la Polonia che con il Mar Baltico. Tale città/porto è stata trasformata in niente di diverso che un’enorme guarnigione delle forze armate russe. Il fatto che le forze russe li presenti abbiano commesso ripetute violazioni dei confini, con la scusa di effettuare esercitazioni, ha complicato i rapporti con gli stati confinanti. Le autorità svedesi, che conoscono i russi meglio di noi italiani, avevano previsto che l’ “esercitazione” annunciata dai russi, avrebbe comportato una sostanziale violazione dei confini. Da Kaliningrad sono quindi partiti degli incrociatori, seguiti da delle navi cargo. I paesi baltici, che hanno esaminato il sito dell’esercitazione tramite immagini satellitari e veicoli aerei senza pilota, sono rimasti letteralmente scioccati da ciò che hanno visto: le navi cargo russe avevano posizionato un gran numero di mine navali nell’area di acque internazionali attorno all’isola di Gotland, in Svezia. A questo punto i paesi baltici sono entrati in azione e hanno attivato le loro forze aeree contro gli incrociatori russi, che sono stati quindi bloccati da un gran numero di jet da combattimento modello F16, entrati in azione contemporaneamente. Sono stati momenti di vera tensione.
La flotta di incrociatori russi, a cui fu chiesto di lasciare immediatamente l’area, continuò tranquillamente a dispiegare altre mine, nonostante l’avvertimento ricevuto. Fu a quel punto che i caccia F16 spararono dei colpi di avvertimento. Solo allora il Comando delle Forze Navali Russe ordinò alla flotta di ritirarsi. Tuttavia, durante la ritirata, un incrociatore russo si è schiantato su una mina navale, che avevano piazzato loro stessi! L’incendio, iniziato dopo un’esplosione nella parte di prua della nave, si è sposato presto sul ponte dell’incrociatore, danneggiandolo irreversibilmente.
Questo piccolo esempio per dire che la guerra tra Russia e Ucraina, che dura da più di due anni, sembra chiaramente avviata verso una conclusione, se pur non a brevissimo termine. Tuttavia, gli analisti di guerra continuano a mettere in guardia su un’altra possibile guerra; una guerra che coprirà un’area geografica molto più ampia. Il motivo principale di questa preoccupazione in tutto il mondo è l’atteggiamento minaccioso di Putin durante tutto il conflitto russo/ucraino. Lui è il leader infallibile, osannato dal popolo che lo invoca per risolvere i problemi causati dai burocrati e dai militari … mai una colpa viene mossa nei suoi confronti! Anche perché chi lo ha fatto è sempre finito male; dato non secondario quando si vanno a muovere delle critiche in Russia.
Come ricorderete, il presidente russo Vladimir Putin ha già rilasciato delle dichiarazioni in cui affermava che questa guerra, contro l’Ucraina, sarebbe stata solo l’inizio! Ciò è avvento, non in ultimo, il 24 febbraio 2022, quando annunciò la decisione di invadere il territorio dell’Ucraina. Affermava Putin che, dopo la completa presa del territorio dell’Ucraina, le forze armate russe avrebbero implementato i loro piani di attacco per l’Europa centrale e gli stati baltici. Ogni passo che ha fatto il leader russo, ha portato con sé le orme di una catastrofe globale; di una nuova guerra mondiale. Come se la cercasse, se la volesse provocare! Ma la Russia ha il PIL della Bulgaria ed un esercito si grosso (nei numeri) ma certamente non grandioso negli armamenti, come i fatti dimostrano.
Per questo motivo, i paesi del blocco occidentale, guidati dagli Stati Uniti, considerano la vittoria dell’Ucraina come una priorità assoluta e non negoziabile se vogliamo ancora vivere nel mondo moderno che conosciamo. Noi occidentali (ricordiamoci di usare il noi …. che in Italia quando si parla di NATO si usa inspiegabilmente sempre il “loro”, come se l’Italia non fosse un paese fondatore della NATO stessa) abbiamo compiuto intensi sforzi, sin dal primo giorno della guerra, per impedire le politiche espansionistiche ed imperialiste russe. E’ un fatto che l’impatto del supporto militare e finanziario fornito dal blocco occidentale alle forze armate ucraine, sia stato determinante per la resistenza e l’esistenza stessa dell’Ucraina. Ciò è stato chiaramente percepito sul campo di battaglia dall’esercito russo. Ma il leader russo Vladimir Putin, che, come ogni dittatore, è delirante, invece di accettare la sconfitta, ha aumentato le tensioni globali: non per ultimo l’esempio sopra esposta della flotta di Kaliningrad.
Tra l’altro, la grande strategia russa sino a qui adottata, ha rinforzato non di poco la NATO che ha visto l’adesione dei potenti e ricchi stati scandinavi. Nel frattempo, il Pentagono ha affermato di aver organizzato negoziati per lo spiegamento temporaneo di navi della Marina degli Stati Uniti nel Mar Baltico. Putin, ha quindi perso la possibilità di spostare la flotta di incrociatori russi dal porto di Kaliningrad, un’enclave ormai isolata dal mondo. La Polonia, un altro paese preso di mira dalle minacce di Vladimir Putin, sta continuando ad aumentare i suoi preparativi lungo la linea di confine. La Polonia, tra l’altro, ha fornito il primo pacchetto di supporto militare e finanziario necessario per la difesa della vicina Ucraina. Molti esperti politici affermano che l’Ucraina entrerà a far parte della NATO dopo la guerra e sinceramente io sarei pronto a scommetterci. La Russia, dall’altro lato, è sempre più emarginata nelle relazioni globali ed è ormai totalmente dipendente dalla Cina; altro grande risultato raggiunto da Putin! La Federazione Russa, è sempre più isolata non solo nella politica internazionale, ma anche nell’economia internazionale e ciò a causa della mentalità “da guerra fredda” che il leader russo Vladimir Putin ha imposto al paese. Quanto ancora durerà la tolleranza del popolo russo e delle forze armate russe ?




