
di Andrea Mantegazza*
Per gli amanti dello Sport, e non solo di quella pratica che prevede il calcio ad una palla, il periodo Olimpico è una sorta di viaggio nel “Paese dei Balocchi”: svariati canali televisivi che mandano in onda da mattina a sera ogni disciplina possibile, telegiornali che aprono le edizioni con i successi degli atleti, telecomandi che sfrecciano da un canale all’altro per non perdersi nessun momento “da medaglia”.
L’evento Paris 2024 ha avuto però delle caratteristiche uniche rispetto a tutte le edizioni olimpiche precedenti perché certa politica (rigorosamente con la minuscola) ha voluto esserne protagonista, anche se non invitata, con una invasione di campo di cui non se ne sentiva l’esigenza ma di cui se ne è capita, ahinoi, l’essenza.
Il risultato è stato un susseguirsi di figure imbarazzanti, a tutti i livelli.
Va da sé, per ovvie e conosciute ragioni, chi ha avuto superiori mezzi per esternare le proprie opinioni ha anche avuto più occasioni “di scivolare” e dimostrare la superficialità con la quale oggi chiunque parla di tutto. A distanza di settimane ancora si parla e riparla degli stessi argomenti seguendo una stessa linea e dando ragione a chi durante l’evento parigino parlava di “propaganda” imbonendo l’opinione pubblica di informazioni maneggiate ad arte.
Lo sportivo medio ha fatto fatica a capire il perché di tanta acrimonia di certe nostre testate giornalistiche, televisive e non, nei confronti dei cugini francesi organizzatori dell’evento. Qualcuno ha ipotizzato perché erano “le nostre Olimpiadi”, ricordando come Roma si ritirò dalla candidatura ai tempi del Sindaco di Roma Virginia Raggi e Mario Monti alla Presidenza del Consiglio (inutile infierire su chi, con la solita superficialità ha detto “Roma rifiutò le Olimpiadi” perché dire questo è un errore macroscopico: la Capitale rinunciò alla corsa alla candidatura e non è assolutamente certo che avrebbe vinto su Parigi…).
Qualcun altro, sulle orme del famoso “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” ha rimarcato una volontà politica di fare uno sgarbo agli amici (…amici?…) francesi facendo passare nella nostra opinione pubblica l’idea di una Olimpiade disastrosa più che altro per colpire o il Presidente Macron alle prese con la formazione del nuovo governo e forse anche per colpire la nuova maggioranza europarlamentare.
Le critiche feroci al Villaggio Olimpico con decine e decine di articoli e servizi TV sui “ disservizi “ al suo interno sono state l’antipasto di questo menù concordato e a prezzo fisso. Per smontare l’impalcatura è bastato leggere l’intervista (anche su Gazzetta dello Sport, non proprio l’ultimo giornale italiano) di tal statunitense Michael Phelps: “Alle Olimpiadi ho sempre dormito coi piedi fuori e sofferto il caldo. E allora? Non vedo dove sta il problema.”
Per la cronaca, e magari anche per qualche Ministro che non lo conosce, il signor Phelps ha vinto in carriera solo alle Olimpiadi ben 28 medaglie di cui 23 d’oro. Si, esatto, 23! Forse un po’ di credito bisognerebbe darglielo, che dite? O meglio credere a qualche decina d’ore di dibattito tra presenzialisti, tuttologi, direttori di giornali, filosofi e pseudo intellettuali di “regime” ?
Altro esempio la cerimonia di apertura: la grande mancanza organizzativa è stata senza dubbio il non prevedere che avrebbe potuto piovere e il Presidente Sergio Mattarella con l’impermeabile da stadio e i capelli bagnati non è stata una bella immagine. Ma detto ciò e anche per una rappresentazione che mal si poteva interpretare (fantastica? geniale? blasfema? o kitsch?) erano veramente necessari giorni e giorni di polemiche? Agli sportivi veri che seguivano le competizioni gliene fregava qualcosa? Assolutamente no! Ma approfittando della grande audience olimpica, e cioè alla stragrande maggioranza meno addentro alle cose sportive (quelli diventati tennisti con Sinner o i velisti diventati tali con Luna Rossa …) bisognava far passare un certo tipo di messaggio.
E a seguire, andiamo sulle super polemiche e strumentalizzazioni per le gare nella Senna. È stata una forzatura fare le gare nel fiume parigino? Forse, anche se a ruota ora negli States, sull’ East River di Manhattan stanno pensando la stessa cosa e così Parigi fa scuola e del resto il progetto di rendere la Senna balneabile era partito ben prima dell’assegnazione delle Olimpiadi.
Lasciando le polemiche da bar ai soliti tuttologi il messaggio che si è voluto far passare è che a Parigi si sia nuotato nel fango per non dire di peggio: ma i dati non dicono affatto questo! Su centinaia di atleti che hanno nuotato nella Senna i casi di contrazione di un qualche virus sono stati ad oggi ufficialmente 4! Imminente immunologo genovese ha detto “sembrerebbe plausibile causati dall’aver nuotato nella Senna ..” Sembrerebbe? Plausibile? Cioè nessun collegamento certo(!) tra l’aver nuotato e l’esser stati male, come dimostrato anche dalle decine di casi di Covid scoperti nelle settimane di gara. I Parigi Haters hanno poi ribadito il concetto “acqua infestata” perché un atleta di secondo piano all’arrivo ha addirittura vomitato! Apriti cielo un’altra volta e via con un altro walzer di improperi sulla Francia, su Macron, sull’integrazione francese che non va bene bla bla … peccato che chiunque abbia fatto sport agonistico sa e conosce che in determinate condizioni di stress psico fisico vomitare è abbastanza normale, avviene anche durante le fasi particolarmente dure degli allenamenti.
Per concludere il Tecnico dell’Italia Rebaudo, intervistato dopo essersi buttato in acqua per una prova ha dichiarato che l’acqua era inodore, insapore e dulcis in fundo: “non che a Tokyo e Rio le acque fossero migliori!” Nel 2023 in una gara di Triathlon nel Suderland inglese per le reali cattive condizioni del tratto nuotato, davvero reali, una sessantina di atleti ebbero problemi gastrointestinali. Se proprio una considerazione andava fatta era di natura tecnica a tutela della valenza della gara stessa e cioè se la Senna fosse un campo gara adatto per via delle forti correnti, ma capisco che non avrebbe fatto audience .
E non vogliamo parlare del caso clou dell’estate? Il match di (non) pugilato Carini / Khelif ? Non importa se negli stessi giorni c’erano (e ci sono) un paio di guerre che preoccupano il mondo sull’orlo di una catastrofe mondiale; non importa che in un ospedale del sud si ingessano le gambe con il cartone; non importa che ci sono rivolte nelle carceri italiane sovraffollate; non importa che qualcuno dicesse che le sentenze dei giudici sono teoremi in quelli che sono stati anni di terrorismo, a volte rosso, a volte nero, nel nostro Paese…l’importante era dare addosso ad una atleta algerina, al Comitato Olimpico Internazionale, alla Francia stessa, perché i progressisti vogliono una società piena di trans ed extracomunitari! Un pessimo messaggio devastante anche per i giovani all’ascolto!
Carellata di giudizi sono usciti ancor prima del match . Il Ministro Salvini: “Basta con l’ideologia woke (?) , pugile trans non può partecipare ai Giochi, schiaffo all’etica dello sport”. Il Ministro Roccella : “I transgender non dovrebbero essere ammessi, sul ring potenzialmente pericolosa”. Il Presidente del Senato La Russa :”Tifo per una donna”.
Ma addirittura la Presidente del Consiglio Meloni pretende udienza a Parigi al Presidente del CIO per fare chiarezza sulla faccenda, invece di preoccuparsi di chiedere conto a chi ingessa col cartone! Sono anni che il Comitato Olimpico cerca di trovare regole certe per inquadrare i casi di chi ha tassi di testosterone alti e di chi ha o vuol cambiare sesso.
Nel caso di specie, attenendosi ai fatti e al merito della questione la strumentalizzazione è evidente quando si inizia a leggere il curriculum assolutamente non eccelso dell’atleta algerina. Prima di Parigi nessun successo in competizioni internazionali, addirittura sette sconfitte (che nella boxe sono tantissime) e questa sarebbe “il maschio tutto muscoli pericolosa sul ring”? Dai non scherziamo! A parte la farsa dell’incontro con Angela Carini gli altri match sono stati vinti ai punti e non certo con terribili e pericolosi pugni per le avversarie. Altro tema forte cavalcato contro Imane Khelif è stato perché “è stata squalificata dalla Federazione Internazionale Boxe”. Anche questo è stato un modo fuorviante e opaco di dire le cose perché la IBA è UNA delle tante pseudo federazioni / sigle che ci sono nel mondo della boxe che ne può contare almeno cinque o sei a livello dilettantistico e altrettanto a livello professionistico. Se poi si chiudesse l’informazione dicendo che questa “Federazione” è di un oligarca russo e che è stata messa fuorilegge dal Comitato Olimpico già cinque anni fa per illeciti e frodi penso si farebbe un servizio completo ai cittadini dire le cose per come sono. Per capire quanto il mondo della boxe abbia “qualche problema” basti dire che è stato escluso in toto dalle prossime Olimpiadi!
Quanto ad Angela Carini mi attengo a quanto detto da un grande della boxe italiana e mondiale, Francesco Damiani, Campione del Mondo Pesi Massimi: “So per certo che il suo allenatore le aveva consigliato di non farlo quel match, troppo clamore e polverone mediatico, non era tranquilla. Ma lei ha insistito ed ha fatto una figuraccia. Non puoi salire sul ring e abbandonare al primo pugno preso e dire “mi ha fatto male al naso” : e quando mai i pugni in faccia sono carezze .”
A rimarcare la brutta figura di Angela Carini anche un altro mito del pugilato italiano, Patrizio Oliva “Se Angela voleva protestare doveva farlo in altro modo. Così proprio no! Se sali sul ring devi combattere. Anche perché non possiamo far passare Imane Khelif per Cassius Clay, non è una pugile tecnicamente di alto livello, ha solo tanta fame e grinta” .
Per questo stridono le parole dolci nei suoi confronti da parte della nostra Premier e le carezze per tirarla su di morale : Angela Carini è una professionista a tutti gli effetti, da anni stipendiata da noi, cioè dallo Stato per fare la pugile in quanto atleta delle Fiamme Oro, Gruppo Sportivo della Polizia di Stato. Qualcuno le chiederà conto di quanto è successo? O la vedremo, come fin troppo spesso accade, in qualche lista candidata a qualcosa?
Se vogliamo parlare di quanto non è andato bene in queste Olimpiadi facciamolo ma in modo serio e non pregiudiziale: da Mattarella sotto la pioggia, alla mensa del villaggio non proprio efficiente, alle transportation in ritardo, alle riprese televisive un po’ troppo concentrate sui monumenti di Parigi anziché sugli atleti, ai tabelloni elettronici che ogni tanto saltavano, a qualche giudice un po’ “distratto”, a qualche campo di gara non proprio perfetto. Ma è successo a Parigi 2024 come a Tokyo 2020 così come Rio 2016 o Londra 2012, perché sta nella grandezza dell’evento stesso la naturale conseguenza di qualche problema o inefficienza. Le considerazioni su come ne sia uscito lo sport italiano meritano un capitolo a parte.
Parigi 2024 rimarrà nella storia per delle location di gara incredibilmente belle e per una partecipazione di pubblico mai vista prima. Ognuno si porterà dentro ciò che più l’ha emozionato, la medaglia che più l’ha fatto gioire. Come cantava l’indimenticato Califano: “ il resto è noia!”
*Tecnico Nazionale FITP





