
Io capisco il dramma di chi, dovendo rientrare nei ranghi, deve passare una sorta di esame ove si passi all’abiura, pur di riaccreditarsi quale affidabile oplita coscienzioso, ma quello che sta facendo Matteo Renzi in quest’ultima ‘uscita’ supera ogni immaginazione.
Dopo aver subito un attacco concentrico da parte della Magistratura asservita alla lotta politica e dei media che non si pongono domande circa le finalità di certe inchieste, ecco che Renzi indossa i panni cari a Piercamillo Davigo chiedendosi, (retoricamente) cosa mai abbia da nascondere la Meloni che reagisce con forza al tentativo di trascinarla nel tritacarne giudiziario per il tramite della sorella Arianna.
Proprio lui… Renzi Matteo che ha subito un botto di inchieste giudiziarie che avevano lui nel mirino, passando per padre, madre e parenti stretti.
Proprio lui che è impegnato da anni a difendersi da attacchi mossi da coloro che vogliono tacitarlo con ricatti giudiziari, in una comnistione di Politica e Magistratura imbarazzante.
Si deve essere improvvisamente scordato delle accorate perorazioni garantiste quando era lui nel mirino dei magistrati, nell’inchiesta Open, nell’inchiesta sulle false fatturazioni di mamma e papà, in quelle della magistratura di Cuneo per bancarotta fraudolenta della Chill Post, oltre ai fallimenti di Marmodiv e Delivery che vedevano coinvolti i suoi famigliari in altri procedimenti toscani.
Ma il cammino per Canossa è lungo ed impervio e…sprezzante come nessuno, eccolo Matteo, alzare il ditino contro il governo usando gli argomenti cari a Piercamillo Davigo.
Come un pennivendolo qualsiasi.
Che spettacolo deprimente.





