
Da quando Kamala Harris è stata indicata come concorrente alla carica di Presidente degli Stati Uniti, quella che era ritenuta una figura scialba e inconsistente è diventata, nella narrazione dei giornaloni una star del firmamento, una sorta di eroina che difende poveri, indifesi, cittadini di ogni colore, diritti di ogni specie.
L’ordine di scuderia degli editori dei giornaloni che vivono di pubblicità che ricevono solo se aderiscono alla narrazione voluta da chi la pubblicità la gestisce è di esaltare Kamala, nuova wonder woman che salverà l’America e il pianeta dal cattivo Trump.
Rasmussenreports, uno dei sondaggisti più autorevoli, sostiene che maggioranza degli elettori ritiene che la maggior parte dei giornalisti sia di parte e si aspetta che i media continuino ad aiutare Kamala Harris contro Donald Trump nella copertura della campagna presidenziale.
Rasmussenreports avverte, in una sua analisi comparata dei dati relativi a Kamala Harris e Donald Trump di non concedere credito al gaslighting, ossia ad un comportamento manipolativo in cui si cerca di far dubitare della validità delle proprie valutazioni; in questo caso del vantaggio di Trump.
Dai dati offerti da Rasmussen Trump, che era in vantaggio su Biden, lo è anche su Kamala Harris.


Dai dati raccolti l’8, l’11 e il 14 agosto, Trump totalizza il 49% dei voti e Kamala Harris il 45%.
Siamo ben distanti da quanto afferma, ad esempio, un sondaggio condotto dall’8 al 15 agosto dal New York Times con Siena College, in base al quale la vicepresidente Kamala Harris sarebbe in vantaggio sull’ex presidente Donald Trump di 5 punti percentuali in Arizona e in vantaggio nella Carolina del Nord, mentre Trump sarebbe in vantaggio in Georgia e Nevada, il che porrebbe i due candidati in parità nei quattro stati della Sun Belt (Stati chiave).
Secondo il sondaggio del NYT Harris sarebbe in vantaggio su Trump del 50% contro il 45% in Arizona e del 49% contro il 47% in North Carolina. Nel frattempo, Trump sarebbe in vantaggio in Georgia con il 50% contro il 46% e in Nevada con il 48% contro il 47% per Harris.
Il sondaggio, secondo il NYT avrebbe mostrato che i democratici sono nuovamente eccitati per la corsa con Harris come loro candidata, con l’85% degli elettori che affermano di essere almeno in parte entusiasti di votare. Questo numero avrebbe quasi raggiunto l’entusiasmo degli elettori per Trump.
Secondo un sondaggio Emerson College Polling/RealClearPennsylvania, l’ex presidente Donald Trump sarebbe in vantaggio di 1 punto sulla vicepresidente Kamala Harris nello stato chiave della Pennsylvania.
Vediamo ora cosa ci dicono non dei sondaggisti, ma dei siti di analisi dei sondaggi come Election Time, Revolut e Gold Crown Politics.


Per Gold Crown Politics, Kamala Harris ha 225 grandi elettori e Trump 313. Per Revolut Kamala Harris avrebbe 225 grandi elettori e Trump 312.





