
Lo strabismo è una condizione nella quale gli occhi sono mal allineati e non sono orientati nella stessa direzione: mentre un occhio fissa un oggetto, l’altro è rivolto all’interno, all’esterno, in alto oppure in basso.
Quando lo strabismo si associa al giornalismo il risultato è disastroso, in quanto chi scrive o narra perde di vista l’insieme e si concentra solo su un aspetto, con il risultato di non capire di cosa sta trattando.
Se poi lo strabismo è voluto, per acquiescenza alla propaganda imposta da chi distribuisce la pubblicità e vuole che si dicano alcune cose e non altre, allora il giornalismo si trasforma i camerierato di bassa lega.
Un esempio è quello di chi scrive che a distruggere il Nord Stream due è stato un gruppo di ubriachi, nonostante Zelensky non fosse d’accordo. Siamo oltre la bugia, siamo dell’ambito della follia.
Idem dicasi per quanto riguarda la presenza degli ucraini nell’oblast di Kursk, con Zelensky che sostiene che non vuole occupare quei territori e al contempo che vuole creare una zona cuscinetto, la qual cosa implica un’occupazione.
Rimane il fatto che Zelensky ha creato, con la sua iniziativa, danni all’Ucraina che vedremo nel tempo, a cominciare dalla messa in pericolo delle cinque brigate eccellenti che costituivano la riserva e che se Kiev le manterrà nel territorio russo saranno sacrificate.
Una prima reazione alla notizia dell’impresa ucraina relativa al Nord Stream 2 è che la Germania ha deciso di dimezzare da 8 a 4 miliardi gli stanziamenti per Kiev nel 2015.
La decisione tedesca avrà riflessi economici e politici sull’Unione Europea.
Un danno enorme all’Ucraina Zelensky l’ha prodotto interrompendo le trattative segrete di Doha sui siti energetici.
L’assistente presidenziale russo Yuri Ushakov, parlando alla testata russa Life, infatti, ha detto che, considerando “l’avventura” dell’Ucraina nella regione russa di Kursk, sarebbe del tutto fuori luogo che la Russia iniziasse negoziati in questo momento.
Yuri Ushakov ha anche aggiunto che le iniziative di pace proposte dal capo di Stato Vladimir Putin non sono state cancellate.
“In questa fase, data questa avventura, non parliamo” ha detto Ushakov. “Non so” quanto durerà la pausa prima dei negoziati, “tutto dipende dalla situazione sul campo di battaglia, anche nella regione di Kursk”.
Non v’è dubbio che sul cuscinetto si addormenteranno le trattative.
ISW (Institute or the Study of War) non a caso, prudentemente, scrive che “le forze ucraine hanno continuato gli assalti in tutto il loro saliente nell’Oblast di Kursk il 18 agosto e sono avanzate marginalmente a sud-est di Sudzha”.
Tuttavia la parte più impressionante dello strabismo dei media mainstream riguarda il fronte sud dove le autorità di Pokrovsk, la città ucraina vicina al fronte di Donetsk, citate da Radio Liberty, hanno detto che, dato il ritmo dell’avanzata dell’esercito russo, i residenti hanno una o due settimane per evacuare.
Secondo Serhii Dobriak, capo dell’amministrazione militare di Pokrovsk, il ritmo delle evacuazioni è aumentato: ogni giorno 500-600 persone lasciano la città. “Ad oggi, tutto a Pokrovsk funziona ancora”, ma “sappiamo che entro una settimana, queste operazioni si ridurranno gradualmente”, ha detto Dobriak secondo cui l’evacuazione forzata dei bambini sarà implementata in città già questa settimana.
La città è strategica in quanto rappresenta un nodo logistico fondamentale per l’esercito ucraino.

Come si può ben vedere, se i russi conquistano Pokrovsk, tagliano le vie di comunicazione che consentono all’esercito ucraino di sostenere il fronte di Ćasiv Jar, facendo crollare le difese in un’area che potrebbe consentire un avanzamento verso Kramators’k.
Le forze russe ieri hanno conquistato un nuovo villaggio nella regione ucraina di Donetsk, quello di Artyomovo, vicino a Bachmut. Lo riferisce il Ministero della Difesa di Mosca.
Diventa bollente anche la zona di Zaporizhzhia, dove da quanto ha esternato Zelensky potrebbero esserci delle iniziative ucraine per conquistare la centrale nucleare.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha infatti ieri accusato la Russia di “ricattare il mondo con la minaccia di una catastrofe nella centrale nucleare di Zaporizhzhia”. “Da oltre due anni, gli occupanti russi controllano la più grande centrale nucleare in Europa – scrive in un post su X – La presenza russa costituisce una minaccia fondamentale per la sicurezza rispetto alle radiazioni del nostro Paese, di tutta l’Europa e del mondo”.
“La Russia – afferma Zelensky – sta usando il territorio dell’impianto come base per lanciare attacchi contro Nikopol e altre località limitrofe e sta ammassando equipaggiamento militare e munizioni sul territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Solo il ritorno della centrale sotto controllo ucraino garantirà il pieno rispetto di tutti gli standard di sicurezza e la normalizzazione della situazione” nell’area.
Quattro giorni fa un drone ha attaccato un’auto con i deputati della repubblica interna russa della Baschiria nella regione di Zaporizhzhia, ferendo uno di loro.
L’esternazione di Zelensky segue qualla di Mosca che ha accusto l’Ucraina di voler colpire la centrale nucleare di Kursk. «Così – afferma il Cremplino metteranno a rischio tutta l’Europa».
Curare lo strabismo è essenziale per capire cosa sta accadendo, anche se molte cose andrebbero viste con il cannocchiale puntato su Washington, dove sempre più regna la confusione.





