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Aveva ragione la “Strega”

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Oriana Fallaci, strega

Il lungimirante lascito dell’immensa giornalista che ha sempre rifiutato ogni etichetta politica, definendosi una donna libera e indipendente

“Ascoltatemi bene. Aprite bene il cuore e il cervello e gli orecchi. Non durerò a lungo. Ergo, non so se potrò di nuovo dirvi a quattr’occhi la seguente verità: siamo sul bordo di una catastrofe.

Di questo passo l’Europa anzi l’intero Occidente cadrà nelle mani della teocrazia più feroce, più irrimediabile, più irreparabile che questo pianeta abbia mai conosciuto.

Se non la smettete di cedere all’invasore o di cullarvi nelle illusioni e nei calcoli cinici o sbagliati… Sveglia Occidente, sveglia! Siamo in guerra e bisogna combattere”.
Oriana Fallaci

Ricordo che sin da ragazzino leggevo, sul settimanale “l’Europeo”, i reportage di Oriana Fallaci, inviata speciale nei luoghi più critici e caldi del mondo.

Ammiravo il suo coraggio, la sua determinazione e soprattutto la sua schiettezza.

Non aveva peli sulla lingua e né il bisogno, annacquando ed oscurando, per opportunismo e per convenienza, di compiacere qualcuno.

Una donna libera!

Una vera giornalista!

Schietta, sostanziale, coraggiosa, indomabile ed incontenibile per le sue testimonianze dirette sulle brutalità, sugli inganni e sulle ipocrisie degli uomini più potenti e/o più inquietanti del mondo.

Sin da allora, ragazzino, avevo capito che ciò che separava un Giornalista libero (con la G maiuscola), da un generico commentatore, o da un politico, è che il primo non manipola le cose e non indugia su niente, ma osserva e scrive ciò che vede, mentre gli altri trasformano e soprattutto adattano e colgono ciò che più conviene!

Gli altri scrivono, salvo poche eccezioni, ciò che i loro lettori vogliono leggere!

I Giornalisti, invece, certificano i fatti, separandoli dalle opinioni e dai commenti.

Oriana Fallaci ci ha raccontato solo e soltanto ciò che vedeva, cioè i fatti, con la naturalezza della sua intelligenza e con la penna intrisa nel suo grande coraggio.

Per alcuni era “una strega” per quel suo modo d’essere tagliente, di non avere peli sulla lingua e di non mandarle a dire, ma dirle!
Non le mancava la voce, né la macchina da scrivere per trasformarla in storie coinvolgenti.

Ce ne aveva una per tutti… amici o nemici che fossero.

Non era una persona facile ed era per questo che tutti la temevano.
Assieme alla Libertà, Oriana amava l’Italia in modo speciale: amava la bellezza della nostra Terra ricca di arte, di genio e di cultura.

L’Italia libera l’amava sin dai tempi in cui, poco più che bambina (13 – 14 anni), a Firenze, nella sua Città, ebbe parte attiva nella Resistenza.

Col nome di battaglia “Emilia”, con la sua bicicletta trasportava, da una parte all’altra, messaggi segreti, giornali clandestini e armi dirette ai partigiani.

Il suo ideale umano era la civiltà: quella in cui libertà, arte, amore, coraggio e dignità prevalevano sulle violenze, sull’autoritarismo, sugli abusi, sugli orrori, sui crimini e sulle debolezze umane.

Odiava l’ipocrisia, la presunzione, la viltà; detestava la mancanza di coraggio, la mediocrità e il servilismo.

Oriana, già da tempo non c’è più!

Ma con i suoi scritti e il suo coraggio, non si risparmia ancora dal darci i suoi consigli e dal metterci in guardia.

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