
di Sergio Restelli
L’analisi delle dinamiche demografiche italiane rivela una situazione critica per le nuove generazioni. Il Paese sta vivendo un progressivo indebolimento del ruolo dei giovani nei processi di sviluppo e decisionali, il che genera un senso di impotenza tra i giovani che si sentono esclusi dalla costruzione del proprio futuro. Questo problema è amplificato dal fatto che i giovani italiani hanno trascorso tutta la loro vita in un contesto di alto debito pubblico rispetto al prodotto interno lordo, una sfida che altri paesi europei non condividono in egual misura. Inoltre, si trovano di fronte a una crescente domanda di spesa pubblica per la componente anziana della popolazione, mentre la popolazione in età lavorativa è in diminuzione.
Questo squilibrio rappresenta una sfida senza precedenti e accentuata rispetto ad altre economie avanzate. È fondamentale tenere presente che i giovani di oggi sono la prima generazione nata e cresciuta nel XXI secolo, e sono chiamati a fronteggiare sfide complesse come la transizione verso un’economia verde e digitale. Per invertire questa tendenza, è essenziale porre al centro delle politiche pubbliche il ruolo dei giovani e coinvolgerli attivamente nelle decisioni strategiche che plasmeranno il futuro del Paese. Attualmente, i giovani italiani percepiscono una mancanza di riconoscimento e opportunità, il che alimenta una sensazione di debolezza nel presente e di incertezza per il futuro, aggravata da disuguaglianze di genere, sociali e territoriali. La carenza di investimenti nella formazione, nell’orientamento professionale, nella ricerca e nell’innovazione ha esposto i giovani italiani al rischio di diventare “Neet,” una categoria di giovani che non studiano e non lavorano ed è in netto contrasto con quanto avviene in altre economie europee, e ha contribuito a rendere i giovani italiani cauti e diffidenti riguardo alle proprie prospettive di carriera. Il disinvestimento nei giovani può avere conseguenze a lungo termine, poiché molti di loro potrebbero perdere fiducia nel Paese e rinunciare a investire nel proprio futuro ed indebolirebbe ulteriormente la società e l’economia italiane.
Per invertire questa tendenza, è necessario concentrarsi sul rafforzamento del ruolo delle nuove generazioni nell’economia e nella società italiane, offrendo loro opportunità concrete di crescita e sviluppo. Questo non è solo un atto di giustizia verso i giovani, ma un investimento nell’intera collettività, poiché un ingresso solido nella vita adulta beneficia di tutti. Se l’Italia desidera evitare di perdere un’intera generazione, deve creare un ambiente in cui i giovani possano immaginare un futuro migliore e avere effettive opportunità di successo. Consideriamo il destino di un giovane italiano in questo contesto. Immaginiamo un giovane di meno di trent’anni che si è formato in un’Italia con un alto debito pubblico, un’impennata della spesa per la popolazione anziana e una diminuzione della popolazione in età lavorativa. Questo giovane, nonostante il suo impegno e la sua preparazione, fatica a trovare un lavoro che gli permetta di mettere a frutto le sue competenze.
Inizialmente, può sentirsi frustrato e demotivato dalla mancanza di opportunità nel proprio paese. La difficoltà di trovare un lavoro adeguato potrebbe costringerlo a sottostimare le sue ambizioni e a limitare la sua crescita professionale. Potrebbe sentirsi intrappolato in un circolo vizioso di bassa occupazione, con una diminuzione delle opportunità di guadagno e di realizzazione personale. Questa situazione potrebbe influenzare anche le sue scelte personali ed essere riluttante a impegnarsi in relazioni durature o a considerare di formare una famiglia, considerando l’incertezza economica e le limitate prospettive di carriera inoltre potrebbe diventare anche essere meno incline a investire nella sua formazione continua, rinunciando a sviluppare ulteriormente le sue competenze.
A lungo termine, se questa situazione perdura, il giovane potrebbe decidere di cercare opportunità all’estero, spingendo il Paese a perdere il suo capitale umano meglio preparato. Questo indebolirebbe ulteriormente l’Italia, poiché le menti giovani e talentuose emigrerebbero in cerca di opportunità migliori altrove. In definitiva, un giovane in questa situazione potrebbe affrontare sfide significative nella sua vita personale e professionale a causa della mancanza di opportunità e riconoscimento nel suo paese. La sua partenza potrebbe anche avere un impatto negativo sull’Italia, contribuendo al declino demografico e alla perdita di talenti.
Riflettere….





