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Nella trappola dei piripiri

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Nella trappola dei piripiri

Le regole condominiali dell’inclusione

«Pssss… ciscolina profumina?».

«Eh, che c’è?».

«Capisco il tuo desiderio di voler venire ad abitare in una città inclusiva come Boldrogna, nel quartiere più multietnico della città e in un palazzo recensito su Migrantadvisor…».

«Embè?».

«Però quello che dice l’amministratore di condominio, non lo capisco. Tu capisci qualcosa?».

«Solo “terrazzo” e “gru”. Forse stanno discutendo di qualche lavoro straordinario. Poi ci leggiamo il verbale con calma, a casa».

«Ma ha riempito il foglio di scarabocchi, sembra il Jackson Pollock del Piripiristan dopo un kebab alla mescalina».

«Lo facciamo tradurre all’AI, non ti preoccupare. Continua a seguire».

«Scusate se mi intrometto, mi chiamo Aziz e abito al piano terra, sopra il vostro appartamento. Mi sembra di intuire che non stiate capendo nulla, giusto?».

«Io zero e la mia compagna, Marialepora, conosce qualche parola. Piuttosto, io mi chiamo Gianleporo, piacere».

«Come mai conosce il piripiri, Marialepora?».

«Lavora al Comune e i corsi di piripiri sono obbligatori».

«Ci credo, mio fratello Abdul è assessore alle pipette e non parla una parola di italiano».

«Di cosa sta parlando, l’amministratore?».

«Le solite cose… come mai siete venuti ad abitare nel nostro edificio?».

«Ci aspetta un inverno di manifestazioni, devastazioni e saccheggi. Da qui possiamo arrivare in centro anche a piedi».

«Una curiosità, perché distruggete casa vostra?».

«Da quanto ho capito, serve a creare incertezza e paura, in questo modo il paese crolla economicamente e la finanza internazionale può speculare in tranquillità. In cambio ci metterà al potere».

«E vi prestate a ciò?».

«Parli così perché in Piripiristan non c’è il fascismo, è facile per te».

«Chiaro, date fuoco alla vostra dispensa perché ambite a mangiare la merda del padrone che ora possiede tutto, e questo perché c’è il fascismo… poi dice che uno non vi invade».

«Come?».

«Non importa. Ah, l’amministratore sta parlando di voi».

«Che dice?».

«Sta spiegando ai condomini che siete la nuova coppia che abita il sotterraneo, che ancora dovete ricevere il benvenuto della comunità e che spera che non creiate problemi».

«Problemi? Che problemi dovremmo creare? Siamo antifa inclusivi, mica dei fasci».

«Questo si nota, tranquilli».

«Scrotino morbidino, fallo finire».

«Dice che il condominio è molto fiscale in fatto di comportamenti e abitudini. Marialepora dovrà indossare il velo integrale, rimanere in casa e crescere i figli della comunità insieme alle altre donne. Tu, Gianleporo, ti taglierai quella capigliatura poco virile, ti darai una strigliata e ti farai crescere la barba. Questo prima della conversione».

«Della conversione?».

«Se non vi convertite non potete abitare qui, è la legge».

«Guardate che la legge non obbliga a…».

«Qui vige la nostra, di legge».

«Ma voi siete scemi tutti, torniamo a casa, sfinterina purpurina, questi sono pazzi furiosi».

«Senti, di’ all’amministratore di ‘stocazzo che io il velo…».

«L’amministratore non parla con le donne. Fai tacere tua moglie».

«T’ha detto che non sono la moglie, sno l sua compagna».

«Non siete sposati? Aziz, portami delle pietre, subito!».

«Ma l’amministratore parla italiano?».

«Tutti noi parliamo italiano, per ora, poi sarete voi a parlare il piripiri… state già iniziando a studiarlo, no?».

«Senti, Jafar dei miei coglioni..».

«Marialepora non deve rivolgersi all’amministratore, ha capito? Si offende!».

«Ehi, diamoci una calmata, eh? Noi siamo italiani e seguiamo le leggi del nostro paese, voi fate come vi pare ma non rompeteci le palle, per favore. Ora ce ne torniamo a casa nostra e la chiudiamo qui».

«L’amministratore è contrariato, la tua donna gli ha mancato di rispetto e tu non ti comporti da uomo. Sta mettendo ai voti la vostra esecuzione…».

«La nostra cosa? Ora chiamo la polizia, vi denuncio tutti, bestie che non siete altro…».

«Ahahahahahahah, stai calmo, stavamo scherzando…».

«Come?».

«Che razza di…».

«Sì, era per ridere…».

«Ma che cazzo di scherzi sono questi? Ci fai pure l’amministratore di condominio?».

«Tipico umorismo piripiristano. Ci piace giocare con le vittime, specie se sono antifa sfigati come voi».

«Non siamo sfigati».

«Sì, sì… Aziz, legali!».

«Fermo, Aziz ma che fai…».

«Ahahahah, ancora? Ma non lo capite che vi stiamo prendendo in giro?».

«Non è divertente, vieni Marialepora, andiamo».

«Aziz, chi vuoi stuprare prima, lei o lui?».

«Ma voi siete scemi, Marialepora…».

«Ahahahahah, siete proprio dei soggetti, boccaloni e vigliacchetti. Andate a casa che è tardi, piccoli pupetti indifesi. Come lo combattete il fascismo, trattenendo il respiro e stringendo i pugnetti?».

«Avete dei modi veramente barbari… vieni clitorina squirtina».

«Aziz, tu sfonda prima lei, noi ci divertiamo prima col ragazzo».

«Ma cos…».

«Ahahahahah, che stupidi… simpatici ma stupidi».

«Dai, Marialepora, andiamo».

«Sì, andiamo».

«Ma è chiuso a chiave?».

«Oops!».

Autore

  • Nikolàj L'vovič Tuzenbach

    Nikolàj L'vovič Tuzenbach, Cronache dal Kali Yuga è un progetto di fiction social. Su vita, universo e tutto quanto...

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