Obiettivo: far capire a tutti che è il parastato che comanda
«Ho la chat sotto controllo, dobbiamo fare una videocall, ci siete tutti e duecentomila?».
«Quasi, ci siamo solo io, Cusmano e Franchino».
«Ciao, Yousse’».
«A seccooooh!».
«A Franchi’, che te strilli?».
«Arturo ha ragione, Franchino, non urlare».
«E chi urlaaaaah, io parlo proprio cosììììh».
«Vabbè, allora iniziamo. C’è da organizzare la prossima manifestazione a sorpresa, il tema sceglietelo voi. L’importante è devastare tutto ed espropriare più beni di lusso possibile».
«Tanto per cambiare…».
«Chi ha parlato?».
«Io».
«Tu quoque, Arturo?».
«Quoque io, Yousse’. Senti, se semo rotti le scatole de sfascia’ tutto, non potremmo organizzare qualcosa di diverso, che so, ‘na pizzata?».
«Arturo, dobbiamo far cadere il Governo, creare conflitto, caos e incertezza, far capire a tutti che il nostro parastato, comunque, è quello che comanda in Italia e come lo facciamo arrivare al popolino? Con quattro pizze e tre birre?».
«Ahò, a seccoooooh, fattela ‘na biretta ogni tantoooh, che ar padreterno je rimbalza se bevi o no!».
«A Franchi’, er Padreterno nostro nun è lo stesso che c’hanno loro, a quello loro je frega, eccome».
«Però possono ave’ parecchie mogli, e noi solo una… che sfigaaaah!».
«Preferisco quattro birre e una moglie piuttosto che quattro mogli e nessuna birra».
«Io prendo anche un supplì, oltre la pizza, voi?».
«Arturo, pensa a saccheggiare bene e a non farti sfilare le scarpe da sotto il naso dai maranzetti di undici anni, piuttosto».
«E che Arturo se le prova, prima de rubarle».
«Se te vanno strette che fai, chiami er commesso? Dicaaaaah, me porta er quarantasette e mezzooooh?».
«Compagni, stiamo divagando, abbiamo una manifestazione a sorpresa da organizzare. Qualche proposta?».
«Le olive ascolane? Una porzione so’ quattro olive, le ordino?».
«Ahò, compagni, la fate finita? Niente pizza. Si scende in piazza, si devasta la città, rubate quello che vi pare e poi tutti da Corrado a lamentarci del fascismo, della polizia e delle strutture indecenti».
«Yousse’, ma tu puoi venire? Non t’hanno arrestato?».
«Rimango a casa. Gli avvocati stanno lavorando per denunciare tutti e farmi risarcire dallo stato. Sono sereno. Piuttosto, come mai solo voi tre? Eravate una moltitudine agguerrita e motivata, dove sono finiti gli altri?».
«I maranzetti stanno ai giardinetti, a sfoggiare scarpe e cappelletti».
«Gli studenti so’ tornati a casa, a guarda’ i cartoni animati giapponesi».
«Mentre i pensionati so’ andati a letto dopo il telegiornale».
«E gli antifa? Gli antagonisti? Loro sono le nostre truppe cammellate più affidabili, i giannizzeri più feroci, i mercenari più fedeli, perché non ci sono?».
«Quelli escono solo a comando, aspettano il segnale dalla regia».
«Mica avrai pensato che ti abbiano preso in considerazione, vero?».
«Ma c’hai le donne a casa, Yousse’?».
«Non so’ donne, so’ le femministe der centrosociale».
«Er secco ha trombatoooooh! E annamoooooh!».
«Ma come mai stanno lì, Yousse’?».
«E che vi devo dire? La fama, la notorietà, da quando hanno pubblicato tutti la mia foto, c’ho la fila…».
«Bella pe’ te, seccoooooh!».
«Se lo sapevo me facevo arresta’ pure io».
«A Cusma’ te sei un cesso, mica sei er Gianluca De Ceglie dell’attivismo propal come Youssef».
«Er secco c’ha le groupie come i Deep Purple, e annamoooooh!».
«Concludiamo, compagni, voi andate a truccarvi da infiltrati e ci vediamo in piazza tra due ore. Io sento l’avvocato, la direzione, i giornalisti, Corrado e vi raggiungo».
«Che dite, Youssef se farà ‘n antra chiattella, prima de usci’?».
«Che sei invidioso, Cusma’?».
«A rega’, io dopo la pizza me prendo ‘na sbriciolata alla Nutella, voi?».





