La soluzione della vertenza appena conclusa rinfocola gli animi
Vicenda autotrasportatori quasi del tutto conclusa. All’orizzonte i tassisti. Seguiranno altri.
So di essere scandalosamente controcorrente, ma a me l’iniziativa presa dal Governo non è piaciuta. A maggior ragione perché sotto il peso di un vero e proprio ricatto.
Si è data la stura, spero di sbagliare ma non credo, alla logica dell’intervento di emergenza sulle attività produttive quando crisi importate – ancorché poggiate su antiche improvvide scelte e carenza interne – creano problemi economici anche seri a chi quelle attività gestisce.
L’intera collettività chiamata a pagare una crisi settoriale in un mercato che sembra aver dimenticato cos’è il rischio di impresa e, dunque, pretende – non chiede, pretende – di avere “conforti”.
E, per farlo, va nell’illegalità più becera: blocchi che sono un attacco alla legge e all’interesse e ai diritti delle collettività. Tutto normale, a quanto vedo dal timido bisbiglìo di condanna. Non lamentiamoci: ne arriveranno altri.
D’altronde, è tutto logico. Chi si è inventato gli “extra-profitti” doveva aspettarsi che sarebbero usciti fuori le “extra-perdite”.
Della serie: socializziamo le perdite di impresa visto che socializziamo i profitti quando sono “di più”. Una logica di mercato che mi interesserebbe studiare, ancorché assomigli in qualche modo al modello sovietico leninista, a condizione di capire, però, come si immagina questo processo in tutto il suo sviluppo progettuale di “economia sociale”.
Perché se questa è la logica, perché fermarsi qui?
Faccio un’ipotesi, che è molto meno “provocazione” di quanto appaia: perché solo chi produce deve avere un aiuto e non anche chi affronta la crisi del “carrello della spesa”? O quella degli affitti?
Ce la caviamo con qualche altro bonus, sistema ormai strutturale nella logica di una politica che sa solo rivendicare ma non ha risposte da dare?
Infatti: qual è lo sbocco finale?
Non rispondere a questa domanda è la più grande truffa possibile. Ed è quella in atto.
Leggo e sento, indirizzate al Governo, accuse di ogni tipo: la stragrande maggioranza di esse poggiate su menzogne che non costa niente gettare sul tavolo come dadi truccati.
Ora la soluzione della vertenza appena conclusa rinfocola gli animi. Della serie: “A loro si, bene. E a me?”.
L’ipotesi che ho fatto prende piede. E c’è chi soffia sul fuoco.
Ma questa irresponsabilità ha molti padri: e non solo nell’opposizione.





