“Non hanno più aerei, né navi, né altro. Non hanno più leader. Quelli di primo livello sono scomparsi, così come quelli di secondo livello”
A cura di Agenzia Nova
Le operazioni militari USA contro l’Iran “Midnight Hammer” ed “Epic Fury”, condotte rispettivamente nel 2025 e nel 2026, hanno “annientato la capacità di arricchimento nucleare” iraniana, sconfiggendo Teheran “militarmente, finanziariamente e sotto ogni altro aspetto”.
Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump citato da CNN, sostenendo che le operazioni militari abbiano gravemente compromesso le capacità difensive del Paese e decimato i suoi vertici.
“Non hanno più aerei, né navi, né altro. Non hanno più leader. Quelli di primo livello sono scomparsi, così come quelli di secondo livello”, ha dichiarato durante un comizio elettorale in Georgia.
Con tono sarcastico, Trump ha quindi fatto riferimento alle difficoltà di un eventuale negoziato con Teheran, affermando di dover interrompere l’eliminazione dei dirigenti iraniani per non ritrovarsi senza interlocutori: “devo smettere di eliminare i loro leader, perché devo capire con chi diavolo stiamo negoziando”, ha aggiunto.
Trump è poi tornato sulla decisione, assunta durante il suo primo mandato nel 2018, di ritirare gli Stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l’accordo sul nucleare iraniano raggiunto nel 2015 durante la presidenza di Barack Obama. Definendolo “uno dei peggiori accordi mai conclusi”, Trump ha ribadito la convinzione che il trattato avrebbe consentito all’Iran di avvicinarsi alla realizzazione di un’arma nucleare.
“L’ho cancellato, fortunatamente appena in tempo”, ha dichiarato.
A proposito delle recenti proteste, Trump ha detto: “La Francia sta bruciando perché ha aperto le frontiere a persone che la odiano. Sapete cosa bisogna fare con queste persone? Non permettere mai loro di entrare nel vostro Paese. È quello che facciamo noi”.
Il presidente USA ha anche accusato le autorità francesi di impedire alle forze dell’ordine di intervenire efficacemente contro i disordini.
“Hanno la polizia in Francia, ma non le permettono di fare il proprio lavoro”, ha detto, contestando anche la ricostruzione secondo cui le manifestazioni sarebbero legate principalmente alle difficoltà del sistema educativo nazionale.
Sfruttando il tema in ambito elettorale, Trump ha attaccato il senatore democratico della Georgia Jon Ossoff, accusandolo di voler favorire l’ingresso negli Stati Uniti di milioni di migranti provenienti dai Paesi in via di sviluppo, da lui descritti come una minaccia alla sicurezza e alla società statunitense.
“Non permetteremo che accada”, ha assicurato.
La risposta iraniana
Secondo quanto riportato dall’agenzia d’informazione iraniana Wana, per il presidente del Parlamento della Repubblica islamica, Mohammad Bagher Ghalibaf “l’Iran non farà passi indietro di fronte alle minacce militari degli Stati Uniti e qualsiasi accordo con Washington dipenderà da un cambiamento nell’approccio statunitense e da un risarcimento concreto per gli impegni violati”.
Ghalibaf ha affermato che dichiarazioni e promesse degli USA non avranno alcun peso per l’Iran finché Washington non abbandonerà “prepotenza e avidità” e non adotterà “misure concrete per rimediare agli impegni non rispettati”.
Il presidente del Parlamento ha aggiunto che “le minacce di una guerra su vasta scala o di omicidi mirati non indeboliranno la determinazione dell’Iran a difendere la propria integrità territoriale e a perseguire i propri diritti e interessi nazionali”.
Secondo Ghalibaf, Washington “è entrata in una crisi a causa di errori di calcolo” e “ora deve compiere i passi necessari per trovare una via d’uscita”.
Infine, ha sottolineato che l’Iran non cederà alle pressioni militari o mediatiche, avvertendo che qualsiasi violazione dell’integrità territoriale del Paese sarà accolta con una risposta.





