di Gianvito Caldararo
Per il ministro Giorgetti, il Superbonus così com’è è insostenibile. Lo stesso dochiara: “Il Superbonus ha effetti negativi sui conti pubblici, ingessa la politica economica, non lascia margini ad altri interventi”. Gli risponde Conte del M5S, che da presidente del Consiglio, fu l’artefice, unitamente all’on. pentastellato Fraccaro, del Superbonus 110%: ” il Superbonus ha contribuito alla crescita economica e abilitato risparmi in termini di consumi energetici e delle emissioni di CO2 (anidride carbonica)”. In realtà, Conte fa riferimento allo studio di NOMISMA, la società di consulenza strategica e aziendale fondata da Prodi e da altri economisti, la quale sul Superbonus ha evidenziato che “ha avuto un impatto positivo pari a 195.2 miliardi di euro, ha aumentato l’occupazione di circa 1 milione di unità, di cui 641 mila occupati nelle costruzioni e 351 mila nei settori collegati, oltre ad aver favorito la transizione ecologica, con la riduzione del 50% di CO2 e risparmi nelle bollette dal 30,9% al 46,4%.
Anche la Banca d’Italia nel corso dell’audizione alla Camera, sugli effetti macroeconomici dei bonus, sottolinea l’impatto positivo in termini di investimenti in costruzioni aggiuntivi, occupazione e transizione ecologica. non omettendo di evidenziare l’impatto negativo sull’inflazione, avendo provocato l’aumento delle materie prime. Sottolineando la necessità di valutare attentamente l’impatto dei costi sui conti pubblici, che rischiano di essere “insostenibili” per il bilancio dello Stato.
La scommessa sul Superbonus era la seguente “consentendo alle persone di rifarsi la casa a spese del contribuente, si sarebbe messo in moto un mercato talmente vasto e vivace che, grazie al magico e generoso moltiplicatore, alla fine i lavori si sarebbero pagati da sé”.
Il risultato è stato esattamente il contrario, cioè le spese per la riqualificazione degli edifici si sono interamente scaricati sul bilancio dello Stato, gettando, inoltre, come afferma il ministro Giorgetti, “benzina sul fuoco dell’inflazione che proprio in quel momento si stava risvegliando”.
Peraltro il Superbonus non può essere neanche qualificata come tradizionale misura keynesiana, in quando Keynes sosteneva l’utilizzo della spesa pubblica durante un fase di recessione, ma era molto prudente durante la fase di crescita economica.
Il Superbonus, nato in una fase di recessione, è stato poi prorogato nel 2021 e 2022, anni che hanno segnato una significativa crescita del PIL. E ciò fa dire a Conte, che “l’Italia era la locomotiva d’Europa”.
Il risultato finale è che il debito pubblico è cresciuto ulteriormente, mentre il bilancio dello Stato, già rigido per una serie di spese incomprimibili, come il servizio del debito e la spesa per le previdenza, ne esce ulteriormente vincolato, togliendo spazio per nuovi interventi. La stessa Ragioneria Generale dello Stato, spesso vista come il guardiano attento dei conti pubblici, ha dovuto ammettere di aver sottovalutato l’impatto del Superbonus e degli altri bonus di oltre 40 miliardi di euro. Infatti, in questa circostanza la ” bollinatura” non è riuscita a sventare una manovra che si è rivelata “un pò azzardata”. Infatti, lo stesso Conte, con il senno di poi, ha ammesso che “non ho mai pensato che il Superbonus potesse reggere al 110 per cento”.
Il ministro Giorgetti è preoccupato, a giusta ragione, per quanto riguarda la prossima legge di bilancio. Infatti, la situazione registra un conto di 109 miliardi di euro da pagare. Nei conti dell’Agenzia delle Entrate ci sono ad oggi crediti ceduti per 142 miliardi di euro, non tutti utilizzati. Di questi, dando credito a fonti ministeriali, 12 miliardi sono derivati da truffe. Ne consegue che dei 130 miliardi di euro, ne sono stati compensati solo 21 e, quindi, sono 109 miliardi di euro da portare in compensazione. Ed è questa situazione che ha fatto dire al ministro Giorgetti, al forum di Cernobbio organizzato da Ambrosetti:
“Paghiamo il conto del Superbonus: ci hanno mangiato tutti, se ci penso mi viene il mal di pancia”. La Meloni attacca il Superbonus e Conte che gli risponde: “E’ disperata, le serve un capro espiatorio”. Un confronto Giorgetti – Conte servirebbe a mettere fine al balletto delle cifre e far venir fuori la verità. La verità è che un paese con un debito di oltre 2.800 miliardi di euro non può sostenere una miriade di bonus. Ed è proprio Enrico Zanetti, già vice ministro, che afferma:
“Disastro Superbonus: come l’Italia ha bruciato miliardi. Una situazione esplosiva sempre più complessa”. Ha ragione l’economista Marco Fortis, molto vicino a Renzi, che sostiene che al “Pil – Prodotto Interno Lordo – serve una scossa”. E’ finito l’effetto Draghi. L’economia Italiana, sempre secondo Marco Fortis, “ha bisogno del PNRR”.




