
di Nino Orlandi
Certo, non sono pochi gli ostacoli di varia natura che non consentono di sentir spirare finalmente un’aria diversa in questa Italia ingessata è paralizzata da mille norme più dannose che inutili e da mille pregiudizi, sparsi a piene mani da chi non considera gli altri portatori di una cultura diversa, ma dei rozzi cialtroni. Per non parlare dei più recenti e ingenti danni alle finanze pubbliche causati da qualche imbonitore in monopattino, da qualche mancata attricetta su banco a rotelle, da qualche signor nessuno che ha distribuito col bonus 110% un centinaio di miliardi, quasi fossero suoi, non nostri, anche a chi i soldi già li aveva.
Eppure un’aria diversa si può iniziare a farla circolare. Come? Ribaltando le agende. Ad esempio:
1- qualcuno, paracadutato alla guida di quello che per un breve tempo fu un partito riformista, raccoglie le firme per un referendum che abroghi il Job’s-Act? Perché, invece di rimanere sulla difensiva, non proporre di estendere il Job’s-Act ai dipendenti pubblici, che diverrebbero licenziabili come quelli privati, vedi certi funzionari perennemente “fuori stanza”, o certi insegnanti che non hanno letto un libro dopo aver vinto un concorso?
2- ci sono quelli che si dichiarano favorevoli a pratiche riproduttive che sfruttano la miseria di donne usate come fattrici? Perché non approvare subito una legge che questa fattispecie reato perseguibile in Italia, anche se commesso all’estero?
3- c’è chi si straccia le vesti perché un generale dice cose che smascherano il “senso comune” predicato da decenni? Perché non difendere non solo il suo diritto di opinione, ma il diritto della grande maggioranza dei cittadini di poter finalmente dire ad alta voce quelle cose che il buon senso ha conservato nell’animo di tanti?
4- Pretendono di costringerci a salvare il pianeta dalle emissioni cinesi, indiane e americane, mettendo davanti casa una colonnina per alimentare l’auto con elettricità prodotta bruciando gasolio? Perché non ridergli in faccia?
5- C’è ancora qualche partito o sindacato che, sulle orme di ministri come Berlinguer, propone altre riforme della scuola, magari affidando agli Organi Collegiali anche il compito di attribuire i voti? Perché non proporre semplicemente la abrogazione di tutte le riforme precedenti e ritornare alla riforma Gentile?
6- Orlando, Bonafede, Cartabia: riforme a pezzi e bocconi del processo civile: inutili e spesso dannose. Perché non ritornare al codice di procedura civile del 1942, copiato da mezzo mondo, dove i rinvii non superavano i 15 giorni e il processo durava massimo sei mesi?
Non servono soldi per fare queste cose: serve solo un po’ di coraggio. E un po’ di rispetto per la nostra storia e la nostra cultura millenaria.





