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FIRENZE UN EMBLEMA DELL’ ITALIA CHE CONTAVA

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di Massimo Coccia

“Fiorenza dentro dalla cerchia antica, ond’ella toglie ancora e terza e nona, si stava in pace, sobria e pudica” (Paradiso, XV, 97-99 Dante)

La Toscana è una terra che nel Rinascimento ha prodotto il meglio della cultura e arte italiana. I suoi artisti e poeti sono i pilastri di quella che fu l’epoca più proficua da un punto di vista della creazione artistica italiana. La genesi di questi successi si può spiegare risalendo al periodo Rinascimentale italiano con Firenze come città più rappresentativa considerando l’enorme concentrazione di ricchezze accumulate dalle famiglie di banchieri e commercianti toscani.

Possiamo annoverare tra queste importanti famiglie i Medici come coloro che assursero a ruoli apicali nel governo della città di Firenze. Già in epoca Rinascimentale alcune famiglie quali i Peruzzi e i Bardi prestavano denaro in tutta Europa. Arrivarono Giotto e Dante Alighieri con le loro opere mirabili e in quel periodo nel 1340 Firenze aveva gli stessi abitanti di Londra e un Pil pari al Pil complessivo dell’Inghilterra. A un certo punto della storia di Firenze le famiglie dei ghibellini furono spodestate dai ricchi mercanti guelfi. In seguito, gli operai e le classi disagiate di quell’epoca si ribellarono ai ricchi mercanti, capeggiati da Silvestro Medici che fomentò la ribellione attirandosi le simpatie di questi poveri cittadini. Questo cosiddetto popolo non si rese conto che i Medici, con il favore del popolo, posero le basi per regnare a Firenze per molti anni e in modo quasi impercettibile la libertas fu messa a rischio e i politici di oggi ne dovrebbero trarre insegnamento da questi accadimenti del passato.

I Medici cominciarono a finanziarie architetti, scultori, pittori e poeti. Con la loro attività bancaria finanziarono il Rinascimento fiorentino. Firenze diventò grazie a Cosimo un fitto tessuto di splendidi palazzi, piazze, strade e giardini che avevano la caratteristica di essere uno splendido macrocosmo. Nella Firenze dell’epoca si comincia a intravedere il primo embrione di cittadino europeo ma con la scomparsa di Lorenzo dei Medici questo sviluppo economico si attenuò. Questa fase d’incredibile sviluppo economico e artistico del Rinascimento finì con il frate Savonarola un leader carismatico che condannò la corruzione del clero per poi finire arrestato e giustiziato.

Finita la fase Rinascimentale la famiglia dei Medici continuò a restare al centro dell’attenzione nei decenni successivi con 3 Papi e due Regine. I Medici nel tempo diventarono una famiglia composta di nobili regnanti e Duchi cominciando a investire in sfarzose opere monumentali. Michelangelo creò le sue bellissime sculture di marmo e il Vasari dipinse i suoi affreschi. Con Cosimo I Dei Medici e Ferdinando ricominciò a rifiorire arte ed economia, si costruirono gli Uffizi e nacque la prima accademia artistica d’Europa, furono creati i meravigliosi giardini botanici e l’opificio delle Pietre dure. A un certo punto il clero prese il sopravvento con l’inizio dell’inquisizione a cominciare da Galileo.

Come in tutta la storia del mondo nulla però dura per sempre e a un certo punto Firenze e la sua economia cominciò a ristagnare e gli ultimi regnanti furono mediocri. Tra questi possiamo includere Gian Gastone dei Medici un duca privo di capacità di governare. Nel 1737 per fortuna l’ultima erede dei Medici, Anna Maria Luisa dei Medici negoziò con gli Asburgo-Lorena un accordo tramite il quale questi ultimi si impegnarono a non trafugare nessun tesoro da Firenze riuscendo a preservare tutti gli oggetti e i monumenti più preziosi della città che ancora oggi si possono ammirare. Questa duchessa dei Medici fu la protagonista assoluta di quel periodo e riuscì a salvare Firenze preservandola per consegnarla alle future generazioni integra, in possesso di tutte le sue ricchezze artistiche.

Ancora oggi Firenze rimane una città a forte vocazione turistica e proprio grazie ad Anna Maria Luisa, visitando Firenze riusciamo ancora ad emozionarci di fronte al Davide di Donatello e alla Primavera del Botticelli per non parlare della Medusa del Caravaggio. Percorrendo Ponte vecchio, si sentono musicisti che suonano melodie eccelse e girandosi verso l’Arno si può percepire un aurea mistica che avvolge la città, mista al luccicare dell’ oro nelle vetrine degli orefici simbolo di un epoca che ci ricorda i fasti del passato e di un benessere che cerca di oscurare la spiritualità emanata dalle varie chiese monumentali della città e quest’ultima è avvolta da paesaggi e colline con ville e splendidi castelli dominata in passato da signori e signorie, con prati e viali alberati che emanano un profumo di fiori inebriante che ci rimanda alla Primavera appena spuntata, la stagione che per eccellenza rappresenta la rinascita della natura in un ciclo che si ripete nel tempo senza fine.

I Giardini di Boboli che circondano la reggia di Palazzo Pitti sono stati i primi modelli di costruzioni che hanno replicato in molte corti europee. Questi giardini fanno da cornice a Palazzo Pitti edificato da Cosimo I dei Medici nel 1550 che fu la residenza dei nuovi regnati Asburgo-Lorena e infine dei Savoia. Percorrendo a piedi questa città rimane in noi una sensazione di bellezza per aver assistito a uno spettacolo che racchiude tutto ciò che l’essere umano è riuscito con la sua intelligenza a realizzare di meraviglioso in questo pianeta e a dar lustro al suo genio e alle sue capacità creative che lo avvicinano al divino che in parte è in ognuno di noi.

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  • Redazione

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