
di Giovanni Fasanella
E ADESSO, PACE O GUERRA SENZA FINE?
Commentando il mio scritto, sottoriportato, un mio lettore chiede:
Carissimo,
con le due recenti operazioni militari ucraine in territorio russo, credo che il conflitto sia entrato in una nuova fase. E anche la decisione dell’UE di autorizzare l’impiego di armi europee contro obiettivi situati in Russia, ne è una conferma.
L’Ucraina stava perdendo la guerra e il mondo libero non poteva consentire a Putin di vincerla. Dunque, si è cercato di riequilibrare la situazione. E poi? Il poi è molto più complicato, perché sono tanti i possibili scenari, e non certo piacevoli.
Quello più auspicabile, naturalmente, è che aiutando Zelensky a non soccombere, lo si metta nella condizione di poter trattare una pace onorevole con Putin. Ammesso che i due contendenti e i loro supporter desiderino davvero giungere a un cessate il fuoco.
Ed è proprio questo dubbio che proietta le ombre più inquietanti. Vogliono davvero la pace? E dove ci porterebbe un conflitto senza fine, in cui fossero superate tutte le “linee rosse”, vanificando ogni effetto deterrenza?
Temo, purtroppo, che si passerebbe da un conflitto globale a bassa intensità a una terza guerra mondiale conclamata.
Occorrerebbe una nuova Yalta. A dirla tutta, sarebbe stata necessaria già 34 anni fa, all’indomani della caduta del Muro. Ma i Roosevelt, gli Stalin e i Churchill, caro Guido, nascono ogni morte di Papa.
A proposito. Sarebbe servita anche una Chiesa più influente e autorevole, capace di esercitare un ruolo nelle crisi globali. Ma in questi decenni è stata indebolita sistematicamente, dall’interno delle sue stesse strutture e dall’esterno.
PERCHE’ I “CERCAPERSONE ESPLOSIVI” CAPOVOLGONO LA PROSPETTIVA DEL CONFLITTO MEDIORIENTALE (E NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA)
Commentando un mio scritto sui “cercarpersona esplosivi”, un mio amico mi ha scritto:
«Vincere? Non mi sembra proprio! Sono finite le campagne dei “6 giorni”. Israele, dopo un anno di combattimenti, NON È RIUSCITA A SCONFIGGERE Hamas. Figuriamoci in un conflitto molto più ampio. Israele, per la prima volta, HA PERSO MILITARMENTE. Mi chiedo: per quanto tempo ancora il popolo israeliano, che è tutt’altra cosa rispetto ai suoi governanti, potrà tollerare una situazione di guerra permanente?»
Carissimo,
al di là delle nostre opinioni personali, temo che i “cercapersone” costringano un po’ tutti a rivedere le cose da una prospettiva diversa. Fino all’altro ieri, la pace in Medio Oriente era invocata proprio sulla base del tuo assunto: Israele non potrà mai vincere sul piano militare perché è un piccolo Stato di dieci milioni di abitanti contro un nemico islamico potenziale di oltre due miliardi di persone.
Dall’altro ieri, ci piaccia o no, le cose sono cambiate. Se un cercapersone “infettato” è in grado, con un semplice comando inviato da Gerusalemme o Tel Aviv, di far saltare in aria l’intera rete logistica di una forza armata nemica dislocata fuori dai confini israeliani (e magari in qualsiasi angolo del mondo), vuol dire che lo Stato di 10 milioni di abitanti possiede una tecnologia militare potenzialmente più distruttiva della bomba atomica.
E se questo è vero, cambia l’assunto sulla base del quale dobbiamo invocare la pace: il mondo islamico non potrà mai distruggere Israele, quindi deve scendere a patti con Gerusalemme. Per questo nulla sarà più come prima.





