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LA SANITÀ MENTALE DELL’OCCIDENTE E L’INCUBO AMERICANO

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Sul giornale di ieri Roberto Pecchioli ha messo a nudo l’incubo americano, traendone la conclusione che se agli americani piacciono gli incubi sia affar loro, ma non sia affar nostro.

Giusta considerazione perché l’America è il centro dell’impero occidentale, ma non è l’Occidente, piaccia o non piaccia ai figli dei coloni che hanno conquistato il Nuovo Mondo.

L’incubo americano è il prodotto del cancro che debilita l’America e metastatizza in Occidente: il progressismo, figlio al contempo della cupola finanziaria speculativa, di miliardari sedicenti filantropi, di una tecnocrazia californiana dai risvolti psichiatrici e dalla penetrazione di “misure attive” cinesi di lunga durata, che datano dai finanziamenti dei servizi militari di Pechino ai Clinton (vedi Roger Faligot[i]) e che si estendono ai movimenti di protesta come i Black Lives Matter, per arrivare a quelli oggi in agitazione nelle università americane contro Israele.

Il cancro progressista ha corrotto le menti delle élite intellettuali americane e ha asservito una parte della politica lungo un asse che va da Bush jr ai Clinton, a Obama e a Joe Biden.

Non è un caso che Bill Clinton abbia dato accesso al Wto alla Cina e che Hunter Biden abbia fatto affari con Pechino (anche con Mosca e Kiev). Non è un caso che l’accoppiata Obama-Hillary Clinton abbia sostenuto le Primavere arabe dei Fratelli Musulmani (un tempo nazisti) e che stanno dietro ad Hamas, organizzazione terroristica che, guarda caso, come spiega bene Silverio Allocca sul giornale di oggi, è in sintonia con gli interessi cinesi in Medio Oriente.

Non è un caso che Joe Biden sia in rotta di collisione con Tel Aviv fino al punto di far dire a Bibi Netanyahu che Israele non è uno Stato vassallo degli USA.

Fuggito vergognosamente a gambe levate da Kabul, Biden è riuscito a mettere in mora gli Accordi di Abramo che, per fortuna, reggono nonostante la Washington dei Dem.

Ora l’incubo americano di cui parla Pecchioli va ben identificato in una parte dell’America, quella progressista, finanziata dalla cupola finanziaria e infiltrata dai tentacoli cinesi, che produce tumori come l’ideologia woke, follie come il green e bugie come l’emergenza climatica, nonché avventure perdenti come il confronto per interposta Ucraina con la Russia, consegnando Mosca alla Cina.

Se guardiamo ai risultati, non vi è dubbio che il confronto con la Russia voluto dall’America dei Dem sia stato un grande regalo a Xi Jinping.

Chi comanda a Washington? Una succursale di Pechino?

Ha pertanto ragione Ron DeSantis quando, schierando la Florida contro le follie green, parla di “riportare la sanità mentale al nostro approccio all’energia”.

Il tema è ben più ampio e riguarda il come riportare la sanità mentale nel centro dell’impero occidentale e, conseguentemente, in Occidente, che non è l’America, ma risente degli incubi americani.

Ci prova Donald Trump. Ci provano alcuni stati USA, che si rifiutano di diventare californiani. Ci sta provando anche una parte dell’Europa che, se le elezioni lo consentiranno, cacciati i socialisti (o sedicenti tali) ormai appendici del progressismo, potrà vedere l’Unione Europea uscire dalla bolla demenziale e autodistruttiva nella quale è stata messa da ottimati, lacchè e scherani vari, dando una mano anche alla parte sana del centro dell’Impero.

Il Vecchio Continente, insomma, potrebbe, saggiamente, aiutare il Nuovo Mondo a guarire dal cancro progressista e a uscire dall’incubo che lo devasta.

Qualche segnale di cedimento del cancro progressista si vede nell’organizzazione che costituisce l’evidenza della collusione tra finanza speculativa, miliardari sedicenti filantropi e la Cina: l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nell’OMS comanda la Cina in bella compagnia con Bill Gates e con le multinazionali del farmaco, controllate dalla finanza.

Cina e finanza sono i genitori del progressismo e di tutte le ideologie che hanno disastrato e disastrano l’Occidente. L’utero in affitto ai due genitori del mostro progressista è quello dei Dem USA e dei loro imitatori europei.

Guardiamo chi è finanziato da Soros o chi ha fatto affari con i vaccini e seguendo the money arriviamo alla meta.

Ora accade che l’idea di fare dell’OMS un super Stato che decide della nostra vita in caso di pandemia, lockdown compresi, ovviamente, trova l’opposizione di molti stati. Il potere condizionante della cupola si incrina.

Del resto di pandemia abbiamo fatto esperienza recente, grazie alla fuga di un virus prodotto in un laboratorio cinese di “guadagno di funzione” (ossia di creazione di armi biologiche) finanziato dagli USA, come sta dimostrando ampiamente il Congresso americano grazie ai repubblicani.

Oltre ad essere stato un esperimento di controllo sociale, il Covid ha generato un guadagno enorme per le multinazionali del farmaco (vedi anche processo in atto alla Von der Leyen) e enormi danni alla salute dei cittadini, di fatto usati come cavie. Il ritiro del vaccino Astrazeneca è un esempio preclaro di un disastro fatto in modo doloso. L’emergere continuo di danni collaterali ai vaccini e ormai un fatto innegabile.

Se c’è ribellione all’OMS ciò significa che sta tornando, in alcuni settori della politica, la sanità mentale invocata da Ron DeSantis.

Anche le politiche green stanno crollando sotto i colpi della realtà e dimostrano la loro vera natura di logiche filo cinesi in perfetta collusione con gli interessi della cupola finanziaria speculativa (che ha investito nel Greenn Deal 45 mila miliardi).

In oltre trent’anni di politica Dem l’America, salvo la parentesi di Trump, ha lasciato campo libero alla Cina per acquisire il monopolio delle materie prime e ha dato spazio politico a tutte le ideologie cosiddette progressiste capaci di fiaccare, come fa un cancro metastatizzante, l’Occidente.

C’è da chiedersi davvero se i Dem Usa siano un partito americano o una succursale del Partito Comunista cinese.

C’è, pertanto, da augurarsi che le masse, per quanto inebetite da una guerra cognitiva pressante e continua, sappiano trovare il coraggio e la forza di licenziare la piovra, tagliandone i tentacoli ovunque, perché se così non fosse il definitivo declino dell’Occidente sarà una realtà molto prossima.

Democrazia, libertà, welfare, persino salute e vita, saranno un ricordo, ammesso che con la cancel culture i ricordi siano ancora consentiti.

 

[i] Roger Faligot, I servizi segreti cinesi, Newton Compton

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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